Stupro di Firenze: l’avvocato del carabiniere Pietro Costa a Del Sette, «destituzione inutile ed avventata»

"Lettera aperta" dell'avvocato Giorgio Carta al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette

Roma, 19 set – No alla destituzione dei due carabinieri indagati per lo stupro di Firenze prima di un regolare processo. E’ questa la sostanza della “lettera aperta” che l’avvocato Giorgio Carta – il legale del Carabiniere Pietro Costa – indirizza al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette, che GrNet.it pubblica in esclusiva.

Di seguito il contenuto integrale della “lettera aperta”.


Generale Del Sette, perché destituire i carabinieri di Firenze prima di un regolare processo?

Egregio generale Del Sette, da qualche giorno ho assunto, assieme all’avvocato Andrea Gallori di Firenze, la difesa del carabiniere scelto Pietro Costa che, com’è noto, è accusato assieme al proprio capopattuglia di avere stuprato due cittadine americane nella notte tra il 6 ed il 7 settembre scorsi.

La più grande sorpresa nell’approcciare il caso è stata constatare quante notizie distorte e talvolta inventate, unitamente a veri e propri insulti in prima pagina, fossero finora circolati in merito alla vicenda. Ma non è su questo che vorrei attirare la sua attenzione.

Certamente non mi ha sorpreso, dopo oltre venti anni trascorsi a difendere le forze dell’ordine nei tribunali, la consueta invocazione da parte della collettività delle più gravi sanzioni disciplinari ai due carabinieri prima (ed a prescindere) di qualsiasi processo e finanche della conclusione delle indagini. Ai più, infatti, è bastata la notizia giornalistica delle prime ore per chiedere senza esitazioni la morte civile dei due graduati.

Malgrado la mia abitudine a questo fenomeno tipicamente italiano, non ricordo altri casi di accanimento mediatico assimilabili a questo.

Dobbiamo almeno noi operatori del settore (come sa, anche io ho vestito la sua divisa) sottrarci alla pressione della folla e cercare di affrontare la vicenda razionalmente e quanto più possibile serenamente.

Alla questione penale provvederanno i magistrati, sia ordinari che militari, che hanno già avviato le rispettive indagini.

Il versante disciplinare ed amministrativo, invece, è demandato alla scala gerarchica che fa capo alla Signoria Vostra.

L’Arma dei carabinieri, come noto, ha immediatamente sospeso dal servizio i due carabinieri, privandoli di pistola, tesserino e manette (e di metà dello stipendio).

I due militari, quindi, malgrado protestino la propria innocenza, sono ora barricati in casa ed – essendo stati privati delle funzioni – non potranno in alcun modo reiterare i reati loro contestati né ulteriormente ledere l’immagine dell’Istituzione.

A quanto pare, però, la sospensione non appaga quella parte della collettività, quegli organi di stampa e taluni esponenti politici che ora invocano addirittura la destituzione dei due militari prima di qualsiasi accertamento penale.

È su questo punto che mi permetto di interloquire pubblicamente con lei, generale Del Sette, come avvocato e come carabiniere in congedo.

Certamente, l’articolo 1393 del codice dell’ordinamento militare consente all’Arma dei carabinieri di procedere disciplinarmente nei confronti dei due militari anche in pendenza del procedimento penale.

Rispettosamente, però, vorrei farle osservare che il primo comma della citata norma stabilisce che per le infrazioni disciplinari di maggiore gravità punibili con la consegna di rigore o con sanzione disciplinare di stato (ed è questo il caso che ci occupa), nei casi di particolare complessità dell’accertamento del fatto addebitato ovvero qualora l’esito di accertamenti preliminari non disponga di elementi conoscitivi sufficienti ai fini della valutazione disciplinare, l’Arma deve promuovere il procedimento disciplinare soltanto al termine di quello penale. Ed è questa l’opzione che, in sostanza, sommessamente invoco per il caso che ci occupa.

La invito specificamente a considerare che le indagini sono appena all’inizio e che le notizie di stampa finora circolate appaiono per lo più frutto di suggestioni, se non anche di antiche ossessioni di certa parte della società civile che (abitualmente usando due pesi e due misure) non esita a mettere sul patibolo un cittadino in divisa al minimo sospetto, finanche quando si sia limitato a svolgere il proprio servizio di repressione della criminalità.

L’accusa oggi rivolta ai due carabinieri è certamente tra le più gravi che si possano rivolgere ad un essere umano, al di là della professione svolta. Le dico, però, che in questi giorni ho avuto modo di trascorrere diverso tempo con il carabiniere Costa, insieme al collega avvocato Gallori.

Noi siamo assolutamente persuasi dell’innocenza del carabiniere Costa in riferimento alla violenza sessuale ascrittagli.

Gli altri reati contestabili (riconducibili in sostanza all’uso arbitrario della vettura di servizio ed alla variazione del tragitto stabilito) sono, invece, di rilevanza giuridica così modesta da essere – se provati – comunque estinguibili senza alcuna condanna, con la semplice richiesta di messa alla prova di cui all’articolo 464 bis del codice di rito. Non ho sinceramente ricordo di un militare che sia stato destituito per una violata consegna né per un uso momentaneo della vettura di servizio, ammesso e non concesso che tali reati sussistano nel caso di specie.

Tornando, quindi, all’accusa principale, dell’innocenza del mio assistito mi hanno convinto non tanto le carte processuali finora disponibili (pochissime), ma soprattutto la persona dell’indagato: un ragazzo per bene che, per quanto io possa arguire, non è, non è mai stato né mai sarà uno stupratore.

In mancanza di qualsiasi punto fermo delle indagini, comunque, mi pare ingiusto ritenere gli accusati già colpevoli prima del processo.

