Foggia: forse un’altra morte nei campi. Indagano i Carabinieri

carabiniere-di-spalleFoggia, 27 ago – Nei giorni scorsi, su delega della Procura della Repubblica di Foggia, i Carabinieri del Comando Provinciale hanno avviato specifica attività d’indagine, volta a chiarire la fondatezza della notizia sulla scomparsa di un non meglio individuato cittadino del Mali, bracciante agricolo dimorante nel c.d. “ghetto di Rignano”.

In particolare, i Carabinieri hanno sentito, quale persona informata sui fatti, Jean Pierre Ivan SAGNET, sindacalista coordinatore regionale per l’immigrazione della FLAI-CGIL per la Regione Puglia, le cui dichiarazioni sulla vicenda, da ultimo, erano state diffuse da alcuni organi di stampa.

Lo stesso dichiarava ai carabinieri di non essere in possesso di alcuna informazione diretta e circostanziata sull’ipotetico evento, ma solo di aver appreso la notizia quale “voce” che circolava all’interno del ghetto, senza fornire alcun elemento utile a rintracciare testimoni o comunque persone in grado di raccontare fatti utili al prosieguo delle indagini.

Dalle investigazioni, tuttora in corso, emerge, allo stato, che non risultano decessi negli Ospedali della provincia di cittadini del Mali nel corrente mese di agosto. Emerge tuttavia che lo scorso 11 agosto, presso l’Ospedale di Foggia, veniva ricoverato, dopo essersi presentato autonomamente, un giovane cittadino maliano, bracciante agricolo dimorante nel “ghetto”, per motivi non riconducibili al lavoro nei campi. Lo stesso veniva dimesso nella giornata di ieri.

Sulla specifica vicenda ed, in generale, sul fenomeno del “caporalato” in provincia di Foggia continuano, incessanti, le attività ispettive coordinate dalla Prefettura di Foggia al cui interno opera una apposita task force e d’indagine coordinate dalla Procura della Repubblica.

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