Mafia e appalti: a Catania sequestro miliardario del R.O.S. sul gruppo Costanzo e Bosco Lo Giudice

ros-cataniaCatania, 23 feb – La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania, su richiesta della locale DDA, che ha coordinato le relative indagini compiute dal ROS – Sezione Anticrimine di Catania, con provvedimento n. 194/15 RSS e 1/16 R. Seq. del 12.2.2016, ha disposto l’amministrazione giudiziaria delle società TECNIS SpA, ARTEMIS SpA e COGIP HOLDING Srl nonché il sequestro delle relative quote ed azioni.

In data odierna, i Carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Cataniastanno dando esecuzione alla misura.

Si tratta di un provvedimento previsto dall’art. 34 D. Lgs. n. 159/11 (Codice Antimafia) che deve essere adottato quando siano acquisiti elementi che facciano ritenere che un’attività imprenditoriale sia asservita agli interessi di persone inserite in associazioni per delinquere di stampo mafioso.

Pertanto, è stato nominato un amministratore giudiziario, il Prof. RUPERTO, che sostituirà gli Amministratori per un periodo di sei mesi – ulteriormente rinnovabile – al fine di risanare e reimmettere nel mercato l’azienda, in modo che possa operare nel rispetto delle regole ed al riparo da interventi della criminalità organizzata.

Nel Distretto del Tribunale di Catania, in precedenza, l’istituto non è stato mai applicato con riferimento ad assetti societari di tale rilevanza sia per numero di dipendenti sia per numero ed importanza degli appalti in corso d’esecuzione.

Questa la situazione degli assetti colpiti da provvedimento:

  • TECNIS SpA: con sede in Tremestieri Etneo (CT), ha capitale sociale di euro 32.000.000 interamente versato e le relative azioni sono suddivise in egual misura tra le società COGIP Holding srl e ARTEMIS SpA, la prima riferibile a Francesco Domenico COSTANZO e la seconda a Concetto Albino BOSCO LO GIUDICE.

Il valore di produzione dichiarato nel 2014 è di euro 335.743.850 ed i ricavi ammontano a euro 354.605.968. Alla data del 31.12.2014, il portafoglio ordini complessivo ammonta a circa euro 2.900.000.000.

La società, operante nel settore edile (realizzazione di strade e autostrade, ferrovie e metropolitane, edilizia sanitaria, parcheggi, interporti e infrastrutture marittime), è presente sia sul mercato nazionale che estero (attraverso partecipazioni in imprese controllate con sede in Brasile, Emirati Arabi, Libia, Nigeria, Romania, Sudan e Tunisia). Ha un organico medio di 305 dipendenti.

Ha partecipazioni in imprese controllate italiane tra cui Risanamento San Berillo Srl, Porto Turistico Marina di Ragusa SpA e Marina di Naxos Srl ed è partecipe in circa 60 associazioni temporanee di impresa aggiudicatarie di appalti pubblici;

  • ARTEMIS SpA: con sede in Santa Venerina (CT), è stata costituita il 28.04.2012 dai coniugi Concetto Albino BOSCO LO GIUDICE e Sofia PONZINI. Ha un capitale sociale di euro 68.000.000 (BOSCO LO GIUDICE ha partecipato al capitale conferendo alla ARTEMIS SpA le partecipazioni in TECNIS SpA). Il valore complessivo stimato è di euro 70.000.000.

La società esercita l’attività di direzione e coordinamento nei confronti della Tecnis SpA e delle sue controllate, mediante lo svolgimento di attività consistenti in indicazioni strategiche, formulazione di politiche generali di gruppo e conseguente pianificazione e controllo delle attività e indicazioni operative specifiche su modalità gestionali, sul reperimento dei mezzi finanziari, su politiche di bilancio, sulla scelta dei fornitori e dei contraenti in generale;

  • COGIP HOLDING Srl: con sede legale in Tremestieri Etneo (CT), è stata costituita il 27.12.2011 nell’ambito di un processo di diversificazione industriale del Gruppo Cogip della famiglia COSTANZO. Ha un capitale sociale di euro 150.000.000 con un patrimonio netto pari ad euro 29.090.349, ripartito tra HORIZON srl (di Francesco Domenico COSTANZO), Francesco Domenico COSTANZO, Giuseppe COSTANZO e Giuseppa MACCARRONE (quest’ultimi, genitori di Francesco Domenico, sono titolari del solo usufrutto mentre la nuda proprietà è riferibile a Francesco Domenico COSTANZO). Il valore complessivo della società è di euro 728.564.710.