Per questo motivo, mi ha impensierito leggere sulla stampa che l’Arma dei carabinieri si fosse pubblicamente scusata con le due ragazze americane. Egregio generale, dimostreremo che né il carabiniere Costa né l’Arma dei carabinieri devono scusarsi di alcunché. Quanto meno adesso che manca qualsiasi evidenza dei fatti e nemmeno è noto se le due ragazze abbiano effettivamente accusato il mio assistito di qualcosa. Il che non è proprio un dettaglio.

Egregio generale, non le chiedo di credere a me né alle mie perorazioni da avvocato, anche se ho l’abitudine di difendere penalmente solo i militari della cui innocenza sono certo e fintanto che ne mantengo certezza.

La invito, invece, rispettosamente a volere anche lei incontrare il carabiniere Costa ed a guardarlo negli occhi. Non le chiedo di assolverlo da ogni mancanza disciplinare, ma solo di valutare con i suoi occhi se questo ragazzo possa essere uno stupratore. Lo ascolti e sono persuaso che anche lei arriverà alle stesse mie conclusioni.

Un avviso di garanzia non può essere assolutamente assimilato ad una condanna e, infatti, la stragrande maggioranza dei militari che incorrono i procedimenti penali continuano a prestare servizio durante la pendenza del procedimento penale.

In questo caso, visto che si è proceduto alla sospensione dal servizio, quale ulteriore tutela per la collettività o per la giustizia scaturirebbe dalla immediata destituzione del militare? Io credo nessuna.

Anzi, costituirebbe un sinistro segnale per tutti quei cittadini in uniforme che vogliono poter confidare nella vicinanza della propria istituzione nel momento del bisogno.

In tempi non sospetti (l’intervista è reperibile in rete) ho avuto modo di riferire come lei risulti essere un comandante di uomini molto apprezzato dalla base, soprattutto per il senso di umanità che ha trasmesso e che certamente ha finora impresso alla sua azione gerarchica.

Non invoco il suo senso di umanità, si badi, ma semplicemente la presunzione di innocenza costituzionalmente garantita. La colpevolezza penale dei due militari di Firenze – in costanza delle indagini – non può essere presunta, né stabilita sulla base della pressione mediatica. Lo stesso dovrebbe valere, a mio parere, sul piano disciplinare. Quindi, il mio invito è quello di attendere (come attenderemo noi avvocati) quanto meno la conclusione delle indagini.

Il carabiniere Costa, a mio parere, non merita di essere presunto colpevole proprio da quella Istituzione che per anni ha servito in giro per le strade ed in tutte quelle notti in cui abbiamo spento la luce di casa e ci siamo addormentati affidando a ragazzi come lui la sicurezza delle nostre città. (Avv. Giorgio Carta)

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Stupro di Firenze: l’avvocato del carabiniere Pietro Costa a Del Sette, «destituzione inutile ed avventata»
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66 Commenti

  1. giuseppe fadda dice

    Condivido quanto scritto dall’Avvocato Carta parola per parola e mi onoro di essere suo amico. Grande Giorgio

    1. Roviero dice

      Condivido parola per parola quanto scritto dall’Avv. Giorgio Costa. E non aggiungo altro…

    2. Iknuso dice

      È verissimo quello che dice avvocato, questa opinione pubblica affrettata e condannate Ice fa paura.

      1. luca dice

        il maledetto vizio di questa scala gerarchica di correre sempre e solo dietro alla stampa, anticiparla nel bene e soccombere nel male. Uomini solo assoggettati, cosi come la società civile pronta a raccattare qualsiasi cosa pur di attaccare una divisa ben sapendo che alla fine non si possono difendere.. Un fatto neanche certo che avviene di notte ad opera di un esponente in divisa trova centinaia di testimoni e giornalisti pronti a ricamare e istigare. Un delitto di mafia che avviene in piazza nell’ora di punta…. nessuno lo vede e tantomeno il riscontro mediatico aiuta…. societa e sistema vile

    3. Lucia dice

      Ormai i processi li fanno i media cosi chi non di cura di pensare con la propria testa se la riempie di opinioni già pronte e grossolane. Serve una giustizia rapida e un po’ più riservata. Tutti questi paladini e opinionisti si rendono conto che screditando (per convenienza populista) le forze dell” ordine, creano ancor di più un senso di insicurezza e di non affidabilità dello stato? La linea dell’ avvocato è giusta e condivisibile.

  2. Riccardo DIASPARRO dice

    Il nostro Stato ha una Costituzione garantista, mi pare essenzialmente corretta e condivisibile la lettera dell’Avv.to Carta. Se la mia precedente affermazione si applica anche nei confronti di tutti gli imputati con presunzione di colpevolezza o innocenza a maggior ragione dovrebbe applicarsi per il carabiniere difeso dall’avvocato Carta,finoa a sentenza di giudizio della magistratura ordinaria.

  3. Alex dice

    Dissento fortemente su tutta la linea !

    Amesso che non sia stato stupro, ma “solo” sesso libero e consenziente, ritengo comunque che un comportamento del genere sia vergognoso spregevole e deprecabile.

    Un Carabiniere degno della sua divisa non deve e non pu’ farlo.

    Si alla destituzione anche prima del processo.

    1. armando farci dice

      Che ti hanno fatto i Carabinieri?………..Non aggiungo altro. Torna a scuola ….ammesso si scrive con due emme.

    2. Raphael dice

      Credo che lei non abbia letto tutta la lettera, o non ne ha compreso tutto il contenuto.

    3. Luigi dice

      Sicuramente qualche mancanza è stata commessa. Condannare prima dei processi mi sembra esagerato. Alex rifletti prima di scrivere.

