Vessazioni alla scuola ufficiali dei Carabinieri: richiesta di giudizio per un ufficiale istruttore

ufficiali-carabinieriRoma, 22 set – “Coglione, inetto, incapace, cretino“. No, non sono parole tratte dalla sceneggiatura di Full Metal Jacket, dove il Sergente Maggiore Hartman ricopriva di epiteti particolarmente aspri il marine Leonard Lawrence “Palla di Lardo”.

“Se potessi metterti le mani addosso lo farei molto volentieri … mi impegnerò a farle perdere il tirocinio… Se ne vada! Torni a fare il Maresciallo. Questo posto non fa per lei. Lei è un incapace…. per lei i prossimi due anni saranno un inferno… Se ne vada! la vita militare non fa per lei. Lei è un incapace… “

Queste ed altre gentili parole hanno indotto il Procuratore capo del Tribunale militare di Verona Enrico Buttitta a chiedere il rinvio a giudizio di un ufficiale dei Carabinieri in servizio presso il Battaglione Carabinieri del Reggimento Allievi dell’Accademia Militare di Modena.

Il militare è ora accusato di “minaccia ed ingiuria a un inferiore continuata“, perché, secondo la tesi accusatoria, avrebbe prospettato un “ingiusto danno” ad un aspirante Ufficiale ed avrebbe offeso “il prestigio e la dignità” di altri quattro.

L’indagine della Procura militare di Verona nasce dalla lettera di un aspirante allievo ufficiale, assistito dall’Avvocato Giorgio Carta, che, pur proveniente da una prestigiosa scuola militare, la Scuola Navale “Francesco Morosini”, si è visto poi escluso dall’Accademia al termine del tirocinio.

Questi, avrebbe quindi inviato una lettera al Comandante Generale dell’Arma dell’epoca (il generale Gallitelli), nella quale avrebbe esposto che, nonostante attribuisse il comportamento ruvido del suo Comandante di Plotone ad “una fase concorsuale normale, atta a testare la nostra capacità di sopportazione”, forte era il sospetto che, invece, si trattasse di una vera e propria persecuzione personale, visto che l’ufficiale istruttore sarebbe arrivato a dirgli “Se potessi metterti le mani addosso lo farei molto volentieri …“.

L’allievo ufficiale, però, ben presto avrebbe sospettato che le minacce (“io mi impegnerò a farle perdere il tirocinio!“) non facessero parte di una semplice liturgia, seppure colorita – anche se discutibilissima – della scuola, visto che, in effetti, egli è stato effettivamente escluso dal corso e rimandato a casa. Si tratta per ora, ovviamente, di una tesi accusatoria che la Procura militare di Verona chiederà di porre al vaglio del tribunale.

«Non nascondo – prosegue l’aspirante ufficiale nella lettera – che tutta questa vicenda abbia suscitato in me molta diffidenza verso l’Arma dei Carabinieri, perché pensavo che questa Istituzione, nata 200 anni fa e poggiante su solidissimi valori etici e morali, fosse esente da episodi di nepotismo, valutazioni ad personam e riservate a noi aspiranti allievi ufficiali».

Infine, l’amara riflessione che l’allievo consegna nella mani del generale Gallitelli: «credo che l’essere figlio di un semplice operaio e non di un appartenente alle Forze Armate non mi abbia aiutato molto».

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.