Droga, Puglia: sei arresti per traffico di stupefacenti nella Murgia settentrionale

Auto_carabinieriRoma, 3 apr – I militari del comando provinciale dei Carabinieri di Bari e della compagnia di Andria, col supporto del VI Elinucleo di Bari e del Nucleo cinofili di Modugno, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Trani a carico di sei persone, finite tutte in carcere, ritenute appartenenti ad un gruppo criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti con sede nel comune di Minervino Murge e ramificato a Barletta e Cerignola (Foggia).

Il provvedimento scaturisce da un’articolata indagine svolta dalla compagnia di Andria, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Trani, partita dopo l’arresto di alcuni pusher a Minervino Murge, nell’aprile dell’anno scorso, e conclusa nell’ottobre 2016.

Dalle indagini, condotte dalla compagnia di Andria e dalla stazione dei carabinieri di Minervino Murge, è emersa l’esistenza di un gruppo che gestiva alcune tra le più fiorenti piazze di spaccio della Murgia settentrionale, alimentandole costantemente con significative partite di hashish, marijuana e cocaina, approvvigionate a Barletta e Cerignola. Di migliaia di euro il giro d’affari.

Dalle indagini è emerso anche il ruolo di alcuni componenti, tra i quali S. F., detto ”u gatt”, che, nonostante fosse ristretto agli arresti domiciliari in una comunità terapeutica di Cerignola, impartiva disposizioni, attraverso incontri personali e comunicazioni telefoniche, a P. A. e D. P. N., affinché gestissero l’intera ”filiera” dell’attività di spaccio. Gli indagati parlavano in codice: parlavano di ”olio” per indicare la quantità di stupefacente da smerciare.

Tentativi vani, dal momento che l’inchiesta ha consentito di debellare il gruppo e sequestrare importanti partite di droga, tra cui una di 25 kg di hashish custodita, appunto, in un oleificio del luogo. Dagli accertamenti sono emerse anche relazioni della consorteria murgiana in Lombardia e in Francia, attinenti al narcotraffico, e che si estendevano anche nelle rinomate spiagge della Costa Azzurra, dove la richiesta di droga era di diverse decine di chili al mese.(AdnKronos)

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.