Fao e Carabinieri insieme per la tutela dell’ambiente: firmato l’accordo di collaborazione

Auto_ForestaliRoma, 14 giu – Proteggere l’ambiente e la biodiversità, favorire la gestione sostenibile delle risorse selvatiche e tutelare le foreste, compresa la lotta alla deforestazione illegale. Sono gli obiettivi dell’accordo di collaborazione firmato oggi dal Comandante Generale dei Carabinieri, Generale Tullio Del Sette, e dal Direttore Generale della Fao, José Graziano da Silva.

Il nuovo accordo di cooperazione fa seguito all’assorbimento da parte dell’Arma dei Carabinieri del Corpo Forestale dello Stato nel gennaio 2017; assorbimento che ha fatto ricadere sull’Arma dei Carabinieri le responsabilità in materia di tutela delle foreste e delle risorse ecologiche italiane, oltre al compito di contrasto alle attività agroalimentari illecite.

La partnership con la Fao mira a facilitare e rafforzare lo scambio di expertise e di conoscenze tecniche, a favorire lo sviluppo delle capacità istituzionali e il mutuo scambio di tecnologie ed esperienza.

«L’accordo di oggi darà nuova forza alla già solida collaborazione della Fao con l’Arma dei Carabinieri e in particolare con l’ex Corpo Forestale dello Stato – dichiara Graziano da Silva – Per affrontare l’impatto dei cambiamenti climatici, la prevenzione è la cosa migliore che possiamo fare. Questo è fondamentale per preservare le risorse forestali, l’ambiente e la salubrità alimentare. In breve, per affrontare il tema dell’insicurezza alimentare, che è il nostro mandato globale».

«Siamo consapevoli dell’importanza della Fao nel mondo e delle sue competenze tecniche – sottolinea il Generale Del Sette – I Carabinieri sono la prima polizia a firmare un accordo con la Fao e siamo orgogliosi di mettere a disposizione della Fao le nostre competenze per contribuire alla protezione dell’ambiente e della biodiversità, alla gestione sostenibile delle risorse della fauna selvatica e alla salvaguardia delle foreste».

Secondo l’accordo firmato oggi, iniziative congiunte Fao – Carabinieri potranno includere lo scambio di esperti, corsi di formazione e visite di studio, seminari e conferenze congiunte, scambio di conoscenze tecniche e informazioni.

Le iniziative andranno a beneficio di funzionari statali, anche di paesi terzi e potranno coinvolgere soggetti non statali come Ong, organizzazioni della società civile, università e centri di ricerca, il settore privato, organizzazioni di produttori e cooperative.(AdnKronos)

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