Milano, smantellato il «drive-in» dello spaccio: 18 arresti [VIDEO]

Spaccio_TrezzanoMilano, 20 feb – Aveva trasformato due strade provinciali in un «drive-in» dello spaccio di droga la banda sgominata questa notte dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano: un sodalizio attivo nel sud-ovest del capoluogo lombardo (in particolare nei campi di Cusago, al confine con Cisliano) che distribuiva a centinaia di clienti eroina e cocaina, con un guadagno di circa 8 mila euro al giorno.

Il blitz dei militari (che ha interessato anche le province di Alessandria, Biella, Pavia e Vercelli) è scattato dopo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano: un provvedimento che ha portato all’arresto di 18 pusher (10 marocchini e 8 italiani), tra i 23 e i 55 anni, ritenuti responsabili, a vario titolo, di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione di questa notte rappresenta il coronamento di una complessa attività di indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Trezzano sul Naviglio e partita nel gennaio del 2016, in seguito a numerose segnalazioni da parte dei residenti della zona relative all’incessante via vai di autovetture nelle aree adiacenti le due principali strade provinciali della zona (S.P. 162 e S.P. 114).

Gli approfondimenti e le successive intercettazioni hanno permesso in pochi mesi di scoprire la fiorente attività di spaccio e la tecnica utilizzata dagli spacciatori: lavorare nascosti nella fitta vegetazione dei campi del sud-ovest milanese.

Gli ordini avvenivano telefonicamente, come in un call center: gli «addetti alla clientela» passavano la «commessa» agli incaricati alla suddivisione e pesatura dello stupefacente che, con appositi bilancini, preparavano le dosi in mezzo ai campi. Dosi che venivano poi distribuite ai pusher veri e propri che, sfruttando i canali d’irrigazione, raggiungevano le vicine arterie di comunicazione provinciali, dove rifornivano i clienti direttamente a bordo delle proprie autovetture.

Gli acquirenti, in attesa dell’evasione del rispettivo «ordine», davano vita a vere proprie code, come in una sorta di «drive-in».

I ruoli erano ben definiti: 7 marocchini e 2 italiani si dedicavano all’attività di spaccio nei campi; 3 marocchini provvedevano al rifornimento dello stupefacente; un italiano fungeva da autista per gli spacciatori dalle rispettive abitazioni ai luoghi di smercio e, infine, altri 5 italiani si approvvigionavano dello stupefacente nei campi per poi spacciare in proprio a Milano e Vercelli.

Il giro dei clienti, che raggiungeva anche le 50 unità al giorno, era composto da persone di tutte le estrazioni sociali, dal ragazzo in bicicletta al manager d’azienda, provenienti sia dal milanese che da diverse province piemontesi e lombarde (Alessandria, Como, Novara, Pavia, Varese, Vercelli). Tra i clienti c’era anche chi si presentava nella «strada di spaccio» accompagnato dal figlio minorenne.

Nel corso delle indagini erano già stati effettuati 7 arresti in flagranza di reato e sequestrati circa 30mila euro e oltre 4 kg. tra cocaina ed eroina: stupefacente che, immesso sul mercato, avrebbe fruttato oltre 250mila euro.

Delle 18 persone fermate questa notte, 14 sono state condotte al carcere di San Vittore e 4 sottoposte agli arresti domiciliari.


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