Torino, Carabinieri: dai pomodori alla cannabis. La svolta illegale nei campi

torino-pomodori-cannabisTorino, 10 ott – L’oro verde della criminalità cresce tra le cascine agricole torinesi, nascosto tra i campi di pomodori e altri ortaggi. La produzione di cannabis è diventata un business per i trafficanti fai da te italiani. Nel 2016 i sequestri di piante sono aumentati rispetto allo scorso anno.

Nell’intero 2015 gli arbusti di marijuana scoperti dai carabinieri sono stati 5.733, nei primi 8 mesi di quest’anno siamo già a quota 4.658 (1.501 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso). I coltivatori italiani di cannabis producono lo stupefacente in aziende agricole o in serre costruite in ogni dove, capannoni, magazzini, scantinati. La produzione fai-da-te di hashish e marijuana, almeno in Piemonte, sta aumentando in modo esponenziale. Poi viene venduta, senza alcun tipo di passaggio, al consumatore, divisa in dosi o in quantitativi più importanti.

I carabinieri del comando provinciale di Torino hanno individuato e sequestrato, negli ultimi anni, decine di serre clandestine, dotate anche di attrezzature sofisticate, come se la cannabis fosse ormai una pianta-ortaggio qualsiasi. Tra gli arrestati o i denunciati ci sono agricoltori di professione, assicuratori, commercianti, universitari. L’ultimo sequestro risale alla settimana scorsa, a Poirino, in una cascina agricola, quando i carabinieri della Stazione Villastellone, in collaborazione con l’aliquota Radiomobile e la Stazione di Chieri, hanno arrestato Angelo C., 45 anni, residente a Poirino, Davide A., 39 anni, residente in provincia di Cuneo, e Franco B., 38 anni, abitante a Poirino, proprietario della cascina, per coltivazione di cannabis. Coltivavano la droga tra le piante di pomodori.

Sono stati sorpresi a separare le infiorescenze dalle piante di cannabis. Durante la perquisizione, i carabinieri hanno sequestrato una serra con 20 piante di marijuana, alte oltre 2 metri, 5 chili marijuana, 1 macchina separatrice con accessori, numerose buste contenenti semi di marijuana, un ventilatore, un deumidificatore, una pressa, una macchina termosigillante sottovuoto per buste cellophane, una bilancia di precisione e diversi termometri e accessori vari. I tre coltivatori di cannabis sono stati collocati ai domiciliari.

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