È una Holding avente lo scopo di realizzare la massima sinergia operativa tra le società appartenenti al gruppo, attraverso la gestione delle partecipazioni, degli immobili e finanziaria nei confronti delle società partecipate, l’erogazione di servizi di consulenza e la direzione ed il coordinamento nei confronti delle società controllate.

Il valore nominale delle quote e azioni sequestrate ammonta a euro 250.000.000 mentre quello complessivo delle tre società è pari a euro 1.259.209.385 .

Il provvedimento trae fondamento da più attività investigative, corroborate da dichiarazioni di collaboratori di giustizia e da quelle degli stessi imprenditori.

Nello specifico, sono stati presi in considerazione gli esiti dei seguenti procedimenti penali:

  • operazione ARCANGELO, a carico di Angelo SANTAPAOLA e altri: nell’anno 2005, è emerso che in ragione dei lavori per la costruzione dei due approdi di emergenza in Tremestieri (ME), in cui era impegnata la TECNIS (nell’ambito di un RTI), i cugini Angelo SANTAPAOLA e Vincenzo, rispettivamente di Catania e Messina, vennero intercettati mentre discutevano della cifra di euro 20.000 che la TECNIS avrebbe dovuto loro corrispondere.

Gli imprenditori COSTANZO hanno confermato la sussistenza delle pretese estorsive da parte di cosa nostra . Ulteriori dati sono stati forniti dai collaboratori di giustizia.

Carmelo BISOGNANO, esponente apicale della famiglia di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), in relazione ai lavori relativi all’autostrada Messina/Palermo, ha riferito di aver appreso da Giuseppe RANNO, dipendente dei COSTANZO, che l’interlocutore mafioso dell’impresa era il gruppo di Picanello dell’organizzazione SANTAPAOLA.

Infatti, in ordine ai lavori della Galleria Scianina (sull’autostrada Messina/Palermo), la famiglia di Barcellona Pozzo di Gotto avrebbe dovuto ricevere le somme spettanti a titolo estorsivo da quella SANTAPAOLA.

Alfio Giuseppe CASTRO, imprenditore ed esponente della famiglia catanese di cosa nostra, ha riferito di aver lavorato in più occasioni per conto della TECNIS SpA e di avere appreso che l’impresa era “messa a posto” con il gruppo di Picanello il cui esponente Rosario TRIPOTO curava gli interessi dell’impresa allorché lavorava fuori Catania, salvaguardandola dalle pretese della criminalità locale.

Analogamente,  Santo LA CAUSA, reggente dell’organizzazione catanese del 2007 al 2009, ha confermato il collegamento delle imprese COSTANZO con il gruppo di Picanello;

  • operazione IBLIS, condotta dal ROS – Sezione Anticrimine di Catania: nell’anno 2007, è stato accertato che la “GEST.I FOND. GESTIONI IiV1MOBILIARI E FONDIARIE SRL” (di proprietà della TECNIS SpA e della Iniziative Immobiliari SpA), aveva stipulato un preliminare di vendita con un prestanome di Alfio AIELLO, fratello del più noto Vincenzo, avente ad oggetto un terreno, e si era impegnata a corrispondere euro 3.846.000,00 sebbene il titolare dello stesso, poco tempo prima, lo avesse pagato euro 360.000,00. A fronte della cifra pattuita, la società risulta aver corrisposto euro 2.593.000 senza ottenerne né il trasferimento della proprietà né la consegna del bene. Sui terreni di che trattasi, la TECNIS SpA aveva avanzato proposta per la realizzazione di una nuova struttura penitenziaria.

Nel medesimo contesto investigativo, che si è arricchito delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaspare PULIZZI, è emerso che proprio nel periodo in cui cosa nostra catanese, attraverso Angelo SANTAPAOLA e Vincenzo AIELLO, si interfacciava con quella palermitana, nella persona di Salvatore LO PICCOLO, reggente del mandamento di San Lorenzo, quest’ultimo aveva manifestato l’intenzione di stabilire un contatto con la TECNIS SpA che si era aggiudicata l’appalto relativo alla realizzazione dei lavori della metropolitana di Palermo per il tratto Politeama – Giachery;

