Droga, operazione “Notte bianca”: i Carabinieri smantellano una fiorente rete di spaccio nel siracusano

Carabinieri-Siracusa-Notte-bianca1Avola (SR), 30 gen – Nel corso della notte è stata data esecuzione a 14 provvedimenti cautelari, di cui 4 di custodia cautelare in carcere e 10 di sottoposizione agli arresti domiciliari, emessi il 23 gennaio scorso dal Giudice per le indagini Preliminari di Siracusa a seguito di informativa di reato depositata dalla Stazione Carabinieri di Avola.

I 14 soggetti sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di acquisto, trasporto, commercio, vendita, cessione e, comunque, detenzione illecita di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina”, “hashish” e “metadone”; i fatti si sono verificati ad Avola e Catania tra il mese di novembre 2015 ed il mese di gennaio 2016.

In particolare il G.I.P. di Siracusa ha disposto l’applicazione della misura cautelare a carico delle seguenti persone:

  1. Antonino VICINO, catanese, con precedenti di polizia;
  2. Salvatore SANTORO, 47 anni, con precedenti di polizia;
  3. Gianluca LIOTTA, 43 anni, con precedenti di polizia;
  4. Michele GUASTELLA, 35 anni, con precedenti di polizia, nei cui confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere;
  5. Domenico BRUNI, 30 anni, con precedenti di polizia;
  6. Manuel DI GIOVANNI, 20 anni;
  7. Giuseppe DUGO, 36 anni, con precedenti di polizia;
  8. Cristina FERRARA, 22 anni;
  9. Francesco GALLO, 35 anni, con precedenti di polizia;
  10. Antonino LAZZARO, 32 anni, con precedenti di polizia;
  11. Grazia MACCA, 45 anni, con precedenti di polizia;
  12. Valentina ROCCARO, 26 anni, con precedenti di polizia;
  13. Sonia SILVIA, 36 anni, con precedenti di polizia;
  14. Adolfo TERRANOVA, 37 anni, con precedenti di polizia;

i quali sono stati sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari.

Carabinieri-Siracusa-Notte-biancaOperazione “Notte bianca”: gli arrestati

L’operazione è stata convenzionalmente denominata “NOTTE BIANCA” sia in riferimento al colore della sostanza stupefacente del tipo cocaina che veniva spacciata dagli arrestati, sia perché l’attività illecita di approvvigionamento e spaccio veniva posta in essere quasi esclusivamente in orario notturno, il tutto con il chiaro intento di eludere eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine. L’illecito fiorente mercato fruttava migliaia di euro a settimana.

L’indagine prende spunto dall’attività informativa posta in essere sul territorio dai Carabinieri della Stazione di Avola i quali, nell’estate del 2015, hanno intensificato i servizi preventivi e repressivi al fine di contrastare il fenomeno dello spaccio e del consumo di stupefacenti, in particolare tra i più giovani. Le informazioni raccolte, messe a sistema tra di loro, hanno portato all’arresto in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente di Antonino LAZZARO, operato in data 10 ottobre 2015, quando i Carabinieri del Comando Stazione di Avola trovarono l’uomo in possesso di oltre100 grammi di hashish.

A seguito di tale arresto prende il via l’indagine vera e propria, condotta a stretto contatto con il dott. Vincenzo Nitti, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, e posta in essere sostanzialmente facendo ricorso a due metodologie investigative:

  • intercettazioni telefoniche delle utenze in uso ai vari indagati: al riguardo, al fine di meglio comprendere la mole di informazioni acquisite e successivamente sviluppate dagli inquirenti, basti pensare che sono state captate oltre ventitremila conversazioni tra telefonate e messaggi di testo;
  • attività di indagine c.d. “classica”, ponendo in essere servizi di osservazione, pedinamento e controllo e intensificando quella che rappresenta il vero e proprio core business storico dell’Arma dei Carabinieri, ovvero l’attività informativa sul territorio ed il continuo monitoraggio dei soggetti di interesse operativo.

