Foggia: calci e pugni ai Carabinieri durante un controllo. Trasportava 13 migranti nel furgone

Carabinieri_Foggia_controlliFoggia, 20 mag – Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro con impiego di operaio privo del permesso di soggiorno, nonché resistenza a pubblico ufficiale. Questi i reati a carico di un uomo originario del Mali, L. D., 49 anni, da dieci in Italia, fermato dai carabinieri della Compagnia di Foggia nell’ambito di un servizio anticaporalato nelle campagne di Manfredonia, in località “Amendola”.

Era alla guida di un Ford Transit con targa bulgara. Poco prima aveva fatto salire 13 extracomunitari di origine africana provenienti dalla baraccopoli abusiva sorta a ridosso del Centro accoglienza richiedenti asilo di Borgo Mezzanone, alcuni anche ospiti di quest’ultimo. L. D., alla vista dei carabinieri, ha tentato anche la fuga, colpendo con calci e pugni i militari, ma è stato immobilizzato.

La perquisizione personale e del mezzo ha poi consentito di rinvenire gli appunti che proverebbero il reclutamento degli extracomunitari, con una minuziosa contabilità che associava cifre e nomi. Secondo gli inquirenti dietro ci sarebbe una organizzazione imprenditoriale dedita allo sfruttamento dei lavoratori. I passeggeri erano per la maggior parte della stessa nazionalità dell’arrestato, e uno di loro è risultato irregolare sul territorio nazionale.

Interrogati dai militari con l’ausilio di un interprete, alcuni hanno dichiarato di essere al primo giorno d’impiego, altri da diverse settimane, e comunque nessuno è stato in grado di specificare il nome del datore di lavoro, né il luogo dove prestavano la loro opera. Hanno anche ammesso di essere stati reclutati da L. D., che avrebbe fatto da intermediario con i proprietari dei terreni. Era lui che provvedeva a trasportarli con il proprio mezzo. Gli accordi prevedevano inoltre che, una volta percepita la paga, una parte avrebbero dovuto corrisponderla proprio al caporale e che la somma sarebbe stata stabilita in base a quanto percepito.

Il loro trasporto era per di più effettuato in condizioni lesive della dignità umana oltre che pericolose per l’incolumità dei trasportati e degli altri utenti della strada. Il furgone era anche privo sia della copertura assicurativa che dei documenti di circolazione. L. D. è stato sottoposto, a seguito della convalida dell’arresto, agli arresti domiciliari. Le indagini proseguono per identificare i proprietari dei fondi agricoli che si servivano del lavoro clandestino.

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