‘Ndrangheta, cocaina dal Sud America: 21 arresti. «Smantellato canale delle cosche in Lombardia» [VIDEO]

Droga_carabinieri_Milano1Milano, 23 mag – «È una delle più importanti operazioni antidroga degli ultimi tempi: un’operazione che è riuscita a smantallare il canale di approviggionamento della cocaina alle varie cosche della ‘ndrangheta in Lombardia».

Le parole del colonnello Canio Giuseppe La Gala, comandante provinciale dei Carabinieri di Milano, ben descrivono l’importanza dell’azione condotta questa mattina dai militari del comando provinciale del capoluogo lombardo e dal Ros: un’operazione che ha portato all’esecuzione, nelle province di Milano, Monza e Brianza, Alessandria, Catanzaro, Perugia, Roma, Varese, Vercelli, e contestualmente in Germania, di un’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 21 persone (di cui 20 italiani e un colombiano). 

Un’azione di carattere internazionale che ha colpito un traffico di cocaina dal Sud America all’Italia: un traffico su cui aveva messo le mani la ‘ndrangheta e in particolare la cosca “Gallace”, con scambi registrati in Spagna e in Olanda, con diversi quantitativi di droga e ingenti somme di denaro trasportate. Soldi spesso nascosti in doppi fondi delle auto, intestate a persone incensurate ma comunque riconducibili al sodalizio. Autovetture modificate grazie ad una rete di officine e carrozzerie in grado di effettuare le variazioni strutturali ai mezzi e le “bonifiche” per rintracciare la presenza di microspie.

Tra i 21 fermati – ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, e di numerosi episodi di traffico di cocaina – anche due cognati in grado di accedere all’interno dell’Aeroporto Internazionale di Milano “Malpensa”, al fine di facilitare il trasporto e l’arrivo della droga, uno dei quali dipendente di una compagnia aerea. È stato accertato infatti che in un caso la cocaina sarebbe dovuta arrivare su un mezzo aereo: un trasporto di cui è stata documentata la trattativa.

Le indagini degli uomini dell’Arma hanno consentito di individuare anche la base logistica del sodalizio sgominato oggi: si trovava ad Arluno (MI), in un complesso abitativo costituito da diversi appartamenti riuniti attorno ad una corte, utilizzato sia per lo stoccaggio della sostanza stupefacente che per riunioni. Un luogo strategico, lo descrivono i Carabinieri, ben appartato e dotato di un unico accesso da una stradina stretta a fondo chiuso facilmente controllabile.

LE INDAGINI

L’azione di oggi è il frutto di una lunga e meticolosa attività investigativa, iniziata dopo l’arresto in flagranza, nel settembre 2015 a Bareggio (MI), di uno degli indagati, trovato nell’occasione in possesso di 30 kg di cocaina.

Un arresto che aveva consentito agli inquirenti di far emergere qualcosa di più di un semplice trasporto di droga: l’esistenza di un sodalizio radicato proprio ad Arluno e collegato all’articolazione territoriale della ‘ndrangheta denominata “Gallace”.

Una cosca, quest’ultima, egemone nel territorio di Guardavalle (CZ) con ramificazioni sia in Lombardia che nei comuni di Anzio (RM) e Nettuno (RM): un’organizzazione «con al vertice Vincenzo Gallace – sottolineano i Carabinieri – recentemente condannato con sentenza definitiva alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno in qualità di mandante dell’omicidio premeditato e aggravato» «ai danni di Carmelo Novella (importante esponente della ‘ndrangheta ritenuto capo de “La Lombardia”)», spiegano gli uomini dell’Arma in una nota. Un delitto avvenuto a San Vittore Olona (MI) il 14 luglio 2008.

I TELEFONI

Altra caratteristica peculiare del sodalizio fermato oggi, operante secondo gli inquirenti sin dal 2013, era rappresentata dall’uso di telefoni a cui venivano associate delle schede sim statunitensi: si tratta di un sofisticato sistema di comunicazione, utilizzato per mettersi al riparo da possibili intercettazioni in quanto munito di un software che permette, da un lato, di criptare e rendere dunque non intercettabile il contenuto delle comunicazioni telematiche e, dall’altro lato, di cancellare da remoto le conversazioni in caso di intervento delle Forze dell’ordine.

L’indagine ha accertato inoltre, tramite servizi di ocp, intercettazioni e sequestri, la disponibilità degli indagati, non solo di significative quantità di cocaina, ma anche di ingenti quantitativi di denaro.

È stata in particolare documentata l’esistenza di una trattativa diretta all’importazione dall’estero, verosimilmente dalla Colombia, di un ingente quantitativo di cocaina ed è stata monitorata la consegna in Spagna di 1.250.000 euro in contanti ad emissari di cartelli colombiani, destinata all’acquisto di una grossa partita di droga.

Un trasporto che, da quanto emerso, sarebbe dovuto avvenire proprio per via aerea.


Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.