L’attività investigativa ha consentito di disarticolare una fiorente attività di spaccio che si svolgeva su tutto il territorio di Avola e che vedeva nel catanese Antonino VICINO il canale di approvvigionamento comune ai vari indagati. In particolare, Antonino Vicino era solito cedere quantitativi di stupefacente del tipo cocaina in pietra a Gianluca Liotta e Michele Guastella i quali rivendevano la sostanza agli altri indagati che, a loro volta, si dedicavano allo spaccio di strada. Le intercettazioni hanno consentito di appurare che Guastella e Liotta operavano sia in concorso tra di loro, recandosi insieme a Catania per acquistare e successivamente rivendere lo stupefacente, sia autonomamente, senza che l’uno sapesse dell’attività dell’altro. A seguito del loro arresto, entrambi hanno mantenuto i contatti con Antonino Vicino, inviando altri soggetti a Catania per acquistare lo stupefacente e continuare l’illecita attività. Sono infatti ben 25 i viaggi documentati fatti da Avola a Catania per acquistare stupefacente, in media 10-15 grammi per volta, con frequenza anche quotidiana: tutti elementi sintomatici che qualificano Antonino Vicino come il canale di approvvigionamento dello stupefacente.

Se Antonino Vicino era il canale di approvvigionamento dello stupefacente, Liotta Gianluca e Michele Guastella assumo sicuramente un ruolo di predominanza rispetto agli altri indagati: sono loro, infatti, che forniscono agli altri indagati lo stupefacente da spacciare e sono sempre loro che, nonostante arrestati e sottoposti a provvedimenti limitativi della libertà personale, continuano a dare istruzioni ed a gestire lo spaccio in strada. Non a caso, Gianluca Liotta dovrà rispondere anche del reato di evasione in quanto è stato documentato che, dopo essere stato tratto in arresto e sottoposto al regime degli arresti domiciliari, evadeva ripetutamente al fine di continuare a dedicarsi all’attività di spaccio.

Nel corso della complessa attività, sviluppata in un lasso temporale circa 5 mesi, sono stati conseguiti i seguenti risultati:

  • il 10/10/2016, i Carabinieri della Stazione di Avola traevano in arresto Antonino LAZZARO per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “hashish”;
  • l’1/1/2016, i Carabinieri della Stazione di Avola traevano in arresto Antonino LAZZARO per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “hashish”;
  • l’8/1/2016, i Carabinieri della Stazione di Avola traevano in arresto in arresto Gianluca LIOTTA e Michele GUASTELLA per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” in concorso tra loro;
  • il 15/1/2016, i Carabinieri della Stazione di Avola traevano in arresto Domenico BRUNI per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina”;
  • il 17/1/2016, i Carabinieri della Stazione di Avola traevano in arresto Francesco GALLO e deferivano in stato di libertà Valentina ROCCARO per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “hashish” in concorso tra loro;
  • il 23/1/2016, i Carabinieri della Stazione di Avola traevano in arresto Salvatore SANTORO e Grazia MACCA per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina” in concorso tra loro;
  • il 24/1/2016, i Carabinieri della Stazione di Avola traevano in arresto Giuseppe DUGO per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo “cocaina”.

Inoltre, 3 degli indagati sono stati deferiti a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e quattro giovani ragazzi del posto sono stati segnalati alla Prefettura di Siracusa in quanto trovati in possesso di modiche quantità di stupefacente acquistate dai soggetti nei cui confronti venivano svolte le indagini.

A seguito di tali attività svolte nella flagranza del reato nel corso delle investigazioni si è proceduto al sequestro di quanto segue:

  • gr. 50 di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”;
  • gr. 188 di sostanza stupefacente del tipo “hashish”;
  • 8 flaconcini di sostanza stupefacente del tipo “metadone”;
  • gr. 5 di sostanza da taglio del tipo “mannite” utilizzata per tagliare la cocaina prima di suddividerla in dosi;
  • 8 bilancini elettronici di precisione per la pesatura della sostanza stupefacente nonché tutto il materiale occorrente per confezionare le singole dosi;
  • la somma contante di circa 34.000 euro ritenuta provento dell’attività di spaccio posta in essere dagli indagati;
  • diversi appunti manoscritti contenenti date, nominativi ed importi dovuti a seguito dell’attività di spaccio.
Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.