Palermo: i carabinieri azzerano il mandamento mafioso di “Pagliarelli. 39 arresti

carabinieri-palermoPalermo, 26 mag – Alle prime luci dell’alba, 300 Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, al termine di una complessa attività d’indagine coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione a 39 provvedimenti restrittivi nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, traffico di stupefacenti, corruzione ed altri reati connessi.

Disarticolato il mandamento mafioso di “Pagliarelli”, storica roccaforte di Cosa nostra. Tratti in arresto i capi delle famiglie mafiose di “Pagliarelli”, “Corso Calatafimi” e “Villaggio Santa Rosalia”, individuati rispettivamente in Giuseppe Massimiliano Perrone, Alessandro Alessi, e Vincenzo Giudice. Raggiunto dal provvedimento restrittivo anche Salvatore Sansone, nipote del capo mandamento di “Pagliarelli”, Nino Rotolo, e ritenuto elemento di spicco della famiglia mafiosa di “Uditore”.

Le indagini hanno evidenziato la difficoltà di Cosa nostra a esprimere in quel contesto malavitoso una leadership autorevole e unanimemente riconosciuta, con la conseguente esigenza di affidare la gestione del sodalizio a una sorta di “organo collegiale”, costituito da tre giovani “uomini d’onore” tenuti al reciproco confronto sulle scelte strategiche.

Rispetto alle ultime investigazioni svolte su quel territorio (Operazione “Hybris” 2011), che provarono l’esistenza di una capillare pressione estorsiva esercitata anche nei confronti dei piccoli commercianti, le nuove indagini hanno evidenziato la tendenza al contenimento del fenomeno del pizzo, verosimilmente dovuta alla crisi economica ed al diffondersi degli episodi di reazione da parte delle vittime.

Cosa nostra invece continua a mostrare interesse nei confronti dei grossi appalti, come dimostra il tentativo di estorsione posto in essere direttamente dal Perrone, che ha cercato di imporre, all’impresa aggiudicataria dell’appalto per la ristrutturazione dell’ospedale Policlinico “Paolo Giaccone”, forniture di materiali e di manodopera oltre che la dazione di 500 mila euro, corrispondente all’1% dell’importo complessivo dei lavori ammontanti a circa 50 milioni di euro.

Le attività hanno consentito di costatare un rinnovato interesse verso il traffico di sostanze stupefacenti che il sodalizio, ricorrendo a canali di approvvigionamento piemontesi e campani, era in grado reperire in grandi quantità. Alcune operazioni svolte negli anni scorsi – che hanno portato al sequestro di oltre 400 kg. di hashish – possono adesso inquadrarsi nell’ambito della attività associativa qui contestata.

In particolare, nel novembre 2012, i Carabinieri del Comando Provinciale arrestavano Giacinto Tutino, soggetto vicino agli ambienti mafiosi bagheresi, in quanto sorpreso alla guida di un furgone adibito al trasporto di cavalli, all’interno del quale erano occultati 250 kg di hashish acquistati dal clan camorristico dei “Gallo-Cavaliere” di Torre Annunziata. Nel marzo 2014, veniva intercettato un ulteriore carico di 150 kg di stupefacente del tipo hashish, trasportato dal torinese Eros Fonsato e dai catanesi Agatino Spampinato e Salvatore Bella. L’ingente quantitativo di droga, questa volta, proveniva da Torino ed era riconducibile a Concetta Celano, una donna di origini siracusane considerata, già nel 2003, il capo di una violenta e armata organizzazione di trafficanti, in contatto diretto con il Perù e l’Equador.

La Celano, il 9 aprile successivo, venuta a Palermo per assistere all’udienza di convalida dei suoi corrieri, al termine del processo veniva tratta in arresto perché trovata in possesso di 5 kg di hashish, poco prima a lei restituiti da Vincenzo Giudice in quanto ritenuti di scarsa qualità.

Anche l’attività di spaccio si svolgeva sotto il diretto controllo della consorteria, che aveva imposto un preciso “protocollo operativo”, la cui inosservanza da parte dei pusher comportava il prelievo coattivo dei veicoli in loro uso e, nei casi più gravi, addirittura violente e sanguinose spedizioni punitive.

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