Torino: ecco la banda degli invisibili che riforniva la droga a 50 clienti al giorno

torino-spacciatoriTorino, 18 dic – Studenti, operai, liberi professionisti e un padre, con il figlio piccolo ancora nel passeggino, erano i clienti abituali della banda degli invisibili, che amministrava e governava lo spaccio della droga in Piazza della Repubblica.

Ieri sera si è conclusa un’indagine, iniziata nel mese di giugno scorso, dei carabinieri della Compagnia Torino Oltre Dora, che ha permesso di individuare 19 persone, tutte africane, coinvolte nell’inchiesta. In particolare: 14 arresti e 5 misure cautelari del divieto dimora. Sono state sequestrate quasi 500 dosi, tra eroina e cocaina. L’inchiesta, coordinata dal Dr. Paolo Borgna della Procura della Repubblica di Torino, ha permesso di attribuite agli indagati, a vario titolo, diversi reati, tra cui detenzione e spaccio di droga nonché ricettazione. L’identificazione dei pusher è stata molto complicata poiché erano uomini senza un nome e senza un passato, che spacciavano centinaia di dosi al giorno e poi svanivano nel nulla. Nella fase preliminare dell’attività, infatti, ai soggetti componenti il sodalizio criminale è stato assegnato un nome di battaglia (Cappellino, Pink, Bombolo…), prima di arrivare alla loro identificazione. I militari hanno messo i sigilli a un chiosco di Piazza della Repubblica, utilizzato dagli indagati come base logistica per lo spaccio dello stupefacente. L’attività, inoltre, ha permesso di chiudere una narcosala a cielo aperto che si era creata intorno all’area mercatale di Porta Palazzo (tra le auto in sosta e i furgoni dei commercianti), dove tutti i giorni decine di persone si bucavano in strada.

Il baratto per battere la concorrenza: cellulari per droga

128 giorni, h24 e senza sosta, di riprese video dei carabinieri che hanno filmato centinaia di cessioni di droga a tossicodipendenti[4] (studenti, liberi professionisti, genitori con bambini piccoli, operai, etc.…NDR), che subito dopo aver acquisto il prodotto lo consumavano sotto gli occhi dei passanti. Per battere la concorrenza e non perdere i clienti, la droga, a volte, è stata pagata agli operai dello spaccio con merce rubata, soprattutto cellulari.

Un padre si inietta la droga davanti a suo figlio

I militari hanno documentato che alcuni studenti hanno acquistato la droga dal pusher di fiducia (foto allegata), per poi consumarla subito in strada. La scena più sgradevole per gli investigatori è stata la volta in cui un padre si è iniettato l’eroina nelle vene del braccio davanti al figlio, di pochi mesi, seduto nel passeggino (foto allegata). Con loro c’era anche un altro tossicodipendente che, senza porsi alcuno scrupolo, si è “bucato” davanti al piccolo.


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