Torino: scippatore rapinava donne sole. Ai Carabinieri: «Grazie per avermi arrestato»

scippo1Torino, 16 mar – I carabinieri di Torino hanno arrestato un pericoloso rapinatore seriale. Si tratta di Michel Piramide, 22 anni, senza fissa dimora che ha confessato di aver messo a segno fino a sette rapine al giorno nell’ultimo mese e mezzo.

Scippava e aggrediva esclusivamente donne sole. Colpiva davanti alle scuole, centri commerciali, cimiteri, Asl, uffici postali, banche e parcheggi. Aspettava che la vittima scendesse dall’auto per portarle via la borsa.

Piramide è stato arrestato dai militari il 10 marzo scorso, dopo gli ultimi due colpi: a Sangano, dove ha tentato di scippare la borsa a una donna di 70 anni dopo averla colpita al volto con un pugno, e a Piossasco, dove ha scippato la borsa a una 77enne.

I carabinieri stanno verificando se vi sia un collegamento tra Piramide e le aggressioni e le rapine avvenute nei giorni scorsi nel parcheggio dell’ospedale di Rivoli. Il rapinatore seriale ha confessato di essere pentito e ha chiesto di essere ascoltato: «Voglio rendere dichiarazioni spontaneamente perché non potevo più andare avanti in queste condizioni e perché sono pentito di quello che ho fatto».

Piramide ha confessato che a causa della sua attuale condizione psicofisica e di uno stato d’animo variabile che l’ha portato a bere, è stato costretto, non avendo un lavoro, a commettere furti e rapine. Con cadenza quasi giornaliera, Piramide ha rubato e rapinato senza controllo perché non riusciva a smettere. Utilizzavo una Seta Ibiza – ha detto l’uomo – con le targhe modificate (vedi foto), ma non ricordo tutti i miei colpi».

Il rapinatore seriale, che preferiva le donne sole, ha raccontato di aver messo a segno, nella sola giornata del suo arresto, 7 rapine (Carmagnola, La Loggia, Nichelino, Pianezza, Rivoli, Sangano e Villastellone). Ha precisato di averne fatte almeno altre 18 nei due giorni precedenti, ma di non ricordarne altre. «Sono tante le rapine che ho commesso – ha detto Piramide – ma ora non ricordo più niente».

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