    4. Salvo Cassarà dice

      Lei é una persona con seri problemi caro Alex, perché senza dubbio, durante il servizio non si possono porre in essere attività “personali” poiché in tal caso si risponde di peculato militare ed é il reato che molto probabilmente i due militari pagheranno e, si informi e si dia un pò di cultura la destituzione di due militari non può avvenire se non dopo un giusto processo come questa nazione riconosce ai mafiosi più efferati così come alla feccia dell’Africa e dell’Asia che si divertono a stuprare le donne italiane o straniere in vacanza in Italia. Soltanto gli idioti possono accomunare, per esempio, questa vicenda con lo stupro (quello si che lo é!!) della donna polacca di Riccione:- siamo su due pianeti ben diversi perché i cinque uomini neri, o di colore, se preferisce, sono dei criminali maniaci che meriterebbero essere a loro volta stuprati dalla collettività carceraria mentre i due militari sono comunque due persone oneste che, stupidamente, non hanno ceduto ad una pulsione sessuale forte. Lei certamente é un sinistroide ed una cosa mi stupisce che voi sinistroidi siete sempre e comunque pronti a dare addosso agli americani ma, nel momento in cui sono coinvolti dei Carabinieri, i piemontesi per il popolo sardo, per esempio, dimenticate il vostro odio anche nei confronti degli stessi americani e l’Italia stessa non perde tempo a “mettersi a pecora” dinanzi lo straniero. Le due donnine per nulla stuprate, egregio alex, non sono state violentate, sono semplicemente due furbe che tentano di trarre il meglio da ciò che consapevolmente hanno fatto. I due Carabinieri certamente, non hanno l’intelligenza dell’aquila ma da qui ad affermare che sono due stupratori ce ne vuole e bisogna dimostrarlo.

  4. Giovanni dice

    Ebbene sì. Concordo Avvocato Carta. Quando lessi sui quotidiani che, sia il comandante Del Sette, sia il ministro Pinotti si consideravano parte lesa per i rispettivi uffici presidiati, Arma dei Carabinieri e Ministero Difesa, ebbi di che rinzelarmi verso e contro questi sovrani che, a mio personalissimo avviso, dovevano considerarsi parti in causa e non abbandonare ai primi momenti di disgrazia i due commilitoni e/o dipendenti. L’Arma è una ed una sola, composta da ufficiali, sottufficiali e truppa e non si scinde mai, neanche davanti alle avversità. L’Arma è parte lesa, detto da un dirigente della stessa Arma dei Carabinieri, è una ignobile vigliaccata che spinge chiunque a sospettare che tra i Carabinieri c’è chi metterebbe sulla graticola i propri dipendenti pur di apparire sano e puro. Questo gesto di abbandono è meschino al pari del lancio di fango mediatico che non è tardato a riversarsi sull’Arma. Solo il processo in tribunale stabilirà un verdetto e fino a quel momento tutti, dico TUTTI, generali e ministri compresi, devono reputarsi parte in causa e non certo parte lesa. Si avanza tutti e tutti si indietreggia sulla linea della battaglia.

  5. Gaetano dice

    Spero che il Sig. Comandate Generale si passi la mano sulla coscienza e rifletta bene sul provvedimento adottato, magari potrebbe lui stesso rivolgersi la domanda “perché anch’io non non mi sono autosospeso” visto il suo coinvolgimento nell’inchiesta consip.

    1. Marco dice

      Secondo il mio parere (solo mio) l’avvocato ha il compito di difender chiunque anche se colpevole, pertanto sempre secondo me vanno destituiti!!

      1. Marco dice

        Ho fatto servizio per 24 anni nelle forze dell’ordine e devo con rammarico dire che il “marcio” viene sempre coperto e l’abuso è ordinaria amministrazione .

        1. a dice

          Ho fatto servizio per 35 anni nelle forze dell’ordine e devo dire con rammarico che il marcio che viene coperto è quello delle alte sfere e non quello dei gradi inferiori che sono tutt’ora considerati solo “carne da cannone”

  6. Aldo Barbaro dice

    Quali sono le prove raccolte che permettono di affermare con certezza che si sia trattato di uno stupro e non già di un atto consenziente?
    Dr Aldo Barbaro, medico legale

    1. Iris dice

      Da quanto filtrato alla stampa nelle prime ore, c’erano forti dubbi sulla credibilità della denuncia in quanto in ospedale avevano appunto refertato che NON c’erano segni di violenza pur avendo confermato il rapporto con il tampone. Inoltre dal prelievo di sangue (circa 3 ore dopo il rapporto) apparentemente avevano rilevato un tasso alcolico pari a 1,5 mg/lt per la 19enne mentre per la 21enne il dato era “molto più basso”, quindi sostanzialmente era sobria al momento del prelievo, ma non lo dicono se no rovina la lacrimosa storia delle due povere innocenti fanciulle vittime di due mostri assetati di sesso.

      Credo che la linea dell’accusa sia fondare la denuncia sullo stato di supposta “minorata difesa” delle due ragazze dovuta all’ebrezza autoindotta (ci sono testimoni che possono confermare che nella peggiore delle ipotesi non sono stati certo i due militari a farle bere per approfittarsi di loro), mentre quella dell’avvocato Menichetti che difende l’appuntato (quello che è stato con la 21enne che era apparentemente molto più cosciente) sia che non si era reso conto dello stato della giovane e che comunque non era in condizioni tali da non avere un rapporto consensuale. Dalla stampa sembra inoltre che la 21enne e l’appuntato si fossero lasciati bene scambiandosi i numeri di telefono, affermazione che se resa al pm immagino sia stata anche provata dal militare (ovviamente l’accusa dirà che no, se lo erano scambiati prima che gli “saltassero addosso”, sono delle bestie che si sono approfittati della fiducia di due innocenti giovani che però guarda caso a una settimana dall’arrivo in Italia per studio anzichè chine sui libri le trovi in disco a bere e a fumare hashish, ecc.).

      Non ho capito come imposterà la sua difesa l’Avv. Carta al di là della convinzione di innocenza del Suo assistito che trasmette in questa lettera. Evidentemente qualche elemento in mano ritiene di averlo, diversamente per il miglior interesse del Suo cliente avrebbe chiesto il rito abbreviato e il minimo della pena, ma giustamente non lo spiattella su internet.

