Furti di idrocarburi: sgominata dai Carabinieri di Pavia un’organizzazione italo-lettone [VIDEO]

Carabinieri_Pavia_IdrocarburiPavia, 26 mag – Sgominata dai Carabinieri di Pavia un’organizzazione criminale transnazionale, un gruppo italo-lettone associatosi in modo stabile e strutturato allo scopo di compiere «una serie di furti aggravati di ingenti quantità di idrocarburi ai danni delle società “Eni Spa”, “Sarpom Srl” e “Sigemi Srl” esercenti il trasporto e l’erogazione attraverso oleodotti interrati nel territorio dell’Italia settentrionale, con particolare riferimento alle province di Pavia, Piacenza, Milano, Lodi, Novara e Alessandria».

Lo rendono noto i Carabinieri di Pavia in una nota. «Tra gli appartenenti all’associazione – scrivono gli uomini dell’Arma – ex militari del Patto di Varsavia, ex dipendenti di società petrolifere dell’est e italiani addetti principalmente alle attività di intermediazione e logistiche».

Gli stessi, equipaggiati con costosissimi materiali e apparecchiature tecniche e sfruttando metodi tipicamente militari, secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti, sarebbero stati in grado di perlustrare il territorio, individuare i siti favoreli ed effettuare le operazioni necessarie per il furto e lo stoccaggio dei carburanti.

Tramite una complessa attività investigativa – coordinata dal Procuratore Capo della Repubblica Dott. Giorgio Reposo e diretta dal Procuratore Aggiunto Dr. Mario Venditti e dal PM Andrea Zanoncelli – basata su intercettazioni, pedinamenti, controllo dei sistemi di videosorveglianza anche comunali, droni muniti di particolari sistemi sonar per rilevare, dall’interno degli oleodotti, eventuali manomissioni, e serrati interrogatori, i militari avrebbero accertato che «l’organizzazione, attraverso meditori di nazionalità italiana che utilizzavano false generalità, dopo aver stipulato vari contratti di locazione di immobili a destinazione sia abitativa che industriale», avrebbe dato seguito «ad operazioni di scavo abusivo nel terreno, raggiungendo le condutture degli oleodotti, perforandole tramite sofisticati strumenti, applicando valvole progettate e realizzate appositamente e infine allestendo dei collegamenti sotterranei, tramite la posa di tubature anche per svariati km, con capannoni o strutture industriali appositamente tratte in locazione nei mesi precedenti, si da costruire dei siti di stoccaggio per gli idrocarburi sottratti. Sette di tali siti sono stati scoperti e sequestrati dai Carabinieri nelle province di Pavia, Piacenza e Alessiandria».

L’operazione si è avviata alla fase conclusiva con l’arresto, operato nei giorni scorsi dal comando provinciale dei Carabinieri di Pavia, di cinque componenti dell’organizzazione tra cui i due capi, «un italiano e un lettone, quest’ultimo vera e propria mente del gruppo, che vanno ad aggiungersi ai due già tratti in arresto le scorse settimane, ad undici misure cautelari di cui dieci in carcere e una agli arresti domiciliari», oltre alla denuncia in stato di libertà di altre cinque persone ritenute coinvolte nel sodalizio.

Scoperte inoltre tre ville a Fortunago (PV), a Casalpusterlengo (LO) e a Trezzano sul Naviglio (MI), dove l’organizzazione «si era insediata e aveva costituito dei veri e propri rifugi e “cabine di regia”, dotate di sistemi di videosorveglianza, nel tentativo di eludere qualunque “avvicinamento” messo in atto dalle forze dell’ordine».


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