Reggio Calabria: i carabinieri arrestano un pericoloso latitante

carabinieri-RC-latitanteReggio Calabria, 7 mar – I Carabinieri hanno assicurato alla Giustizia un pericoloso latitante ricercato dal 2013, per omicidio, tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco. Durante l’operazione sono stati arrestati anche suoi cinque favoreggiatori.

Si sono concluse positivamente, in Reggio Calabria (RC), località Catona, le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Palmi, coadiuvati da personale dello Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori “Calabria”, che ieri notte, all’esito di prolungata attività di indagine, hanno arrestato il latitante Francesco Luppino, 36 anni, residente a Sant’Eufemia d’Aspromonte (RC), ritenuto responsabile di omicidio, tentato omicidio in concorso, detenzione e porto illegale di arma da fuoco.

Francesco Luppino è destinatario dell’Ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal Tribunale di Palmi (RC) – Sezione GIP/GUP il 06.09.2013 ed è ritenuto responsabile unitamente ad altri dell’omicidio di Giuseppe Arimare, 63 anni e del ferimento di Bernardo Princi, 41 anni, avvenuto in Sant’Eufemia d’Aspromonte il 02/09/2013.

Le indagini, durate quasi un anno e mezzo hanno comportato un notevole dispendio d’energie ed impiego di uomini e sono state condotte sia con mezzi tecnologici, quali intercettazioni telefoniche ed ambientali, pedinamenti elettronici a mezzo di localizzatori, sia con mezzi d’indagine di tipo tradizionale, quali appiattamenti, osservazioni e pedinamenti, il tutto unito da acume investigativo, determinazione e motivazione, hanno portato ad individuare una zona dove i favoreggiatori del latitante si sono recati diverse volte.

Visti i risultati raggiunti, si è deciso di finalizzare le esperite indagini, collocando aliquote di personale dell’Arma, con il compito di osservare l’obbiettivo individuato.

Dopo alcuni giorni d’osservazione, durante la decorsa notte, i Carabinieri hanno notato un’autovettura in uso ad uno dei fiancheggiatori del Luppino che si parcheggiava in una strada poco distante. Dalla predetta autovettura uscivano due uomini che entravano all’interno di una delle abitazioni già considerata quale possibile rifugio del Luppino.

I militari hanno quindi circondato l’abitazione e, una volta approntato il dispositivo di sicurezza, alle ore 22.30 un’aliquota ha fatto irruzione nell’abitazione. Durante l’irruzione alcuni degli occupanti ed il Luppino hanno tentato di darsi a repentina fuga, senza però riuscirci poiché prontamente bloccati dai militari che avevano provveduto a cinturare l’intera zona.

curatolaDa sinistra, Francesco Luppino e Francesco Curatola, tradotti in carcere.All’interno dell’abitazione, sono stati identificati Domenico Trimarchi e Antonino Laurendi classe 1996, entrambi parenti del Luppino, Mimma Corsaro, Rosy Curatola, Francesco Curatola, utilizzatori dell’immobile in questione.

I cinque soggetti hanno fornito appoggio, sia fisico che materiale al Luppino, tanto che, grazie al loro aiuto, è riuscito ad eludere le indagini volte alla sua cattura, condotte dalla Compagnia Carabinieri di Palmi in sinergia con la Procura della Repubblica di Palmi, coordinate dal Procuratore dott. Emanuele Crescenti e dal Sostituto Procuratore dott. Francesco Ponzetta.

Nel prosieguo dell’operazione, durante la perquisizione domiciliare, sono state rinvenute e sequestrate le seguenti armi e munizioni, riconducibili al Curatola Francesco:

  • 1 fucile sovrapposto cal.12 privo di marca e matricola;
  • 50 cartucce per fucile cal.12;
  • 1 pistola semiautomatica cal.7.65 marca “Regina” con matricola abrasa munita di caricatore;
  • 25 cartucce cal.7.65;
  • 1 carabina ad aria compressa marca Gamo.

Antonino Laurendi, Domenico Trimarchi, Mimma Corsaro e Rosy Curatola sono stati sottoposti alla detenzione domiciliare presso le rispettive abitazioni, mentre Francesco Luppino e Francesco Curatola sono stati associati presso la casa circondariale di Reggio Calabria (RC).


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