‘Ndrangheta, Reggio Calabria: arrestato a Platì Rocco Barbaro

auto-carabinieri-como-560Reggio Calabria, 8 mag – È stato arrestato poche ore fa Rocco Barbaro, «alias “U Sparitu”», latitante dal 2015 e già proposto per l’inserimento nell’elenco dei “30”. Si trovava a Platì, nell’abitazione di una delle figlie. È ritenuto dagli inquirenti «esponente di vertice della consorteria “Barbaro-Castanu”, operante nel territorio di Platì, con ramificazioni in Lombardia e in Piemonte».

A fermarlo, i Carabinieri del Gruppo di Locri (Rc)  e in particolare dell’aliquota operativa della Compagnia di Locri, insieme ai colleghi della Stazione di Platì e dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, a conclusione di un’attività di indagine.

Barbaro, 51 anni, era ricercato dal gennaio del 2016, colpito da un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere poiché ritenuto responsabile del reato di associazione di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni con l’aggravante del metodo mafioso.

L’ordinanza era stata emessa il 18 gennaio 2016 dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano che aveva concordato pienamente con l’attività investigativa svolta dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale del capoluogo lombardo.

I fatti oggetto dell’ordinanza si sarebbero verificati tra il maggio 2013 e il gennaio 2014. Al centro delle indagini, la cessione della proprietà di un bar di Milano dove Rocco Barbaro, per gli inquirenti, avrebbe avuto una posizione di intermediario per l’intestazione “fittizia” ad una terza persona, in quanto la precedente gestione aveva contratto numerosi debiti, in particolare con i Monopoli dello Stato.

Oltre alla compravendita dell’esercizio commerciale, a cui avrebbe partecipato attivamente, secondo le accuse Barbaro avrebbe gestito in modo occulto l’attività, controllando in tutto e per tutto l’operato del nuovo titolare, originario di Platì.

«Rocco Barbaro è il figlio di Francesco Barbaro, classe 1927, alias “Cicciu U Castanu”», ritenuto dagli inquirenti «capo dell’omonima consorteria di ‘ndrangheta», detenuto con la pena dell’ergastolo «a seguito di una condanna in ordine all’omicidio del Brigadiere dei Carabinieri M.O.V.C. Antonino Marino», spiegano i Carabinieri in un comunicato.

Rocco Barbaro è già noto alle Forze dell’Ordine, in quanto latitante dal 1997 al 2003, implicato in un’indagine per reati in materia di stupefacenti.

Espletate le formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

MINNITI: COMPLIMENTI AI CARABINIERI 

Il Ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è complimentato con il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio del Sette, per l’arresto, eseguito dai Carabinieri del Gruppo di Locri, del latitante Rocco Barbaro.

«La cattura di Barbaro, proposto nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi – ha sottolineato Minniti – è il risultato di una intensa attività investigativa degli uomini dell’Arma dei Carabinieri che hanno lavorato con competenza e determinazione, a conferma dell’impegno quotidiano sul fronte della lotta alla criminalità organizzata».


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