  • operazione GOLEM, della Procura della Repubblica di Palermo: è un provvedimento cautelare del 2009 che, tra gli altri, analizza un pizzino sequestrato nel 2007 a Salvatore LO PICCOLO, in cui vi erano dei riferimenti alla COGIP SpA (dei COSTANZO), impegnata in lavori presso lo scalo aeroportuale di Palermo – Punta Raisi;
  • operazione PATRIA, della Procura della Repubblica di Palermo, a carico di Gaetano RIINA (fratello del più noto Salvatore) ed altri: si è accertato che nell’anno 2008, l’ATI formata dalle imprese TECNIS, COGIP e SIGENCO, che era all’epoca impegnata in lavori lungo la S.S. n. 118 “Corleonese-Agrigentina”, aveva effettivamente affidato uno dei sub appalti ad impresa facente capo alla famiglia ALOISIO, vicina a PROVENZANO, che del mandamento di Corleone è stato reggente dal 1995 al 2006. In tale modo, hanno trovato ulteriore riscontro le dichiarazioni del collaboratore di giustizia PULIZZI, per le quali i LO PICCOLO intendevano avere un contatto con BOSCO LO GIUDICE che stava realizzando dei lavori stradali nel mandamento di Corleone.

Sulla scorta di quanto precede, è stato ritenuto che la TECNIS SpA (e le relative compagini) ha subito coartazioni nel libero svolgimento delle attività imprenditoriali.

L’asservimento del gruppo alla famiglia catanese di cosa nostra, oltre che a rimpinguarne le casse, ha consentito agli esponenti apicali dell’organizzazione di governare in qualche modo l’indotto, ottenendo sub appalti e forniture a imprese vicine alla organizzazione mafiosa ed accrescere il proprio potere e prestigio anche presso le famiglie palermitane, consentendo ad imprese loro vicine di infiltrare il settore delle commesse pubbliche.

In sintesi, i soggetti le cui attività criminali sono risultate agevolate, sono stati identificati in:

  • Carlo CAMPANELLA, uomo d’onore, responsabile del gruppo di Picanello, definitivamente condannato per il reato di cui all’art. 416 bis c.p. che prese il primo contatto con le imprese del gruppo Costanzo;
  • Vincenzo Maria AIELLO, uomo d’onore, rappresentante provinciale della famiglia catanese di cosa nostra dal 2006 al 2009, definitivamente condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p. e Alfio Maria AIELLO, definitivamente condannato e sottoposto a processo per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., ai quali la TECNIS SpA (interessata al progetto) e la società controllata GEST. I. FOND. GESTIONI IMMOBILIARI E FONDIARIE Srl hanno consentito di dissimulare la ricezione di una ingente somma di denaro che, sulla base di sufficienti elementi, sembra potersi ricondurre alla messa a posto per i lavori della metropolitana di Palermo;
  • Carmelo BISOGNANO, esponente apicale della famiglia di cosa nostra di Barcellona Pozzo di Gotto, condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., che ha ricevuto consistenti somme di denaro per i lavori eseguiti dalla Tecnis SpA per i lavori svolti nel territorio di competenza e che ha visto accresciuta la propria influenza all’interno dell’associazione ed è stato agevolato nelle sue attività all’interno della stessa allorché ha potuto fungere da trait d’union tra la famiglia mafiosa operante a Messina e l’imprenditore con riferimento ai lavori dell’approdo di Tremestieri; 
  • Salvatore LO PICCOLO, uomo d’onore, capo del mandamento di San Lorenzo, condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., la cui attività è stata agevolata dalla condotta delle imprese del gruppo Tecnis SpA. LO PICCOLO, infatti, ha potuto dimostrare di avere le conoscenze e la capacità necessaria per chiedere ed ottenere che un imprenditore messo a posto da altra famiglia (Concetto BOSCO LO GIUDICE) desse lavoro ad una impresa segnalata da Rosario Salvatore LO BUE, reggente del mandamento di Corleone;
  • Rosario Salvatore LO BUE, uomo d’onore, reggente del mandamento di Corleone,  condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., le cui attività sono state agevolate per le ragioni sopra esposte;
  • Rosario TRIPOTO, uomo d’onore, responsabile del gruppo di Picanello, condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., la cui attività è stata agevolata dalle imprese Costanzo mediante la corresponsione di periodiche somme di denaro che gli hanno consentito di gestire le spese ordinarie del gruppo (così come dallo stesso riferito ad Vincenzo AIELLO che intendeva sottrargli detta entrata);
  • Angelo SANTAPAOLA, uomo d’onore, reggente della famiglia catanese di cosa nostra da metà del 2004 al 26 settembre del 2007 (data del suo omicidio), la cui attività è stata agevolata dalla condotta delle imprese del gruppo Tecnis SpA allorchè ha potuto dimostrare di poter influire su di essa, guadagnando in tal modo credibilità sia nei confronti delle famiglie palermitane (per l’impresa segnata da Lo Bue per il tramite di Lo Piccolo) sia nei confronti delle famiglie operanti nel messinese.
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