Palermo: commemorazione del 30° anniversario dell’eccidio del Carabiniere Ausiliario (M.O.V.M.) Stefano Di Bonaventura

palermo-commemorazione-stefano-di-bonaventuraPalermo, 14 ott – Ieri è stato commemorato il 30° anniversario dell’eccidio del Carabiniere Ausiliario Stefano DI BONAVENTURA, ucciso, appena ventenne, il 13 ottobre 1986 e decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria, attribuitagli il 5 giugno 1987, dal Presidente della Repubblica, in occasione del 173° anniversario della fondazione dell’Arma.

«Erano le 17.20 del 13 ottobre 1986, quando, due individui armati di pistola, entrarono nell’agenzia di viaggi “Sicantur”, in via Emerico Amari con lo scopo di commettere una rapina. Il Carabiniere DI BONAVENTURA, che si trovava nell’agenzia libero dal servizio e in abiti civili, per acquistare un biglietto aereo per andare a Roma dalla famiglia, ingaggiò una colluttazione con i malviventi. Era riuscito ad avere la meglio quando uno dei rapinatori gli sparò alle spalle ferendolo in maniera grave. Nonostante fosse quasi esanime, fece appello alle sue ultime forze, tentando di raggiungere i rapinatori che si erano dati alla fuga, accasciandosi poi al suolo e morendo mentre veniva trasportato in ospedale».

In suo ricordo, sotto la lapide, nel luogo dell’estremo sacrificio, è stata deposta una corona d’alloro dal Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Generale di Brigata Riccardo Galletta, dal Prefetto di Palermo dottoressa Antonella De Miro e dal Comandante del 12° Battaglione Carabinieri Sicilia Tenente Colonnello Emanuele De Ciuceis.

Alla cerimonia erano presenti anche il Comandante Provinciale Carabinieri di Palermo Colonnello Antonio Di Stasio, il Questore dottor Guido Nicolò Longo e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Generale di Brigata Giancarlo Trotta.

Successivamente, nella Chiesa S. Maria Maddalena, all’interno del 12° Battaglione Carabinieri Sicilia, è stata celebrata la Santa Messa officiata dal Cappellano Militare. Durante il rito religioso, il Generale Galletta ha evidenziato: “L’Arma non dimentica. E’ una famiglia che custodisce il ricordo dei suoi Carabinieri. Fare memoria non è un atto sterile. Rievocare significa innanzi tutto trarre, da coloro che ci hanno preceduto ed hanno offerto il dono più prezioso, quello della vita, per il perseguimento dei fini istituzionali, l’esempio da seguire a cui ispirarsi nei comportamenti quotidiani, nell’operare le scelte di ogni giorno”

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