Reggio Calabria, scoperte oltre 5mila piante di cannabis: erano nascoste nella vegetazione

Cannabis_SidernoReggio Calabria, 7 giu – Oltre 5mila piante di canapa. È quanto hanno rinvenuto nelle scorse ore i Carabinieri della Stazione di Siderno (Reggio Calabria) insieme a colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria”.

Ben occultate all’interno della fitta vegetazione, i militari hanno trovato due piazzole adibite proprio alla coltivazione di canapa indiana, per un totale di oltre 5.000 piante di cannabis indica “nana”, di altezza compresa tra i 60 e i 100 centimetri, con annesso essiccatoio in legno.

Tutta la sostanza stupefacente rinvenuta è stata sequestrata e immediatamente distrutta sul luogo del ritrovamento, così come disposto dall’Autorità Giudiziaria. Un campione, invece, è stato conservato per i successivi accertamenti tossicologici.

L’azione degli uomini dell’Arma rientra nei servizi di controllo straordinario del territorio disposti dal Comando Gruppo Carabinieri di Locri, effettuati attraverso le compagnie di Bianco, Locri e Roccella Jonica, finalizzati alla repressione dei reati attinenti le armi e gli stupefacenti.

Un’attività che negli ultimi mesi si è concentrata soprattutto nelle aree rurali dell’entroterra della locride e che ha consentito dall’inizio dell’anno di ritrovare numerose armi e munizioni, in particolare nelle zone periferiche dei comuni del circondario di Locri.

Qualche giorno fa, tra i comuni di San Luca e Bovalino, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bianco e della Stazione di Bovalino, insieme ai colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Vibo Valentia, avevano rinvenuto e sottoposto a sequestro una vasta piantagione costituita da oltre 4.500 piante di cannabis indica, dall’altezza variabile tra un metro e un metro e mezzo.

La piantagione – anche in quel caso ben occultata all’interno della fitta vegetazione – è stata trovata in Località Mortella di Bovalino, a ridosso del centro abitato, dotata di un impianto di irrigazione “a goccia”, che consentiva il costante apporto di acqua alle piante, ormai rigogliose e pronte per essere tagliate, per poi essere essiccate per la produzione di marijuana.

E, in tale ambito, al fine di arginare ulteriormente il fenomeno, i servizi sono stati disposti anche per la fascia costiera, nei comuni ricadenti nella “Costa dei Gelsomini”. Servizi che hanno portato alla scoperta delle 5mila piante di cannabis.

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