Post su Facebook: «Italiani meritano camion contro la folla come a Berlino». Marocchino sentito dai ROS

ros-ccVenezia, 6 feb – «Le indagini sono in corso, il soggetto è già stato sentito dai carabinieri del Ros, la vicenda è all’attenzione della procura antiterrorismo, stiamo facendo tutti gli approfondimenti del caso».

Lo sottolinea all’Adnkronos il procuratore aggiunto di Venezia Adelchi D’Ippolito in riferimento alla vicenda del messaggio “gli italiani si meritano un camion contro la folla come a Berlino“, che un uomo proveniente dal Marocco avrebbe postato su Fb.

Messaggio che lo stesso presunto autore disconosce nettamente spiegando: “Non ho postato io quelle frasi, in Italia mi trovo bene. Sono qui dal 2001 e ho chiesto la cittadinanza italiana”.

L’uomo, che abita a Verona, ha tre figlie e una moglie, era arrivato dal Marocco ed ora lavora regolarmente come magazziniere in un’azienda della zona. L’immigrato si sente vittima “di un brutto scherzo” e nega decisamente di aver mai fatto il post, e ora teme anche di perdere il suo lavoro.

Un fake o una minaccia concreta? Una leggerezza o uno scherzo di pessimo gusto ai danni di un utente di Facebook? E’ quello che stanno cercando di appurare gli apparati di prevenzione, messi in allerta dopo la comparsa sul social network, il 12 gennaio scorso alle 17.41, del post sulla pagina social del magazziniere, in cui si leggeva: “Questi italiani si meritano un camion contro la folla come a Berlino. Ci vorrebbe uno in ogni piazza. Non hanno rispetto di noi musulmani, non possiamo pregare dove vogliamo, non possiamo avere nostre moschee, questa è la verità. Io sono qui di qualche anno e vedo questo. Voglio prendere un camion e fare un bel lavoro contro di loro. Per amore di Allah”.

Dopo la segnalazione, immediato l’intervento delle forze dell’ordine.

L’uomo, interrogato sabato scorso dai carabinieri, ha negato di esserel’autore della frase comparsa su Facebook. Interessati alla vicenda, naturalmente, la Polizia Postale e l’Antiterrorismo, mentre il post incriminato è stato nel frattempo rimosso dalla sua pagina Facebook.

Quest’ultima è stata invasa in questi giorni da frasi di insulto, minacce, scritte ingiuriose, inserite da centinaia di utenti di Facebook a “commento” di alcuni post inseriti dall’uomo successivamente alla dichiarazione che ha creato l’allarme.

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