Reggio Calabria: i Carabinieri arrestano il latitante Carmine Penna, legato alle cosche

Arresto-Carmine-PennaReggio Calabria, 22 dic – All’alba di oggi, a Reggio Calabria, all’interno di un appartamento nel quartiere Tremulini, i Carabinieri del Comando Provinciale e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria hanno localizzato e tratto in arresto Carmine PENNA, 37 anni di Sinopoli, ricercato dal settembre scorso quando si sottraeva all’esecuzione del “fermo di indiziato di delitto” emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia nell’ambito dell’operazione c.d. “Grifone” della Polizia sulla cosca “Santaiti” di Seminara.

A carico del PENNA, nel provvedimento restrittivo, vengono  contestate ipotesi di porto abusivo e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio e spaccio di sostanze stupefacenti, reati aggravati dall’ aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’articolo 416 bis c.p. ovvero al fine di agevolare l’attività delle associazioni mafiose.

L’indagine “GRIFONE” aveva evidenziato cointeressenze del PENNA con la cosca “SANTAITI” di Seminara (RC), la cui operatività è stata pacificamente riconosciuta nella sentenza “Cosa Mia”.

All’interno dell’appartamento di via Clearco, sulla cui proprietà sono in corso ulteriori accertamenti, al momento dell’intervento dei Carabinieri, era presente il nipote 16enne A.R. Nel corso della perquisizione domiciliare sono state rinvenute, occultate in un vano ricavato nel sottotetto, due buste di marijuana del peso complessivo di circa 700 grammi.

Carmine-PennaCarmine PennaCarmine PENNA, gravato da numerosi procedimenti penali, è ritenuto soggetto di notevole spessore criminale, contiguo con la cosca ALVARO anche in considerazione dei suoi rapporti di parentela: il nonno materno, infatti, Carmine ALVARO, 90enne deceduto nel 2006, era il cognato di Domenico ALVARO, 92enne deceduto nel 2010, detto “Don Micu”, giudizialmente riconosciuto come uno dei “capi” dell’omonima cosca con sentenza del Tribunale di Palmi del 2000, successivamente fermato nella qualità di “capo locale di Sinopoli”, nell’ambito dell’Operazione “CRIMINE”.

La madre, Grazia ALVARO, 60 anni, risulta scomparsa il 3 dicembre del 1990, presumibilmente vittima di lupara bianca, il cui suocero Giuseppe PENNA è stato a sua volta assassinato il 12.1.1992 da Carmine ALVARO, padre di Grazia ALVARO.

La sorella, Domenica PENNA, è stata uccisa nel 2001 dal marito Francescantonio ALVARO, trovato morto, colpito da numerosi colpi di arma da fuoco, nelle campagne di Sinopoli nel luglio 2014.

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