Roma: raffica di arresti contro il clan mafioso “Casamonica”, 37 misure cautelari

Roma, 17 lug – Dalle primi luce dell’alba, circa 250 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Roma, con l’ausilio di unità cinofile, un elicottero dell’Arma e del personale dell’8° Reggimento “Lazio”, sono impegnati fra Roma e le provincie di Reggio Calabria e Cosenza per eseguire 31 misure cautelari in carcere, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di altrettanti soggetti, fra cui 11 donne, a diversi dei quali viene contestato anche l’art. 416 bis C.P., per avere costituito e preso parte all’associazione mafiosa denominata “clan CASAMONICA” operante nella zona Appia-Tuscolana della città di Roma, con base operativa in vicolo di Porta Furba; il ruolo apicale di promotore è stato attribuito a Giuseppe CASAMONICA, recentemente uscito dal carcere dopo circa 10 anni di detenzione. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, in concorso fra loro e con ruoli diversi, di aver costituito un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di ulteriori reati quali estorsione, usura, concessione illecita di finanziamenti ed altro, tutti commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati sotto la direzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, sono state avviate nell’estate del 2015, ancor prima degli sfarzosi funerali di “Zio Vittorio”, ed hanno permesso di documentare l’esistenza di un’associazione mafiosa autoctona strutturata su più gruppi criminali, prevalentemente a connotazione familiare, dotati di una propria autonomia decisionale, operativa ed economica e dediti a vari reati tra i quali lo spaccio di stupefacenti, l’usura, le estorsioni ed altro. Nel corso delle attività, che si sono basate anche su una ricostruzione storica dei procedimenti penali che negli anni hanno riguardato a vario titolo alcuni componenti del citato nucleo familiare, documentandone anche i legami nel tempo con altre organizzazioni criminali di stampo mafioso insediatesi nel territorio capitolino, è emerso come il “clan CASAMONICA” si avvalga tuttora di una forza numerica che, unita alla totale chiusura verso l’esterno, alla disponibilità di armi ed all’utilizzo di una lingua difficilmente decifrabile, conferisce forza al gruppo, permettendo ad ogni singolo appartenente di avere atteggiamenti di prevaricazione e minacciosi nei confronti dell’esterno, avvalendosi anche della forza intimidatrice oramai insita nel nome “CASAMONICA”.

Le indagini, che per la prima volta nello specifico ambito si sono avvalse anche delle dichiarazioni rese da un testimone e da un collaboratore di giustizia intranei al sodalizio, hanno documentato una fiorente attività di spaccio nella zona sud-est della Capitale, con canali di approvvigionamento anche dalla Calabria, nonché numerosi episodi di estorsione ed usura in danno di commercianti ed imprenditori, del posto e non, che a loro si sono rivolti nel tempo per prestiti di somme di denaro, anche consistenti, stabilendo di fatto con i creditori un legame a vita. Si è accertato, infatti, che le persone offese, una volta ricevuto un prestito dai CASAMONICA, non riescono praticamente più a sottrarsi alle richieste di denaro da parte degli indagati, che continuano anche a distanza di anni e che, ad un certo punto, assumono innegabile matrice estorsiva in quanto sono oggettivamente prive di ogni giustificazione e si fondano esclusivamente sulla forza di intimidazione del gruppo, che spesso non ha neanche la necessità di far ricorso a minacce esplicite per ottenere la consegna di quanto indebitamente preteso. Tra le vittime anche personaggi noti del mondo dello spettacolo.

Le manette sono scattate anche per un calabrese di San Luca affiliato ad una nota famiglia mafiosa operante nella locride che rappresentava uno dei canali di rifornimento della cocaina per i CASAMONICA attestati a Porta Furba.

Fra gli arrestati anche appartenenti ai cugini SPADA, alcuni dei quali abitanti in vicolo di Porta Furba. Fra essi anche il noto pugile, ex campione italiano, Domenico SPADA, detto “Vulcano”.

Contestualmente alle misure cautelari è in atto il sequestro di diversi beni, tra cui una palestra a Marino (Rm) riconducibile al citato “Vulcano”, un ristorante alle spalle del Pantheon, un centro estetico ed una discoteca a Testaccio, oltre a numerosi conti correnti ed autovetture nella disponibilità degli indagati. Nello stesso contesto si sta procedendo anche al sequestro di diversi alloggi popolari dislocati a Roma e provincia, attualmente occupati irregolarmente da alcuni degli indagati. E’ stato accertato come, da oltre 10 anni, uno di essi sia stato usurpato con violenza e minaccia armata al legittimo possessore, oggi ultrasettantenne, costretto a vivere per strada.

Unitamente a personale dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati, infine, si sta procedendo alla formale immissione in possesso di ulteriori 4 immobili, già confiscati in via definitiva e tuttora occupati da alcuni destinatari di misura cautelare coercitiva.

Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati vari conti correnti, circa 50.000 euro in contanti, 20 autovetture, decine di orologi di lusso e numerosi appunti manoscritti utili al proseguo delle indagini.

I complimenti del generale De Vita (comandante provinciale CC di Roma) ai militari di Frascati

Il Comandante Provinciale di Roma nel pomeriggio ha espresso il suo vivo apprezzamento per i militari del Gruppo di Frascati che nella mattinata odierna hanno eseguito numerosi provvedimenti restrittivi nella Capitale infliggendo un colpo durissimo al Clan CASAMONICA a cui – si legge in una nota – , «per la prima volta, viene riconosciuta l’associazione per delinquere di tipo mafioso. Si tratta di un passo importante per il ripristino della legalità nella periferia romana ove i componenti di un sodalizio criminale hanno cercato di imporsi con la prevaricazione e la prepotenza».

«L’attività, particolarmente complessa e prolungata caratterizzata dall’appassionato sostegno della Procura Distrettuale Antimafia di Roma – prosegue De Vita – , se da un lato attesta ancora una volta l’assenza di zone franche, dall’altro conferma come lo Stato attraverso i Carabinieri e le altre Forze dell’ordine lavori costantemente ed al meglio per garantire la sicurezza e la qualità di vita dei cittadini romani».

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2 Commenti

  1. Jean Jules Mazza dice

    Onore è gratitudine al lavoro attento dei uomini e le donne dell’arma dei Carabinieri…..

    Salmo 133:2-3
    2 È come olio profumato che, sparso sul capo,
    scende sulla barba, sulla barba d’Aaronne,
    che scende fino all’orlo dei suoi vestiti;
    3 è come la rugiada dell’Ermon,
    che scende sui monti di Sion;
    là infatti il SIGNORE ha ordinato che sia la benedizione,
    la vita in eterno.

  2. Oki Taky dice

    Ottimo intervento delle Forze dell’Ordine, sopratutto Arma CC ! Un “grazie” a tutti, esteso anche ai giudici del Tribunale di Roma ed alla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Questo “duro colpo” alle mafie e’ un “preludio” alle prossime attivita’ dello Stato per “contrastare e sgominare definitivamente questa piaga che e’ un serio problema per un sano sviluppo della nostra societa’. Tutti gli italiani si augurano che questo “incubo” svanisca quanto prima. AUGURI quindi a quanti sono coinvolti in questa “dura lotta” !!!

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