  7. Giovan Battista dice

    Condivido pienamente con l’avv.Giorgio Carta.Si possono solo sospendere,non destituirli,prima del processo.

  8. antonio dice

    E perchè no la fucilazione in piazza, anche perchè la gogna, quella mediatica, l’hanno già passata.
    Prima di parlare bisogna sempre contare sino a 10 e poi, magari, stare zitti.

  9. vito dice

    Concordo in pieno con quanto scritto da l’egregio avv. Carta, quando “sbaglia” un carabiniere; medico; e/o cittadino onesto, sono tutti buoni a stabilire in anteprima “la condanna” aspettiamo l’esito del processo poi, allora, si può additare e stabilire la colpevolezza… Ci sono molte cose che non convincono dalle dichiarazione fatte delle “stuprate,???”. Convintissimo che non raccontano il vero. Complimenti all’Avvocato Carta, speriamo bene.

  10. Paolo dice

    Caro Marco, ho 28 anni di servizio tutti fatti in mezzo alla strada e ne devo fare ancora 10 prima di potermi ritirare. Salute permettendo, continuerò a percorrere le strade della mia città, Torino, pronto a intervenire in ogni tipo di situazione e solo Dio sa quante ne ho viste e quante volte ho dovuto prendere decisioni immediate per far fronte a qualsiasi intervento. Non condanno i colleghi a prescindere, come giustamente ha detto l’avvocato, aspettiamo l’esito del processo prima di sputare sentenze. La mia domanda ė un’altra: ma tu, dall’alto dei tuoi 24 anni di servizio, quanti giorni di vita operativa hai fatto e come mai sei riuscito ad andare in pensione? Ma soprattutto perche chiedi la destituzione dei due colleghi come fossi l’ultima delle zecche che scrive Acab sui muri….goditi la pensione, vai in crociera e non cadere in tentazione ancora poi ti tocca destituirti da solo

  11. Carmine Forcella dice

    Avv. Carta, apprezzo quello che ha detto al C.te Generale Del Sette e quello che lei dice sull’attendere io l’ho scritto chiaramente su facebook perché non sempre quello che appare è e non sempre quello che è appare. Io ho provato sulla mia pelle l’essere trasferito sulla scorta di un “si diceva” da parte un pentito che aveva interesse ad eliminarmi quale comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile dalla scena operativa del mio territorio, quello di Cantù (CO) e dopo che gli accertamenti avevano stabilito la falsità delle dichiarazioni del collaboratore. L’Arma, una scala gerarchica non idonea a gestire quella fase, prima metà degli anni ’90, la questione pentitismo. Me ne andai in pensione il 30 dicembre 1994, potendolo fare me ne andai con molto anticipo sulla scadenza dell’anzianità. Avevo chiesto di essere sospeso e non me lo hanno concesso. Allora mi sono ribellato, da pensionato ho dichiarato guerra alla falsità dei pentiti che delinquenti erano e delinquenti rimangono. Sono andato a testimoniare come teste della difesa. Il processo lo hanno fatto a me. Nessuna imputazione ho avuto, nessun processo mi è stato fatto. Il 19 febbraio 2013 RAI2 è venuta a casa mia e il 27 settembre successivo è andato in onda il programma “Presunto colpevole” con il primo episodio dedicato proprio alla mia vicenda. La mia attività nello smascherare le falsità dei pentiti e la trasmissione ha infastidito, molto ha infastidito e ancora mi rompono. Quindi concordo con lei la necessità di aspettare.
    Carmine Forcella M.M. “a” c.s.

  12. Claudio dice

    ritengo che i due militari, prima di tutto non dovevano far salire due civili sulla macchina di servizio, se le due ragazze erano ubriache non dovevano fare altro che su richiesta delle due dovevano chiamare un taxi. Per quanto riguarda quello che è successo lo sanno i quattro, non condivido che prima degli accertamenti i due militari vengono messi alla gogna di tutti perché si tratta di due cittadine Americani.

  13. Davide dice

    Mi spiace, rimozione dal grado immediata. E non parlo per lo stupro (è da provare o meno) ma per il semplice fatto che, anche se le ragazze fossero state consenzienti, potevano andare a “soddisfarle” dopo la fine del turno.

  14. Adtiano dice

    Mi sto chiedendo da giorni, se qualcuno in nell’androne di quel palazzo, abbia sentito le urla delle ragazze durante lo stupro…
    A prescindere dal comportamento dei 2 Carabinieri in servizio, militarmente e civilmente non etico, non concordare con le motivazioni degli avv.ti, significa anche sminuire e contravvenire al codice di ordinamento militare che si è giurato di rispettare.
    Per il resto, chi è senza peccato, scagli la prima pietra.
    Cit. Un certo Gesù.

  15. Claudio dice

    non ritengo che i due militari vengono messi alla gogna perché dobbiamo fare bella figura con gli Americani.

  16. Marco dice

    Vedere, leggere che per calmare gli animi subito si è pensato a “accantonare” il proprio personale mi ha lasciato davvero con l’amaro in bocca. Posso capire il non volersi sbilanciare, ma proprio in virtù di questo sarebbe stato meglio appunto aspettare, aspettare che la giustizia faccia il suo corso, aspettare che alcuni giornali, per spostare l’attenzione e riuscendovi, hanno voluto uccidere mediatica ente e condannare a prescindere i nostri colleghi. Colleghi che hanno certo sbagliato ma di lì ad accusarli senza se e senza ma….insomma ce ne vuole. Un padre non abbandona il proprio figlio neanche quando ha commesso il più atroce dei delitti, sapendolo colpevole, di certo non dovrebbe farlo ancora prima che tale colpevolezza sia accertata. Questo non vuol dire difendere i due colleghi a prescindere ma dargli almeno il beneficio del dubbio sino a soddisfatta giustizia poi….poi si prenderanno i giusti provvedimenti e se riconosciuti colpevoli di questo trem reato saranno ovviamente condannati ma sino a quel momento sarebbe giusto, come del resto fa la magistratura, ascoltare le due campane e solo con prove alla mano giudicare. La cosa peggiore, passi i commenti di chi vede i carabinieri come il nemico, non è scusato ma uno può capirlo, ma vedere girare stupide vignette girare su whatsapp anche da parte di stessi colleghi…lo trovo davvero stupido e riprovevole…e li, anche con questi stupidi modi, si vede l’abbandono a prescindere. Torno a dire, se colpevoli di stupro debbono pagarne le conseguenze in tutto e per tutto ma prima di tagliargli la testa,solo per fare contento il sovrano americano, sarebbe bene contare fino a dieci, come ho letto in un commento precedente, e poi appunto….stare zitti. Lasciamo fare il suo corso alla giustizia, visto che è in quella che crediamo.

