«Prenderemo il tuo violentatore»: E il brigadiere onora la promessa

brigadiere-capo-domenico-ricciMilano, 25 set – (Nicola Palma) Il Brigadiere Capo Domenico Ricci è uno di quei carabinieri che di Milano conosce persino gli angoli. Notti su notti ad inseguire ladri e rapinatori. Senza guardare gli orari del turno di servizio.

Trentatrè anni di fila al Nucleo Radiomobile di via Monti (il più anziano del reparto comandato dal Maggiore Luca Necci), per tutti i colleghi – che abitualmente lo chiamano Mimmo – è un mastino che non molla mai l’osso. Stavolta, poi, aveva una motivazione in più a spingerlo: gli occhi disperati di una ragazza piombata da un minuto all’atro in un film dell’orrore.

Lui l’ha rassicurata: «Non preoccuparti, questo qui non ce lo facciamo scappare. Promessa ripetuta anche ai genitori.

L’altra notte, Ricci l’ha preso: in manette è finito Mamo Ceesay, 26enne gambiano senza fissa dimora e con svariati precedenti per stupefacenti alle spalle, accusato di aver aggredito una trentenne milanese per abusare di lei. La storia inizia nella tarda serata del 22 agosto. Sara (nome di fantasia) sta camminando verso la stazione di Cadorna, e per arrivarci decide di passare dal Parco Sempione: è ancora estate, c’è la gente in giro anche a mezzanotte, proprio davanti a lei un gruppo di ragazzi diretto nella zona delle discoteche di viale Alemagna. Le squilla il cellulare e si ferma per rispondere; quando chiude la telefonata si accorge di essere rimasta sola. Accelera subito il passo, ma scopre via via che i cancelli dell’area verde sono ormai chiusi.

E a quel punto che dal buio si materializza l’aggressore: «Ciao, hai bisogno di un passaggio?, le chiede. Lei rifiuta e fa per allontanarsi, ma lui la afferra per i capelli e la trascina dietro un cespuglio. Sara non può muoversi: il balordo le stringe il collo con le mani per impedirle di urlare e inizia a denudarla. La ragazza si dimena, lotta con tutte le sue energie, e alla fine riesce a respingere l’uomo, che si allontana con la sua bici nera con venature grigie non prima di averle rubato smartphone e portafogli.

Sara si riveste e trova la forza di chiedere aiuto ai buttafuori di un locale, che a loro volta allertano il 112. Scatta l’indagine del Radiomobile. Si parte dall’identikit del violentatore (segni particolari: stempiato e con una capigliatura riconoscibile) e da quella bicicletta ripresa dalle telecamere di sorveglianza e descritta pure dalla vittima.

Il Brigadiere Capo Ricci viene a sapere che il ricercato e un habituè del Parco Sempione, specie a cavallo della mezzanotte.

E così ogni sera, che sia a inizio o a fine turno, si apposta in zona con un suo collega sperando di incrociare quell’uomo. Il giorno buono e mercoledì: quando Ceesay vede Ricci, tenta di metterlo fuori gioco scagliandogli contro la bici; niente da fare, il carabiniere lo blocca e lo porta in caserma. Il resto lo fa Sara: «E lui», scoppia in lacrime quando scorge il suo volto in un album fotografico preparato dagli investigatori. «L’incubo e finito», sussurra a Ricci.

Quattro parole che, siamo pronti a scommetterci, valgono più di mille encomi.

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.