Torino, droga: 8 arresti per spaccio. Utilizzavano un’App per evitare le intercettazioni

Torino_arresti_drogaTorino, 3 apr – I Carabinieri della Sezione antidroga del Nucleo Investigativo hanno notificato un’ordinanza di misura cautelare in carcere – emessa dal GIP del Tribunale di Torino – nei confronti di 5 indagati (un albanese, un gabonese e 3 italiani, di cui 2 attualmente detenuti) ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione e vendita di sostanze stupefacenti.

L’attività aveva già permesso ai Carabinieri, nel giugno scorso, di sequestrare 28 kg di droga e un milione di euro in contanti.

La prima parte dell’operazione antidroga ‘One million’, infatti, si era conclusa con l’arresto di tre persone. Il blitz era scattato in un garage del capoluogo piemontese (Guarda il video). All’interno i militari avevano trovato cocaina, eroina, marijuana e hashish, una macchina conta-banconote, due autovetture, 30 telefoni cellulari, una pressa idraulica e otto bilancini di precisione. Dalla conta degli involucri vuoti i militari avevano accertato che nel locale erano transitati da poco almeno 270 chili di cocaina, per un valore di oltre 27 milioni di euro. Il denaro era pronto per essere investito in un’altra partita di droga.

Il provvedimento scaturisce da un’attività info-investigativa, durata da ottobre 2015 a giugno 2016, che avrebbe consentito di dimostrare come il gruppo criminale gestisse una rete dedita all’importazione di sostanze stupefacenti, sfruttando le rotte del narcotraffico internazionale (porto di Rotterdam e rotta balcanica su tutte) e rifornisse il capoluogo torinese sino ai livelli di vendita al dettaglio più bassi, con un volume di stupefacente del solo tipo cocaina stimato durante le indagini in 70 kg di sostanza purissima.

Nel corso delle attività, sono stati sequestrati 10.626 kg di cocaina, 1.784 kg di eroina, 13.631 kg di hashish, 0.919 kg di marijuana, 20.894 kg di sostanza da taglio e 977.980,00 euro in contanti.

Partendo da diversi arresti effettuati nelle zone della movida torinese, i Carabinieri hanno individuato una fitta rete di senegalesi distribuiti sulla città che rifornivano tutti i pusher da strada da Barriera Milano fino a Moncalieri, passando da San Salvario e Mirafiori. Potrebbero essere oltre cento “gli operai della droga” distribuiti sul territorio che sganciavano palline a raffica sul territorio torinese.

La banda utilizzava, molto probabilmente, una piccola betoniera per impastare la cocaina che poi veniva nascosta nei sacchi del cemento per il trasporto al garage dove veniva raffinata, lavorata e confezionata.

Un’App sul cellulare per evitare le intercettazioni. Nel corso di tutte le operazioni, gli indagati hanno dimostrato particolare accortezza perché hanno sostituito continuamente i loro cellulari e le schede sim, intestate a prestanome, e soprattutto hanno utilizzato per le loro le comunicazioni un software di criptazione al fine di eludere eventuali intercettazioni nei loro confronti.


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