Litigano per la pensione della madre ed uccidono un parente. Arrestati dai Carabinieri

gioia-tauto-omicidioReggio calabria, 23 ago – Nella mattinata del 19 agosto scorso, i Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro (Tenenza di Rosarno e Aliquota Operativa di Gioia Tauro) hanno proceduto al Fermo di Indiziato di Delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi, che ha pienamente condiviso le risultanze investigative raccolte, nei confronti di Angelo Scarfone, di 52 anni, e di Luigi Timpani, di 28 anni, già noti alle FF.OO., gravemente indiziati per i reati di omicidio volontario aggravato e porto e detenzione di arma da fuoco.

I due sono ritenuti, rispettivamente, il primo l’esecutore materiale ed il secondo concorrente morale dell’omicidio di Antonio SCARFONE.

L’attività di indagine veniva avviata successivamente all’intervento di una pattuglia di Carabinieri della Tenenza di Rosarno a seguito dell’efferato omicidio commesso nella tarda serata del 14 agosto scorso in via papa Giovanni XXIII.

Nell’immediatezza del fatto delittuoso si dava inizio ad un’intensa attività istruttoria consistita in un accurato sopralluogo svolto dalla SIS del Reparto Operativo reggino e nell’escussione di tutte le persone informate sui fatti. In seguito venivano avviate, sotto il costante coordinamento del Procuratore Ottavio Sferlazza e del Sostituto Valentina Giammaria, una serie di attività tecniche che hanno consentito di ricostruire in maniera puntuale quanto accaduto.

In particolare è stato accertato come presso la medesima abitazione nella quale era stato perpetrato l’omicidio, nel medesimo giorno, nella mattinata la vittima fosse stata obbligata ad allontanarsi dall’abitazione, altrimenti lo avrebbero ammazzato, da un gruppo di fuoco composto da sei persone armate, tra cui i due fermati. Inoltre, nel pomeriggio, una pattuglia dei Carabinieri della locale Tenenza era già intervenuta, trovando sul posto alcuni componenti della famiglia, tra cui Angelo Scarfone, i quali lamentavano lo stato di abbandono in cui versava Carmela Fazzari, madre della vittima, gravemente ammalata, attribuendone la responsabilità proprio ad Antonio Scarfone (assente al momento dell’intervento).

La situazione precipitava nella tarda serata, quando la vittima, dopo aver trascorso l’intera giornata fuori casa temendo per l’incolumità propria e della coniuge, fatto rientro presso la propria abitazione, veniva affrontato dai familiari ed, a seguito di colluttazione, veniva attinto da due colpi d’arma da fuoco che ne cagionavano l’immediato decesso.

I gravissimi elementi indiziari acquisiti nei confronti degli indagati (prezioso a tal proposito il contributo dei Carabinieri di Reggio Emilia) hanno disvelato anche il movente afferente questioni relative al possesso dell’abitazione di Carmela Fazzari ed alla riscossione della sua pensione.

Entrambi i prevenuti, al termine delle formalità di rito, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Palmi (RC) e posti a disposizione dell’A.G. mandante.

Nel pomeriggio del 22 agosto, a seguito dell’interrogatorio di garanzia, il fermo è stato convalidato ed il GIP ha confermato nei confronti dei fermati un provvedimento di custodia cautelare in carcere.

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