  17. Michele dice

    Ma non vi pare che nello specifico caso sia l’Arma sia il Ministro della Difesa con la destituzione STIANO STUPRANDO LA COSTITUZIONE (innocenza fino a condanna DEFINITIVA)? Mi pare che in Parlamento e negli alti comandi dell’Arma vi siano indagati, dove sta la differenza?

  18. Lorenzo dice

    Vorrei far notare, a quanti lo avessero scordato, la triste vicende del generale Ganzer, condannato a 14 anni di carcere (i PM ne chiedevano 27) perchè era stato accusato di traffico internazionale di droga.

    In Cassazione per fortuna è stato assolto, ma intanto ha continuato a rimanere al suo posto, e non era un posto qualunque, ma il comandante del ROS.

    Ora, se non è stato destituito lui, perchè devono esserlo i due carabinieri ancora prima del processo?

  19. Giovanni dice

    Ho prestato servizio nell’Arma per 31 anni e mi rifiuto assolutamente di credere che i colleghi di Firenze, pur violando il regolamento, commettendo anche gravi reati militari, si siano resi responsabili dello stupro nei confronti delle due ragazze statunitensi. Poco prima di andare in congedo ho seguito una vicenda di un giovane collega anch’esso accusato di stupro il quale a distanza di circa 6 anni è stato assolto con formula “perché il fatto non sussiste”, passando le pene dell’inferno fino alla conclusione della vicenda giudiziaria. Pertanto concordo pienamente su quanto scritto dall’avvocato Carta al Generale Del Sette il quale, per l’immagine dell’Arma, argomento molto serio e toccante ai nostri grandi ufficiali, bene avrebbe fatto a dimettersi dal prestigioso incarico di Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri dopo essere stato indagato sul caso consip, esprimendo forte esempio a tutta la scala gerarchica per il bene e la credulità delle Istituzioni.

  20. Gianni dice

    Chi chiederà scusa ai Carabinieri (ed in particolare ai 2 CC) se di stupro non si dovesse trattare?
    Il generale Del Sette o forse la ministra Pinotti?

  21. M.Fusi dice

    Anche il signor generale Del Sette mi pare sia indagato, per reati che minerebbero la sua fedeltà allo Stato.
    Secondo la logica, da tempo avrebbe dovuto essere per questo sostituito.
    Fermo restando che la pattuglia acrobatica fiorentina a caccia di americane è da destinarsi a vita alla contabilità del magazzino vestiario, con tutto rispetto per il personale che svolge quotidianamente ed onestamente a questo incarico. Vorrei proprio sapere in che modo eserciti la sua azione di comando il C.te del Nucleo Radiomobile fiorentino e sulla base di quali valutazioni componga gli equipaggi delle pattuglie, in una città come Firenze. Non ci sono scuse che tengano.

  22. alfio dice

    Volevo solo far riflettere due minuti sul comportamento inqualificabile ed irresponsabile avuto da due persone in divisa, armati e con macchina di servizio, i quali hanno esposto l’Arma ad una gogna mediatica a cui si poteva veramente farne a meno.
    Hanno destituito Ufficiali e Sottufficiali anche per meno in attesa di giudizio, non vedo perché proprio loro, che cmq stupro o no, si sono macchiati di uno spregevole atteggiamento.
    Io non sono mai d’accordo in linea di principio con quello che fanno e dicono i Generali Italiani in genere, ma in questo caso era il segnale giusto da dare alla collettività, anzi, un po di carcere militare, visto che ci sono fior fior di reati militari non gli avrebbe fatto male.

    1. as dice

      Direi che allora anche lei si merita un po’ di carcere preventivo per il suo “spregevole commento” … per dare un segnale giusto alla sana collettività di questa chat che si appella al rispetto della legge.

  23. Juan Aluchy dice

    La tenera amicizia che lega da diversi lustri il gen.del sette con la ministra Pinotti non deve prevalere assolutamente con gli interessi istituzionali dell’Arma che, purtroppo, sono diversi da quelli politici. L’attuale comandante che indegnamente riveste tale incarico, essendo persona sottoposta a indagini per un reato che potrebbe definirsi di “alto tradimento ” avendo rivelato, secondo l’accusa l’ attività operativa in corso nei confronti del nemico, ha una sola possibilità : chiedere la immeritata pensione e l’oblio. Per quanto mi riguarda un comportamento del genere dovrebbe ancora essere sanzionato con la fucilazione alle spalle. Gen.Del Sette si vergogni !!!!

  24. Sergio dice

    Una volta erano richiesti i “requisiti morali” per diventare Carabinieri.

    Adesso si trombano le adolescenti ubriache e poi si difendono dicendo che non e’ stato stupro.

    Disgustoso !

    Comunque la pensiate l’Arma ha subito un fortissimo danno di immagine.

