Donna carabiniere molestata da superiore, la Cassazione conferma la condanna per un Maresciallo

ROMA – La prima sezione Penale della Corte di Cassazione ha confermato oggi la condanna per un Maresciallo dei Carabinieri in servizio a Firenze, accusato di “Minaccia ad inferiore aggravata e continuata”.

La vittima è il Carabiniere scelto Angela Aparecida Rizzo, una giovane militare 33enne di origini brasiliane, alla quale il Maresciallo 52enne dedicava – secondo l’accusa – morbose attenzioni.

Una vicenda di vessazioni, minacce, palpeggiamenti, che avvenivano all’interno di un laboratorio analisi di sostanze stupefacenti del nucleo investigativo.

A difendere la donna Carabiniere l’Avvocato Giorgio Carta, che già nel primo grado di giudizio ricordò ai giudici «che i fatti oggetto del giudizio avvengono quasi sempre in assenza di testimoni e in un clima di soggezione e timore vissuti dalla vittima in assoluta solitudine e quindi, associandosi alla richiesta di condanna formulata dalla pubblica accusa» chiese anche «il pagamento delle spese processuali e il risarcimento del danno».

Secondo l’ipotesi accusatoria, il Maresciallo in due circostanze, tra l’aprile e il luglio 2015, avrebbe posto in essere due distinti episodi di minaccia ad inferiore nei confronti della subordinata, riconducibili ad un “morboso interessamento ed esasperante invadenza, sia sul piano più strettamente professionale, relativo alle modalità concrete di svolgimento del servizio del subordinato, sia sul piano più intimamente privato, che avrebbe dovuto restare assolutamente estraneo all’interessamento del superiore”.

Il Maresciallo è stato anche condannato al risarcimento del danno, da quantificarsi in sede civile.

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1 Commento

  1. ignazio dice

    Mi congratulo con l’illull.mo avv. Carta e con la collega, per il risultato ottenuto, inotre auguro ogni bene possibile e, che possa proseguire una illustre carriera. Colgo l’occasione per porgerLe Buone Feste.

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