Crotone: recuperata dai Carabinieri la campana del Cacciatorpediniere “Lince”, denunciato il proprietario

CROTONE – I carabinieri della Stazione di Cirò Marina (KR), congiuntamente al personale del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, hanno deferito alla competente Autorità Giudiziaria un 69enne pensionato del luogo, per la detenzione non autorizzata di materiale archeologico.

In particolare l’uomo, al termine di una perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di una campana navale appartenente al relitto sommerso del Cacciatorpediniere “Lince”, reperto trattenuto indebitamente, nonostante esplicita richiesta avanzata dal competente ente comunale per la successiva consegna al locale museo.

Il 4 agosto 1943 Cacciatorpediniere “Lince” andò ad incagliarsi nei pressi di Punta Alice (Cirò Marina), non lontano da Taranto. Non essendo possibile disincagliare immediatamente l’unità, l’equipaggio – 160 uomini – si accampò sulla vicina spiaggia, in attesa del disincaglio. Alle 8.15 del 28 agosto, quando ancora l’unità non era stata disincagliata, il sommergibile britannico Ultor l’avvistò e su ordine del comandante George Hunt le lanciò due siluri: le armi colpirono la poppa della nave, che esplose, provocandone il rapido affondamento.

Lo scoppio dei siluri uccise 12 uomini dell’equipaggio che si trovavano a bordo della torpediniera, ed investì una piccola imbarcazione da pesca con quattro persone a bordo, uccidendo un bambino (Francesco Salvatore Tridico) e mutilando un giovane pescatore.

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