Foggia, estorsioni e rapine: 11 arresti. Sgominato gruppo con base a Orta Nova [VIDEO]

Rapine_FoggiaFoggia, 29 mar – Undici arresti (di cui 4 in carcere e 7 ai domiciliari), due obblighi di dimora e due obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria: è questo il bilancio dell’operazione messa a segno questa mattina dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Foggia nei confronti di un’organizzazione criminale che aveva come base operativa Orta Nova.

Sono 15 in tutto le ordinanze di custodia cautelare emesse. L’operazione, oltre che nel comune di Orta Nova, è stata condotta anche a Ordona e Cerignola. Le accuse nei confronti degli indagati vanno dalle rapine ai furti, dalle estorsioni al possesso di armi, dalle minacce alle aggressioni e al traffico di droga.

Le misure sono state emesse dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Foggia all’esito di una complessa e prolungata attività svolta dai Carabinieri e diretta dalla locale Procura della Repubblica finalizzata a disarticolare il gruppo criminale.

L’indagine era nata a seguito di un furto di armi commesso in un’abitazione. Da quel furto, per il quale era stato arrestato in flagranza di reato Angelo Santoro, mediante moderne attività tecniche e tradizionali servizi di osservazione, controllo e pedinamento, i Carabinieri erano potuti giungere all’identificazione degli autori di altri reati.

In particolar modo – spiegano gli uomini dell’Arma in una nota – sarebbe emersa la figura «di Leonardo Russo, il quale, durante le conversazioni captate in più occasioni ha fatto riferimento alla propria organizzazione definendola come “squadra”, come addirittura una “piovra”: “… sono come una piovra, abbraccio tutti i reati”», avrebbe detto.

Gli indagati – sottolineano sempre i Carabinieri – avrebbero pianificato i furti nelle abitazioni con sopralluoghi, ricerche informative sulle persone da derubare, distinzione dei ruoli tra autore materiale e “palo”, con indicazioni specifiche sulla successiva ricettazione della refurtiva.

Nel mirino dei rapinatori denaro liquido, gioielli, orologi, libretti postali, bancomat con relativi PIN, e quant’altro potesse essere facilmente e velocemente monetizzato.

Vittime preferite della banda erano le persone anziane e il furto veniva letteralmente guidato, in diretta, da chi rimaneva all’esterno delle abitazioni.

Estremamente significative le frasi carpite dalle intercettazioni: fase dell’accesso: “Oh hai aperto? – Sono duri aspetta! – Adesso datti da fare non ti stare tre giorni -omissis- che quello è legno marcio”. Fase della sottrazione: “Come stanno i fatti? È tutto a posto? – Sì, però adesso fammi fare un’altra botta (un’altra ripassata)! – Hai trovato bene? – Sì però fammi fare un’altra botta! – Mhè, vedi bene uaglio’ ancora trovi qualche busta; vedi bene, che quello è vecchietto, sotto il materasso!”. “Ma stanno televisioni e cose buone? Meh però datti da fare, vedi bene sopra l’armadio, sotto l’armadio, sotto il comò e fa subito e tieni il telefono a portata di mano! Vedi se trovi qualche bancoposta, qualche bancomat, vedi che deve stare pure il codice, poi vediamo insieme. Prendi tutte le carte!”.

Le indagini in un caso hanno anche permesso di individuare e recuperare la refurtiva sottratta in un appartamento: la merce si trovava in un negozio compro-oro, i cui titolari, senza farsi troppi scrupoli, avevano ricettato i gioielli provento del furto, motivo per il quale sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria.

Il gruppo era dedito anche ai cosiddetti “cavalli di ritorno” sulle auto rubate, concordando il prezzo dell’estorsione con le vittime che, “fatalmente” rassegnate e compiacenti, e quindi doppiamente vittime, rinunciavano poi a sporgere denuncia pur di riavere il mezzo.

La disponibilità di armi da parte del gruppo è stata provata grazie al rinvenimento e al conseguente sequestro, nel corso di una mirata perquisizione in un podere nelle campagne di Ordona, di 4 fucili da caccia, di cui uno a canne mozze, una pistola a tamburo, 5 repliche di pistole e munizionamento vario: episodio che ha portato all’arresto di Angelo Cordisco.

Proprio per la pericolosità della “squadra” la Procura della Repubblica, già il 5 maggio del 2015, aveva emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Leonardo Russo, Vincenzo Buonavita e Ruggiero Barbaro, tre dei destinatari della misura della custodia cautelare in carcere eseguita oggi, in quanto ritenuti responsabili dagli inquirenti di rapina e lesioni personali ai danni di un 84enne di Orta Nova, del tentato furto in un’attività commerciale, non riuscito per l’intervento di un testimone che aveva allertato i Carabinieri, nonché di tentata estorsione nei confronti di quest’ultimo, con minacce e con una vera e propria spedizione punitiva in un bar di Orta Nova, come ritorsione per il mancato guadagno che avrebbero potuto ottenere portando a termine il furto sventato.

La pericolosità del gruppo trova conferma anche nell’elevato numero di reati commessi in un così limitato arco temporale, «nonché nella personalità criminale dei soggetti interessati – spiegano i Carabinieri – desunta dai loro precedenti di polizia e dal fatto che, seppur gravati da misure quali la sorveglianza speciale, obbligo di firma e arresti domiciliari, non si sono fatti alcuna remora nel proseguire le loro carriere criminali».

Infine, un ruolo di primo piano nel panorama della delinquenza di Orta Nova – concludono i Carabinieri nel comunicato – sarebbe stato «rivestito da Francesco Gaeta, altro destinatario della misura della custodia in carcere, e dal fratello Andrea, destinatario della misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria» ritenuti dagli inquirenti «componenti ed elementi di spicco dell’omonimo gruppo criminale. Dal primo le vittime dei reati si rivolgevano per ottenere la restituzione delle autovetture rubate, mentre i sodali del gruppo da lui ricevevano le commissioni dei furti stessi. Dal secondo si rivolgevano gli autori dei furti per ricettare la refurtiva», evidenziano gli uomini dell’Arma.

Nel corso delle indagini sono stati operati 6 arresti in flagranza di reato, sequestrate varie armi e circa 250 grammi di hashish. Parte della refurtiva, inoltre, è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari.


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