Falla nel sistema NOIPA: i Carabinieri scoprono truffa colossale, nei guai un Sottufficiale

Napoli, 17 mag – Dal mese di gennaio 2018, è in corso una composita e articolata attività di indagine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Capua (CE)  e coordinata dalla Procura Militare della Repubblica presso il Tribunale Militare di Napoli, che ha fatto emergere  (con riserva di ulteriori accertamenti ancora in corso) una colossale truffa in danno dell’Amministrazione Militare, posta in essere attraverso un uso distorto dei meccanismi contabili, indirettamente agevolati anche da carenze del sistema informatico di gestione centralizzata (il cd. NOIPA).

Nello specitìco, è emersa una condotta di un Sottufficiale addetto alla contabilità presso il 17° RAV “Acqui” di Capua, che, approfìttando della sua posizione, induceva in errore con un ingegnoso stratagemma l’Amministrazione Militare e si attribuiva indebitamente cospicue somme  di denaro.

Nel dettaglio, come emerso dalle indagini, il militare, attualmente indagato, ha continuato, nel tempo, a disporre indebitamente accreditamenti stipendiali non più dovuti, formalmente destinati a numerosi militari VFP che avevano prestato servizio presso il 17° RAV di Capua.

Peccato che i VFP beneficiari degli  emolumenti che il Sottufficiale corrispondeva mensilmente, in realtà, fossero stati già da tempo congedati e, peraltro, del tutto inconsapevoli della condotta del Sottufficiale, atteso che gli stipendi de quibus venivano “deviati” su IBAN diversi da quelli forniti a tempo debito dai militari quando erano in servizio.

Le indagini hanno, altresì, consentito di accertare che gli IBAN sui quali venivano disposti gli indebiti accrediti erano riconducibili tutti al Sottufficiale: va evidenziato che l’attività di PG svolta dai CC della Compagnia di Capua si è avvalsa anche dell’ausilio di una commissione di esperti contabili del CUSE di Roma che, già nella prima settimana di lavoro, arrivava, secondo un primo approssimativo calcolo, a quantitìcare un danno di poco inferiore  ai 100.000 euro.

La capillare attività di  analisi veniva integrata e supportata dalla incisiva attività di PG condotta, parallelamente, dai CC di Capua che, nel corso dell’esecuzione di alcuni decreti di perquisizione locale  e personale della Procura Militare di Napoli (perquisizioni sia dell’abitazione sia dell’ufficio del  Sottuilìciale), rinvenivano copiosa e significativa documentazione bancaria, nonchè ulteriori e numerosi IBAN sempre riconducibili al predetto militare.

Tale serrata attività di indagine ha trovato, peraltro, un primo, significativo riscontro nell’emissione – su richiesta del Procuratore Militare di Napoli – da parte del GIP presso il Tribunale Militare di Napoli, in data 08.05.2018, di un’ordinanza applicativa della misura cautelare della sospensione da un pubblico ufficio o servizio dell’indagato, per la durata massima prevista dalla legge, ossia un anno, in relazione all’ipotesi delittuosa (Truffa  militare continuata pluriaggravata).

L’ordinanza de qua è stata confermata in seguito all’interrogatorio tenutosi all’udienza camerale dell’11 maggio scorso (interrogatorio in relazione al quale l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere e ha rilasciato solo spontanee dichiarazioni confessorie).

L’indagine, nelle more, prosegue con ragguardevole impegno da parte degli inquirenti ed è prevedibile che,  all’esito, il danno economico sia destinato a lievitare notevolmente, dal momento che l’accertamento sarà esteso almeno  all’ultimo decennio.

L’Esercito: Sottufficiale già sospeso dal servizio

«In merito alla notizia pubblicata su alcuni organi di stampa relativa ad un Sottufficiale che si attribuiva indebitamente cospicue somme di denaro, la Forza Armata si dichiara parte lesa».

E’ quanto si legge in una nota dello Stato Maggiore Esercito.

«Le anomalie riscontrate da personale dell’Esercito – continua la nota – , nell’ambito delle periodiche attività di controllo amministrativo, hanno portato alla denuncia al Tribunale Militare del citato Sottufficiale, che attualmente risulta sospeso dal servizio».

«L’Esercito ribadisce la totale fiducia negli organi inquirenti, fornendo la massima collaborazione all’autorità giudiziaria e confermando la ferma condanna di simili comportamenti che violano l’etica militare e non rispettano i principi e i valori di riferimento della nostra Istituzione».

«In tal senso – chiude la nota – , l’Esercito si riserva l’adozione di ogni provvedimento utile a tutelare la propria immagine, anche nel rispetto di tutti gli appartenenti alla Forza Armata che, invece, con profonda onestà e professionalità, svolgono quotidianamente il proprio dovere, in Italia e all’estero».

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