Terrorismo, IS: i Carabinieri del ROS fermano un cittadino macedone [VIDEO]

arresto-ros-terroristaRECLUTAVA IN ITALIA ASPIRANTI MUJAHEDDIN. Roma, 26 feb – Questa mattina, i Carabinieri del ROS hanno eseguito un Fermo di indiziato di delitto disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia nei confronti del cittadino macedone Ajhan VEAPI, domiciliato ad Azzano Decimo, frazione Tiezzo (PN), indagato per “Arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale” (art. 270 quater c.p.), il quale era in procinto di lasciare il territorio nazionale per la Serbia e, successivamente, per la Germania.

Il provvedimento scaturisce da un’indagine avviata dal ROS nel 2013, allorquando si aveva avuto notizia, dall’Arma territoriale di Belluno, che il cittadino bosniaco Ismar MESINOVIC era partito dall’Italia unitamente al figlio minore di appena due anni e, seguendo la rotta balcanica, aveva raggiunto la Siria insieme ad un’altro cittadino macedone per unirsi all’organizzazione terroristica IS.

Le indagini consentivano di individuare un cittadino maghrebino residente nel bellunese, Anass JAFFAR, ritenuto uno dei responsabili del percorso di radicalizzazione ed instradamento del MESINOVIC e di accertare:

  • la partenza per il teatro di guerra siriano di Umar BAIG (alias Umar Ibn Azhar, Abdurrahmen Al Pakistani, nato in Pakistan), Ismar MESINOVIC e di altro cittadino macedone, i primi due deceduti in Siria rispettivamente nel dicembre 2013 e gennaio 2014, mentre il terzo risulterebbe tuttora impegnato nei combattimenti nelle fila di IS;
  • che Ismar MESINOVIC, prima di partire, aveva preso contatti dall’Italia con esponenti del gruppo terroristico IS in Siria, per conto dei quali aveva acquistato un furgone, un drone radiocomandato ed un visore notturno da utilizzare nelle aree di conflitto;
  • il ruolo decisivo svolto da Husein BOSNIC e Ajhan VEAPI nel processo di radicalizzazione, arruolamento e successivo instradamento verso il teatro siriano di Ismar MESINOVIC. BOSNIC è un imam itinerante, attualmente detenuto in Bosnia – a seguito dell’operazione “Damask” condotta dalla Polizia Antiterrorismo bosniaca – con l’accusa di terrorismo internazionale ed instradamento di combattenti jihadisti verso il teatro siriano per alimentare i ranghi di IS.

Ajhan VEAPI era dedito alla selezione e reclutamento di aspiranti mujaheddin in territorio italiano da sottoporre al BOSNIC per le successive attività di radicalizzazione.

In questo contesto investigativo si collocano i provvedimenti di espulsione ed inammissibilità in area Schengen emessi il 12 maggio 2015 ai sensi dell’art. 24 SIS II nei confronti di:

  • Arslan OSMANOSKI, risultato in stretto contatto con VEAPI Ajhan e caratterizzato da uno stile di vita radicale improntato ai dettami del salafismo. Il provvedimento è stato eseguito il 21 maggio 2015;
  • Anass JAFFAR, attualmente dimorante in Marocco (l’esecuzione del provvedimento a suo carico è tuttora pendente).

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