Siracusa: anziano ucciso perchè indietro con l’affitto. I Carabinieri arrestano i responsabili

carabinieri-omicidio-barbaroSiracusa, 21 set – Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Augusta (SR) hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse da Giuseppe Tripi, G.I.P. presso il Tribunale di Siracusa, su richiesta di Vincenzo Nitti della Procura della Repubblica. Entrambi hanno concordato con le risultanze delle indagini della Stazione Carabinieri di Francofonte (SR) e della Compagnia di Augusta (SR), condotte dal novembre 2014 a novembre 2015,sull’efferato omicidio, compiuto il 2 Novembre 2014, ai danni di Antonino Barbaro, 67enne pensionato di Francofonte.

A causare il decesso della vittima, rinvenuta in un vigneto in località Squarcia la mattina del 3 novembre 2014 a Francofonte, una serie di innumerevoli ferite provocate con un’arma da taglio inferte con chiara volontà omicida.

Le indagini immediatamente avviate dai militari della Compagnia di Augusta e condotte con lo stretto coordinamento del Procuratore Capo Paolo Francesco Giordano, hanno permesso di raccogliere in dodici mesi di un’articolata e complessa attività, numerosi indizi di reità, gravi, precisi e concordanti, a carico dei due fratelli, Antonino GIACCOTTO 45enne e Gaincarlo GIACCOTTO 33enne di Melilli (SR), pescatori, incensurati.

La minuziosa attività d’indagine ha permesso di ricostruire fatti e movente del tragico episodio scaturito da un banale ritardo di pagamento. La vittima, infatti, dimorava assieme alla propria compagna a Francofonte in un’abitazione di proprietà dei fratelli Giaccotto ai quali corrispondeva un canone mensile di locazione di 150 euro.

A seguito di sopravvenute difficoltà economiche il pensionato non aveva corrisposto il pagamento del canone di qualche mensilità ai proprietari di casa che, già da tempo, ne pretendevano il pagamento. Il 2 novembre 2014, quindi, intorno alle ore 10:20, Antonino e Giancarlo Giaccotto, avrebbero raggiunto il Barbaro nella campagna dove l’uomo era intento a raccogliere l’uva e, presumibilmente non riuscendo ad ottenere il pagamento del debito di 700 euro, lo aggredivano accoltellandolo 27 volte in diverse parti del corpo, alcune delle quali vitali (tra cui giugulare, rene sinistro, polmoni e milza).

Entrambi i fratelli sono ritenuti responsabili di omicidio aggravato dall’aver agito per futili motivi e con crudeltà contro una persona non in grado di difendersi.

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