    1. Iris dice

      Il termine “adolescente” implica la minore eta’ e il mancato completamento dello sviluppo, non e’ applicabile a due maggiorenni gia’ non piu’ vergini al momento del rapporto con i due carabinieri per cui la diversa versione sulla consensualita’ delle due giovani e’ finora suffragata da svariati elementi oggettivi filtrati alla stampa (referto medico che parla di assenza di segni di violenza, solo un succhiotto sul collo di una delle due, niente grida, richiesta di aiuto successiva di due ore, apparentemente provato scambio di numeri di cellulare tra le “vittime” e i militari, ecc.).

      Sulla violazione di consegna e gli altri illeciti disciplinari siamo tutti d’accordo. Resta da chiedersi, anche in base alle giuste osservazioni dell’Avv. Carta, se sia piu’ opportuno sanzionarli a prescindere dall’esito dell’inchiesta ed eventuale processo penali e in che misura rispetto a quanto fatto per infrazioni analoghe.

  25. Giuseppe dice

    Se i vertici dell’arma dei Carabinieri hanno deciso di licenziare questi due individui, statene certi che avranno valutato bene la loro posizione!

  26. Sergio dice

    Ritengo che sino al termine iter giudiziario,come per i politici,non si è colpevoli. Mi stupisce che le nostre autorità civili e militare, non abbiano gridato allo scandalo,quando i piloti americani per una scommessa hanno buttato giù la cabina della funivia. L’America li ha fatti rientrare e non mi sembra che sia stato punito o condannato nessuno. Se mi sbaglio smentitemi e fatemi sapere come è finita. grazie

  27. Armando dice

    Bisogna restare in tema, facendo attenzione a non farsi suggestionare.

    La domanda giusta e’solo una: i due CC imputati si sono scopati o no le due ragazze?

    Se la risposta fosse SI, secondo me andrebbero destitutiti per palese mancanza di requisiti morali.

    A andrebbero destituiti anche se fosse state un rapporto consenziente.

  28. Emiliano BOI dice

    Chapeau per l’Avvocato Giorgio Carta.

  29. Anonimo dice

    Gentile Giorgio Carta, prego di leggere attentamente quanto scritto, potrebbe dare un indizio utile a Lei ed ai magistrati per la risoluzione del caso.

    Firenze non è assolutamente nuova ad episodi simili, ma è già avvenuto poco tempo fa (è sufficiente cercare le notizie) che una ragazza americana denunci un ragazzo italiano per stupro (ad es. avvenuto nel bagno di una discoteca), dopo un rapporto consenziente. In un caso, le telecamere di videosorveglianza del locale hanno ripreso gli istanti immediatamente successivi al fatto e provato che la ragazza americana manteneva atteggiamenti incompatibili con quanto denunciato.

    Dopo aver rovinato la reputazione del ragazzo innocente, la ragazza (ritornata subito in America) ha confessato che, dopo il fatto, era rientrata in dormitorio. Qui aveva raccontato del rapporto all’amica e questa aveva insistito per denunciare immediatamente alle forze dell’ordine. Successivamente la ragazza si è ritrovata incastrata in una morsa senza via d’uscita e non ha più potuto ritrattare quanto dichiarato.

    In quel caso, il giudice aveva assolto il ragazzo italiano e condannato la giovane ragazza Americana “in contumacia” a 4 anni di reclusione per calunnia verso il ragazzo. Ovviamente non vi è stata alcuna estradizione e la ragazza ha semplicemente dichiarato che è rimasta delusa dall’Italia e non vi rimetterà più piede.

    Qui, invece, sono conivolti due carabinieri e la notizia ha avuto un diverso peso mediatico. Vi sono però degli elementi in comune, che andrebbero analizzati e investigati accuratamente.

    1) Come mai una delle due studentesse (o forse entrambe) è stata riportata in America dai genitori, prima del previsto? C’è forse la paura che emergano delle ulteriori prove ed essere invece accusate di calunnia?

    Firenze ospita da diversi anni gruppi di studentesse Americane. La maggior parte di esse sono under-21, e alcune vedono questa come occasione per bere alcolici legalmente e divertirsi senza regole. E’ sufficiente passeggiare una sera qualunque vicino ai quartieri di Santa Croce, con abiti eleganti (ancor meglio, in divisa), per attirare l’attenzione delle studentesse e, non così di rado, essere presi per il braccio senza dover far nulla. Nemmeno così di rado capita di essere invitati a salire nel loro appartamento ed essere congedati, senza alcun senso, poco dopo.

    2) Sono stati rilevati dei campioni per stabilire il tasso alcolemico dei carabinieri, per provare che anch’essi non fossero in uno stato di minorata difesa?

    Con ciò, non è mia intenzione provare né sostenere nulla, ma semplicemente fornire una direzione su cui andare ad investigare ed approfondire. Con molta probablità, lì vi è la chiave per risolvere il caso.

    1. Iris dice

      Anch’io credo che sia andata in modo analogo al ragazzo italiano denunciato e poi assolto, con le coinquiline che hanno montato la vicenda, magari anche per far avere alle amiche la “pillola del giorno dopo” in ospedale, visto che senza medico di base in Italia avrebbero avuto problemi a procurarsela in tempo. Del resto sono state le coinquiline a chiamare il 113 a un paio d’ore di distanza, non le ragazze.

    2. Iris dice

      Ps ci credo che l’altra ragazza condannata a 4 anni di reclusione per calunnia nei confronti del ragazzo che aveva accusato di stupro ha dichiarato che non avrebbe piu’ messo piede in Italia: se torna la ingabbiano!

  30. Iris dice

    @Armando, entrambi i carabinieri hanno ammesso il rapporto sessuale, secondo loro consensuale (e sulla base di quanto emerso di oggettivo al di là degli strepiti e lacrimose ricostruzioni della stampa, io propendo per la loro versione). Da questo punto di vista quindi la risposta alla tua domanda è SI, si sono scopati le due ragazze e andrebbero buttati fuori a prescindere. E onestamente anche io di pancia ho avuto finora questa reazione: ma che gente è chi abbandona il servizio per una squallida storia di sesso occasionale con due perfette sconosciute rimorchiate fuori da una discoteca?

