Milano, duplice omicidio a Canegrate: arrestate 5 persone [VIDEO]

Carabinieri_omicidio_CanegrateMilano, 5 mag – I Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Busto Arsizio (VA) nei confronti di 5 cittadini albanesi, di età compresa tra i 25 e i 39 anni, 3 dei quali fratelli, ritenuti responsabili del duplice omicidio di 2 cugini di 29 e 36anni, loro connazionali, avvenuto il 10 novembre 2016 a Canegrate.

L’attività investigativa ha permesso di accertare come il fatto di sangue fosse maturato nel contesto di una faida tra gruppi criminali rivali, operanti nel traffico e spaccio di sostanze stupefacenti (in particolar modo di cocaina), in contrasto per la gestione del territorio.

«Gli uomini dell’Arma hanno individuato gli esecutori materiali del duplice omicidio – si legge in una nota dei Carabinieri – e appurato che il gruppo di fuoco, formato dai 5, armati di almeno 2 pistole (una semiautomatica S&W cal. 40 e un revolver cal. 38) e di bastoni, aveva raggiunto, a bordo di 2 veicoli, le vittime in via Morbegno di Canegrate, sorprendendoli fuori dall’auto».

Nel salire a bordo per darsi alla fuga, i due cugini erano stati raggiunti da almeno 11 proiettili. Mentre il 29enne, seduto sul sedile passeggero, era rimasto ucciso sul colpo, fatto segno nella regione scapolare sinistra, il 36enne, preso nella zona cervicale destra, si era messo alla guida dell’utilitaria riuscendo a raggiungere la vicina via Ancona dove, dopo aver perso i sensi, si era schiantato contro un’autovettura in sosta. A seguito del forte urto l’auto si era ribaltata su di una fiancata. I Carabinieri hanno documentato come, dopo la sparatoria, due degli aggressori si fossero messi all’inseguimento delle vittime fino al luogo del sinistro stradale, per accertarsi che fossero deceduti.

Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, nelle ore successive all’omicidio «gli indagati avevano raccolto i propri averi in tutta fretta dalle rispettive abitazioni, nei comuni di San Giorgio di Legnano (MI) e Canegrate, per allontanarsi con le famiglie, recandosi dapprima in provincia di Piacenza e poi in provincia di Modena, ospitati da alcuni connazionali».

Il tutto nel tentativo di sottrarsi non solo alle indagini, ma anche alle regole del “Kanun”, codice consuetudinario medievale tuttora diffuso soprattutto nel nord dell’Albania (territorio d’origine sia delle vittime, sia degli indagati) e alternativo alla legge statale, che regola anche il sistema delle vendette di sangue, fissando il diritto di vendicare l’uccisione del proprio famigliare, colpendo i parenti maschi dell’assassino fino al terzo grado, purché di età superiore ai 14 anni.

Dopo una serie di spostamenti tra le province di Lucca, Roma, Modena, Pisa, Pistoia, il Belgio e l’Albania, gli indagati si sono stabiliti a Altopascio (LU), Zagarolo (RM), e Lier (Belgio), dove 4 di loro sono stati catturati. Nel corso delle operazioni è stata rinvenuta e sequestrata una della pistole verosimilmente utilizzate nell’agguato.

Gli arrestati sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio, mentre l’uomo rintracciato in Belgio resta a disposizione delle autorità di quel Paese in attesa dell’estradizione.


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