Novara, contrasto alla prostituzione: 2 arresti, 88 denunce e 26 immobili sequestrati

prostituzione-novaraNovara, 11 giu – I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia CC di Novara hanno concluso la seconda parte di una lunga ed articolata attività di polizia giudiziaria, durata 14 mesi, mirata al monitoraggio, intervento e disarticolazione del fenomeno dello sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione cinesein Novara e comuni limitrofi.

Nell’aprile del 2015 aveva avuto termine la prima operazione nel capoluogo gaudenziano cheaveva condotto al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 39 persone, di cui 30 di origine cinese, nonché il sequestro preventivo di tutti gli 11 “centri massaggi” presenti.

L’efficacia e la bontà dell’attività repressiva portata avanti è stata confermata dal fatto che, a distanza di oltre un anno, nella Città di Novara non risulta più attivo alcun centro massaggi cinese di nuova apertura o riconducibile alle precedenti gestioni.

La criminalità cinese, come più volte indicato anche dalla Direzione Investigativa Antimafia nelle periodiche relazioni al Parlamento, trae principale sostentamento dalla contraffazione, dall’immigrazione clandestina ed appunto dalla prostituzione: a Novara tentava quindi di ovviare all’azione di contrasto della Polizia Giudiziaria spostando il meretricio all’interno di «case di appuntamento» private.

Tale modalità di esercizio della prostituzione ricalcava le procedure dei «centri massaggi»; la configurazione indoor è influenzata da criteri di ordine culturale, per cui la prostituzione all’aperto ed a tutti visibile è tradizionalmente oggetto di biasimo da parte dei connazionali. Osservando la particolare mutevolezza di questo specifico settore criminale, i militari della Compagnia CC di Novara estendevano quindi l’attività d’indagine alle “case di appuntamento” private.

Sono state così censite 16 abitazioni in Novara ed 1 ad Oleggio.

Delle 17 “case di appuntamenti” cinesi risultanti attive nel territorio della Compagnia CC di Novara, ben 12 sono risultate luoghi di consumazione di reati per cui si procedeva allo loro chiusura ed al deferimento all’A.G. delle persone ritenute responsabili. Nel contempo, si è intervenuti presso 3 “centri massaggi” ancora attivi in Trecate e Bellinzago Novarese, non interessati nella prima parte dell’operazione. Anche questi, operanti illegalmente quali “case di prostituzione” in violazione della cd. “Legge Merlin”, sono stati sottoposti a sequestro mediante sigillatura dei locali.

Considerevoli poi le somme di denaro contante rinvenute e sottoposte a sequestro.

La capillarità degli immobili complessivamente adibiti all’esercizio della prostituzione sul territorio della Città di Novara ha evidenziato la capacità di radicamento della criminalità cinese nonché l’interessamento dell’intero tessuto urbano, dal Centro alla periferia. L’attività di polizia giudiziaria, oltre a riscontrare positivamente la problematica, ha permesso di addivenire ad un esteso patrimonio informativo.

La maggior parte delle prostitute cinesi attive nel territorio della Compagnia CC di Novara provenivano dalla zona del Liaoning, a nord della Cina. Soventemente sono state reclutate in “dormitori” allestiti nelle metropoli nostrane da connazionali. Alcune erano clandestine, altre esibivano permessi di soggiorno. Tutte sono state segnalate agli organi competenti al rilascio od al rinnovo del titolo di soggiorno.

Molti degli indagati erano già gravati da precedenti penali specifici: alcuni di loro erano capaci di gestire fino a sette “case di appuntamenti” sull’intero territorio nazionale, installate nel corso degli anni.
Si sono verificate anche le attivazioni di veri e propri “call-center” in cui, da remoto, una persona gestiva il flusso delle chiamate dei clienti, poi indirizzati verso le case di appuntamento più vicine. Rilevante poi la tracciatura dei flussi di denaro: dal sequestro di alcune ricariche “Postepay” si è documentata l’attività di due indagate cinesi che, a fronte del pagamento di una tariffa in tutta Italia da decine di prostitute, effettuavano per loro conto le inserzioni pubblicitarie sul web.

I principali reati contestati vanno dall’esercizio di casa di prostituzione al favoreggiamento della prostituzione e dell’immigrazione clandestina, falso in atto pubblico, esercizio abusivo di una professione, favoreggiamento personale.

Il volume d’affari stimato ed interrotto è quantificabile in circa 1.700.000,00 euro l’anno. In questa seconda fase dell’attività investigativa sono state tratte in arresto in flagranza di reato 2 persone, deferite all’A.G. 49 persone, di cui 39 cinesi e 10 italiani (88 in totale), sottoposti a sequestro preventivo 15 immobili (26 in totale), eseguite 6misure cautelari personali emesse dall’A.G.

Identificati oltre un centinaio di clienti delle prostitute, di tutte le età e posizione sociale, provenienti prevalentemente dalle province di Novara, Vercelli, Milano e Bergamo.

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