    Tuttavia la lettera dell’Avv. Carta mi ha fatto vedere anche altri possibili punti di vista e spero che sul piano disciplinare possa trovarsi una punizione, attesa e inevitabile, che tuttavia non privi in via definitiva la società di due elementi non certo brillanti paladini di moralità, ma nemmeno individui irricuperabili e non più deboli di tanti altri cui è stata concessa una seconda possibilità per redimersi. Per mia storia personale non me la sento di scagliare la prima pietra, e tu?

  31. Gigi dice

    Concordo quello che ha scritto l’avvocato Carta, bisogna aspettare l’esito della magistratura, prima di puntare il dito, prima erano delle prsone normali ora li avete fatti diventare dei mostri, non li conosco ne conosco tanto meno l’avvocato, ma ho fiducia nella giustizia. Avranno tutti contro ma io credo che c’è la faranno e ne usciranno puliti. Come mai le ragazze avevamo stipulato un’assicurazione sullo stupro? Questi contratti vengono fatti solo quando vengono in Italia? Siamo tutti contro la violenza ma quando una cosa evidente come questa, si capisce che è tutto studiato a tavolino. Passatevi la mano sulla coscienza, disse Gesù chi non ha peccato scagli la prima pietra. Io credo che bisogna attendere che la giustizia faccia il suo corso, non parlare a vanvera se non si conoscono le carte.

  32. gaetano dice

    Scusate una domanda: ma in tutto questo dove sono i nostri COBAR, COIR e COCER ?????
    ……..bella roba………

  33. gaetano dice

    Complimenti all’Avv. Carta per la sua bella lettera !!!!!
    Grazie di esistere !!

  34. MarcoTullioCicerone dice

    “Egregio generale, dimostreremo che né il carabiniere Costa né l’Arma dei carabinieri devono scusarsi di alcunché”
    ==========================================

    Certo, come no !
    Anzi, dopo questa bella figura a livello mondiale unita ad una magistrale prova di etica militare e moralitá, proporrei la promozione del CC Costa e la sua beatificazione.

    Dal suo operato in servizio si puo giudicare che tipo di Carabiniere sia.
    Un gran bell’esempio per tutti.

    1. vittorio dice

      Aldila’ che si sono rivolti ignorantemente , alla persona sbagliata, il generale, comanda l’arma, ma non ha potere di giudizio sulla stessa, la procura è preposta, ma è un fatto certo, che hanno mancato dal lato militare , non è attesa nessuna verifica, il comportamento, le mancanze e il peculato, sono fatti certi ed è in questo che dal lato militare sono giudicati, si dimostrera’ cosa? che hanno fatto il loro dovere? no che hanno mancato e abusato, e per questo che devono essere destituiti, per quando riguarda la magistratura ordinaria, quella civile, si aspettera’ il giudizio, ma per quello che riguarda il lato militare, sono colpevoli per loro stessa ammissione, e non devono piu’ indossare la divisa, in rispetto a tutti gli altri miltari dell’arma .

      1. Redazione dice

        Le facciamo notare che la destituzione è una sanzione disciplinare “di stato” (che attiene cioè allo status militare) che – com’è scritto chiaramente nella lettera aperta – «è demandato alla scala gerarchica che fa capo alla Signoria Vostra», per l’appunto al Comandante Generale dell’Arma su delega del Ministro della Difesa che ne esercita la potestà sanzionatoria.

  35. vittorio dice

    questo non è un impero e il generale non è l’imperatore, quello che giudica il comportamento dei militari è la procura militare e un giudice militare, il generale, non ha il potere imperiale di dare la grazia, tipo il presidente americano, che ignoranza, e che faccia tosta, il fango buttato sull’arma, non conta per questo sedicente avvocato ignorante, a questo punto , chiedete un avanzamento di grado e poi, se il generale ha qualche figlia piccola, da accompagnare a casa…..

  36. Marcello dice

    Infatti le figlie piccole si drogano e vanno in cerca sesso ubriache alle 3 di notte per le discoteche fiorentine..

    Da considerare invece la questione culturale: mentre il “consenso” di una ragazza italiana è più difficile da ottenere e spesso si mantiene “implicitamente” per una notte intera, una ragazza americana è normalmente più emancipata ed il consenso c’è solo finché lei conduce ed ha il controllo della situazione.

    Aggiungici il problema della lingua, la droga e l’alcool.. non vedo prove sufficienti per considerarlo stupro, ma solo delle mode che si ripetono

  37. Marcolino dice

    Il carabinere scelto Pietro Costa e l’appuntato scelto Marco Camuffo,
    a mio parere meritano la destituzione
    avendo avuto,con ogni evidenza, un comportamento non compatibile con i requisiti morali che si richiedono ad un militare dell’Arma.

    Insomma, scoparsi delle ventenni ubriache (per quanto consenzienti) durante il servizio, non e’ un comportamento compatibile con l’essere Carabiniere.

    Pertanto vanno destituiti.

  38. Iris dice

    Al di là delle considerazioni su quale sia il provvedimento disciplinare previsto per le svariate infrazioni del regolamento già accertate, sul fronte penale io nella mia beata ingenuità mi chiedo: ma se i due avvocati dei carabinieri hanno scelto di perseguire la strada della consensualità del rapporto, cui io peraltro credo, perchè non controdenunciano le ragazze per calunnia?

    I loro clienti sono oggetto di un’accusa infamante, le anime belle della sinistra fiorentina gli fanno i cortei contro (mentre non dico per gli stupri di Rimini compiuti dagli extracomunitari, ma per i due padri toscani arrestati l’anno scorso per ripetute violenze sessuali sulle figlie minorenni non si sono fatte vedere), la Pinotti vuole la loro testa su un piatto d’argento, hanno spiattellato sulla stampa nome, cognome e profilo sociale di questi due uomini ancora solo indagati senza nemmeno una misura cautelare a loro carico manco fossero dei serial killer presi in flagranza di reato.

