Droga, maxi operazione dei Carabinieri tra Italia, Spagna e Panama: 54 indagati [VIDEO]

Droga_operazione_Carabinieri_PanamaRoma, 20 giu – I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma e dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti, in collaborazione con l’U.C.O. della Guardia Civil spagnola, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 54 persone.

Sono indagate a vario titolo di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, traffico e detenzione illegale di stupefacenti con l’aggravante delle modalità mafiose, cessione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.  

L’operazione è in corso in varie località, nelle province di Roma, Napoli, Reggio Calabria, Spoleto, Rieti, nonché in Spagna e a Panama, a conclusione dell’indagine “Tempio 2014”, condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Roma.  

Il provvedimento restrittivo si basa sulle risultanze acquisite dai Carabinieri nell’ambito di un’indagine, sviluppata negli anni 2014 – 2015, «che – scrivono gli uomini dell’Arma in una nota – ha consentito di sgominare un’associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti, radicata nel quartiere capitolino di Montespaccato» e, secondo le accuse, «diretta da Costantino Sgambati», si legge nel comunicato dei Carabinieri.

«Le attività investigative – prosegue la nota – hanno consentito di ricostruire le dinamiche criminali dell’organizzazione» e «di identificare gli appartenenti al sodalizio investigato, dediti al traffico di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marjuana ed hashish».

Scrivono gli uomini dell’Arma: «Tra i soggetti in contatto con Costantino Sgambati sono stati identificati i fratelli Giannini Marco, Milko e Ivan», ritenuti dagli inquirenti «attivi nel narcotraffico capitolino» e  «legati a loro volta a Francesco Filippone», descritto invece nella nota come «contiguo alla cosca “Filippone – Bianchino – Petulla”, operativa a Cinquefrondi (RC) e Melicucco (RC) ed alleata della famigerata famiglia “Bellocco” di Rosarno», si legge nel comunicato. 

Il lavoro degli inquirenti ha permesso di sequestrare, nel maggio 2015, 578 kg di cocaina – che avrebbero fruttato al dettaglio oltre 1.300.000.000 (un miliardo e trecento milioni) di Euro – importati dall’Ecuador, secondo le accuse, «per opera del predetto Filippone e destinati al mercato italiano ed internazionale», scrivono ancora i Carabinieri.

Secondo le accuse, il costante monitoraggio degli spostamenti e degli incontri «effettuati dai fratelli Giannini e da Filippone ha permesso di individuare diversi soggetti che hanno operato in concorso con loro, tra i quali – prosegue la nota dell’Arma – Daniele Chiappetta», ritenuto dagli inquirenti «responsabile dell’attività di spaccio dello stupefacente consegnatogli dal calabrese Filippone».

Per gli investigatori, «tra i vari personaggi di rilievo emersi nel corso dell’indagine, inoltre – scrivono ancora i Carabinieri -, assume particolare importanza la figura del calabrese Pasquale Furuli», ritenuto «all’epoca dei fatti reggente della cosca “Bellocco” di Rosarno, in contatto con il predetto Filippone, nonché con i fratelli Giannini e Mirko Pacini», descritto nel comunicato come «altro personaggio inserito nei contesti di narcotraffico romani».

Nel corso delle indagini, condotte con metodi classici e con l’ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali, è stato ricostruito anche il tentativo di importazione in Italia di 15 kg di cocaina, condotto, secondo le accuse, «nell’arco temporale febbraio – maggio 2015 da Marco Giannini, Mirko Pacini e Pasquale Furuli, i quali», per gli inquirenti, scrivono ancora i Carabinieri, avrebbero «incontrato narcotrafficanti spagnoli e colombiani, domiciliati a Malaga e Madrid, per acquistare tale quantitativo di droga».

L’importazione in questione, considerato l’elevato esborso economico, secondo le accuse, si legge ancora nella nota, «ha interessato non solo Marco Giannini, Mirko Pacini e Pasquale Furuli», ritenuti «legati al gruppo di Filippone, ma anche altri personaggi gravitanti nel narcotraffico capitolino», tra cui, per gli inquirenti, «Giuseppe Criscuolo ed il figlio Giuseppe Junior, Ugo Di Giovanni, Andrea Masocco, Marco Mazzoni e Pietro Zanganelli», scrivono gli uomini dell’Arma.

In questa complessa fase delle indagini, i Carabinieri di Roma, in virtù di una rogatoria internazionale avviata dalla Procura di Roma, hanno lavorato in strettissima sinergia con l’U.C.O. – Drogas de la Guardia Civil di Madrid che, nella mattinata odierna, in contemporanea all’operazione svolta dai Carabinieri, hanno arrestato in Spagna cinque soggetti ritenuti responsabili del tentativo di importazione dei 15 Kg cocaina.

«Con gli arresti odierni – concludono i Carabinieri – si chiude un capitolo della storia del narcotraffico romano, che ha portato alla luce l’esistenza di organizzazioni strutturate nel traffico di droga nella Capitale, collegate a realtà delinquenziali di natura ‘ndranghetista che nel tempo hanno trovato terreno fertile a Roma e provincia».


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