Inchiesta su comandante dei Ros, la difesa del generale Ganzer: accuse vaghe e dubbie

generale-GanzerLegale: non aveva bisogno di visibilità, combatteva il narcotraffico. Milano, 14 mag – Il narcotraffico lo combatteva e non lo promuoveva. E poi non era a capo di alcuna “associazione” e non aveva nemmeno bisogno di avere visibilità. E’ questo in sostanza il cuore del primo “capitolo” dell’arringa della difesa del generale Giampaolo Ganzer, tuttora comandante del Ros e uno dei principali imputati a Milano al processo su presunti illeciti commessi nelle operazioni antidroga sotto copertura condotte tra il 1991 e il 1997. Illeciti attribuiti dalle indagini a un piccolo gruppo all’interno del reparto speciale dei carabinieri che l’alto ufficiale, per cui un mese fa la Procura ha chiesto 27 anni di carcere, avrebbe ”diretto e organizzato”. Questa mattina, dopo che nelle scorse settimane hanno parlato le difese degli altri imputati, è toccato all’avvocato Tiburzio De Zuani che insieme al figlio Armando assiste il generale, accusato insieme a gran parte delle persone sotto processo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante dell’uso delle armi e del numero dei componenti. Un traffico che sarebbe stato creato con lo scopo di reprimerlo, ”strumentalizzando” le risorse dell’Arma ed anche quelle giuridiche, con lo scopo di arricchirsi (non è il caso di Ganzer) e di ”conseguire visibilità e successo”. Prima di tutto il legale ha fatto ”una cornice e una premessa” le quali non possono che ”far sorgere dubbi” sull’esistenza di quell’associazione contestata al comandante del Ros che anche oggi, come sempre, era in aula ad ascoltare. A qualche giornalista che l’ha avvicinato si è limitato a ripetere quel che aveva detto il giorno in cui il pm Luisa Zanetti aveva chiesto per lui una pena molto severa: ”Continuo con la massima serenità ed impegno a fare il mio lavoro”. Il difensore, nel cercare di smontare la tesi accusatoria ha sostenuto che il reato associativo, non è stato dimostrato: ”è il filo rosso che lega tutte le operazioni contestate, ma senza quel filo rosso tutto finisce per sfumare”. E ancora ”è un’associazione strana, che secondo il capo di imputazione nasce nel ’91, muta la composizione nel 1992, l’anno dopo vede un ricambio dei protagonisti e nella quale, nel 1994 entrerebbe l’allora colonnello Ganzer. Ma non si è data mai spiegazione – ha proseguito – del come e del perchè farebbe parte di questa associazione, i motivi sono rimasti nel vago e nel dubbio””. E per ribadire l’estraneità del comandante del Ros ai fatti al centro dell’inchiesta, oltre ad affermare che ”le associazioni di narcotrafficanti sono sempre state combattute” da Ganzer”, ha citato le operazioni condotte dal reparto speciale dei carabinieri sotto la sua guida ( a partire dal quella chiamata “Pilota”,la prima delle l’attività sotto copertura) messe a segno in contemporanea a quelle contestate ma ritenute di livello di gran lunga superiore. Inoltre ha snocciolato i dati di contrasto alla criminalità organizzata e al traffico internazionale di droga svolta dal Ros dall’inizio del processo (nel 2005) ad oggi, con 56 latitanti arrestati di cui 12 dei 30 maggiormente pericolosi, quasi 2 miliardi e mezzo di euro e poco meno di 15 tonnellate, tra beni e sostanze stupefacenti sequestrati. E tutto ciò per sottolineare come il generale ”non aveva bisogno di visibilità e successo” e come non esiste ”compatibilità” tra i fini ipotizzati dal pm (guadagno e avanzamenti in carriera) e ”il danno che avrebbero arrecato” le presunte attività illecite, in quanto ”che della gente del mestiere” rischi pene elevate ”mi sembra difficile da digerire”. L’arringa proseguirà martedì e mercoledì della prossima settimana. (ANSA) ico_commenti Commenta

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