    Se la versione dei loro clienti è sostenibile non vedo perchè continuare a subire passivamente e non contraccare, direi che di danno di immagine dopo essere stati dipinti come dei mostri ne hanno avuto abbastanza. Che poi a dipingersi come servitori dello Stato più che manchevoli e meritevoli delle relative sanzioni ci abbiano pensato da soli, è un piano differente e separato.

    1. Anselmo Roddi dice

      Iris, concordo con te.

      Tendenzialmente credo che i due CC abbiano avuto rapporti sessuali con le due ragazze di tipo consenziente.

      Anche io credo che i due CC non dovrebbero “abbozzare” passivamente.

      Credo anche che, in ogni modo e senza il minimo dubbio, dovrebbero essere espulsi con ignominia dall’Arma.

      La destituzione immediata mostrerebbe a tutti, che tra i Carabinieri non c’e´posto per gente come gli imputati !

  39. Marco dice

    quindi ..ricapitolando dal tenore della lettera mi sembra di ragionevolmente comprendere che la presenza dei due carabinieri all’interno dell’ alloggio delle 2 ragazze, che il sesso ancorchè volontario durante il servizio, che l’assenza dal servizio per diversi …parecchi minuti, che la distrazione dal servizio per diversi …parecchi minuti, che l’abbandono dell’auto di servizio per diversi …parecchi minuti, che il disinteresse per le consegne siano tutte circostanze inventate o al più ascrivibili a qualcun altro. Qui il problema non è solo accertare se vi è stato stupro o meno ma constatare tutto il resto perchè mi piacerebbe sapere quale sarebbe la vostra opinione se invece di 2 carabbinieri ci fossero stati 2 chirurghi che durante il loro turno di vigilanza ad un trapiantato di cuore avessero commesso la goliardata di andare a mangiarsi una pizza al ristorante. Alcune iniziative disciplinari non sono sempre diretta conseguenza di reati gravi, ma devono tenere conto dell’accertamento di grave inattitudine a determinati servizi. Viene da riflettere sulle debolezze che caratterizzano l’indole umana, già vero ci può stare, rimanere vittima di una debolezza, ma allora non fai carabiniere, decidi di fare un mestiere più adeguato al tuo carattere. Durante l’addestramento ti insegnano a metterle in tasca le tue debolezze. Quello che mi indigna di più è che il lavoro sporco di dover destituire 2 soggetti inadeguati al ruolo importante che hanno deciso di avere debba essere il Comandante Generale. Si sarebbero dovuti dimettere spontaneamente dall’Arma per evitare che la loro vicenda possa per qualche ragione infangare il buon nome dell’Arma dei Carabinieri.

    1. Iris dice

      Marco, pretendere le dimissioni spontanee da una persona con 3 figli a carico come è il caso del più alto in grado tra i due militari mi sembra eccessivo quando non le hanno date politici e generali per reati più gravi per la collettività che una ventina di minuti rubati al servizio.

      Poi mettici la sconvenienza della situazione, la mancanza di decoro, il giusto risentimento dei colleghi che non si sono lasciati indurre in tentazione in analoghe situazioni facendo il loro dovere, la necessità di dare un segnale di rigore, ecc. ma io non sono in grado di scagliare la prima pietra e mi auguro che questi due uomini abbiano una seconda possibilità per redimersi da una brutta caduta.

      Se la seconda occasione sarà dentro o fuori dall’arma non lo so, ma se togliamo l’ipotesi di violenza sessuale cui in tanti non crediamo, se non fosse per l’eco mediatico probabilmente tutto questo casino per 20 minuti di violata consegna in 20 anni di servizio apparentemente senza precedenti intoppi è un filo esagerato.

  40. Elena dice

    Concordo parola per parola con quanto detto dall’ avvocato Giorgio Carta.Sinceramente credo al rapporto
    CONSENZIENTE,ma nello stesso tempo credo che i due carabinieri siano caduti in una TRAPPOLA.NEl caffè bevuto al flop Potrebbe essere stata messa una sostanza eccitante!E poi il modo in cui si sono mosse le ragazze,tutto MOLTO pianificato.CErto che questo poi è lo stupro più strano della STORIA,niente lacerazioni e giorni di prognosi,la stampa che viene A sapere tutto subito,le ragazze che ripartono subito per gli Usa,il dipartimento di stato americano che si fa sentire un po’ troppo presto,non TROVATE?Sono settimane che mi chiedo cosa vorrà questa volta mamma AMERICA dalla piccola ITALIA,per aver organizzato questa PROVOCAZIONE?

  41. Stupro di Firenze: l'avvocato Giorgio Carta su Radio 1 smonta le false notizie sui media - GrNet.it - Network su Sicurezza e Difesa

    […] Insomma, a sentire e leggere certi articoli sulla stampa, sembra che quasi tutti siano orientati a condannare i due carabinieri, Pietro Costa e Marco Camuffo, a prescindere dalla verità processuale, che poi è proprio quello contro cui l’avvocato Giorgio Carta combatte fin dal primo istante, come dimostra anche il contenuto della “lettera aperta” che il legale ha inviato al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, che GrNet.it ha pubblicato in esclusiva. […]

  42. Stupro di Firenze: l’avvocato Giorgio Carta su Radio 1 smonta le false notizie sui media. Ma la stampa ignora i chiarimenti. – Noi Radiomobile™

    […] Insomma, a sentire e leggere certi articoli sulla stampa, sembra che quasi tutti siano orientati a condannare i due carabinieri, Pietro Costa e Marco Camuffo, a prescindere dalla verità processuale, che poi è proprio quello contro cui l’avvocato Giorgio Carta combatte fin dal primo istante, come dimostra anche il contenuto della “lettera aperta” che il legale ha inviato al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, che GrNet.it ha pubblicato in esclusiva. […]

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