Lecce: Carabinieri del ROS sequestrano beni per 6 milioni a boss della sacra corona unita - GrNet.it - Network su Sicurezza e Difesa

Lecce: Carabinieri del ROS sequestrano beni per 6 milioni a boss della sacra corona unita

Lecce, 19 lug – I Carabinieri del R.O.S. e del Comando Provinciale di Lecce stanno dando esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di beni, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Lecce, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Saulle POLITI, Davide QUINTANA e Fabio RIZZO, già destinatari il 2 luglio scorso – unitamente ad altri trenta indagati – di un’ordinanza di custodia cautelare scaturita nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “LABIRINTO”, che ha disarticolato due sodalizi criminali federati al clan “TORNESE” di Monteroni (LE), rispettivamente capeggiati da Vincenzo RIZZO e da Saulle POLITI, dediti al traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso.

Nella citata ordinanza erano stati messi in evidenza i numerosi elementi indiziari che avevano consentito di ritenere l’organicità degli indagati ai sodalizi investigati, la situazione di non belligeranza e la loro pervasività sui territori di San Cesario, Gallipoli, Monteroni di Lecce e Lecce.

Le indagini erano nate per dare seguito e riscontro a quanto già emerso da precedenti attività investigative effettuate dal R.O.S. riguardo agli interessi economici del sodalizio mafioso denominato Clan PADOVANO – retto da Angelo PADOVANO e Roberto PARLANGELI fino al momento del loro arresto avvenuto a seguito dell’operazione denominata “BAIA VERDE” nel 2014 – nell’ambito dei quali si era delineata l’ascesa criminale proprio di Davide QUINTANA, interessato dai sequestri in corso di esecuzione in data odierna.

L’indagine “LABIRINTO” aveva poi fatto luce sul ruolo di primo piano svolto da Saulle POLITI negli assetti attuali della Sacra Corona Unita e sui rilevanti interessi economici gestiti a margine della sua attività criminale sul territorio salentino, nonché sui numerosi episodi che avevano visto Fabio RIZZO come protagonista e partecipe al sodalizio, sia come consigliere che come soggetto attivo nel settore del traffico di stupefacenti.

Gli accertamenti patrimoniali svolti nei confronti dei citati indagati e dei soggetti ad essi vicini, hanno documentano la disponibilità diretta o indiretta da parte degli stessi di un considerevole patrimonio economico non giustificato dall’entità dei redditi dichiarati e ritenuto alimentato proprio dagli introiti delle attività illecite emerse nel corso delle indagini.

Sulla scorta delle predette risultanze investigative, il Tribunale di Lecce ha disposto il sequestro preventivo di beni, per un valore complessivo stimato in circa sei milioni di euro, consistenti in 14 società/imprese individuali con relativo compendio aziendale, 3 immobili, 14 veicoli e 38 rapporti finanziari e bancari attivi.

In particolare:

  • Saulle POLITI è stato interessato per il sequestro di diverse società tra le quali la “FUNNY SLOT s.r.l.” gestita dal fratello Francesco POLITI, con unità locali a Trepuzzi (LE), Carmiano (LE) e Monteroni (LE) operante nel settore delle scommesse on line, giochi e sale slot, con il relativo complesso aziendale, comprensivo di immobili, autovetture e rapporti bancari (conti correnti, polizze assicurative, conti deposito), il bar denominato “Caffè alla Romana” e l’impresa di commercio all’ingrosso di caffè “POLITI CAFFE’” di Monteroni di Lecce (LE);
  • a Fabio RIZZO è stato notificato il sequestro di diverse società a lui riconducibili operanti nel settore della distribuzione di carni e alimentari in genere, con il relativo complesso aziendale, comprensivo di autovetture e rapporti bancari (conti correnti, polizze assicurative), tra le quali la “Carni e più s.r.l.s.” con sede a Lizzanello (LE) e con un punto vendita presso un supermercato a San Pietro Vernotico (BR);
  • Davide QUINTANA ha subito il sequestro della “ITTICA GALLIPOLI s.r.l.s.” le cui dinamiche commerciali si erano caratterizzate per l’inserimento della società in un piano di spartizione del territorio realizzato dai clan indagati, nonché di altre società a lui intestate e/o riconducibili, operanti nel settore immobiliare e della ristorazione tra le quali la “Mr. POLDO soc. coop.” con sede a Gallipoli, con il relativo complesso aziendale, comprensivo di immobili, autovetture e rapporti bancari (conti correnti, conti deposito, polizze assicurative).
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Lecce: Carabinieri del ROS sequestrano beni per 14 milioni a boss della sacra corona unita
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