Palermo, ridotta in schiavitù e costretta a prostituirsi per anni: in manette il compagno

Auto_carabinieriPalermo, 29 mar – Sei anni di violenze, di abusi: vittima, una ragazza di 28 anni, costretta a prostituirsi dal suo compagno, un uomo di 51 anni, con cui conviveva dall’estate del 2010. Un incubo terminato ieri mattina quando l’aguzzino è stato arrestato dai Carabinieri di Partinico (PA) con l’accusa di sequestro di persona, riduzione in schiavitù, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. presso il Tribunale di Palermo, dott. Roberto Riggio. Le indagini, dirette dal Sostituto Procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, Siro De Flammineis, e coordinate dal Procuratore Capo Francesco Lo Voi, hanno preso il via dalla denuncia presentata nel maggio scorso dalla stessa vittima.

La donna, accompagnata dal padre, si era recata alla caserma dei Carabinieri di Partinico e, fra le lacrime, aveva raccontato i sei anni di abusi e violenze. Un racconto confermato da circa 30 clienti che avrebbero fruito delle sue prestazioni sessuali.

Agghiacciante la denuncia della 28enne: il suo compagno sistematicamente la segregava all’interno della loro abitazione, chiudendo la porta di ingresso dall’esterno con un lucchetto e sbarrando le finestre con delle tavole di legno fissate con chiodi.

La ragazza sarebbe stata inoltre costretta ad avere rapporti sessuali con uno o più uomini, secondo appuntamenti e modalità concordate dal compagno. Ogni rifiuto aveva come conseguenza un pestaggio e in due casi la donna è stata costretta a recarsi in ospedale per essere curata. In un’occasione ha riportato la frattura del setto nasale; nell’altra un trauma cervicale e un aborto.

I rapporti avvenivano nella maggior parte dei casi all’interno della loro casa, ma talvolta anche in auto o in campagna. Per ogni prestazione il compenso era di 20 euro che andavano direttamente al compagno e che servivano per il pagamento dell’affitto del loro appartamento. Qualche volta i soldi venivano accompagnati da generi alimentari. Le violenze e gli abusi sarebbero andati avanti dal luglio del 2010 ad aprile del 2016 e sarebbero stati commessi fra i comuni palermitani di Cinisi, Terrasini e Partinico.

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