Cremona, droga: vasta operazione dei Carabinieri. Nove arresti e 8 denunce

Carabinieri_auto_BariMilano, 13 giu – Vasta operazione antidroga degli uomini dell’Arma. I militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Cremona, supportato da militari delle Compagnie di Cremona, Crema (Cr), Casalmaggiore (Cr), Treviglio (Bg), Torino, Paola (Cs) e Paternò (Ct), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 9 persone, 3 italiani e 6 extracomunitari, 7 dei quali destinatari di custodia cautelare in carcere e 2 degli arresti domiciliari.

Tutti sono accusati di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente in concorso, localizzati oltre che nel territorio cremonese (Annicco, Azzanello e Castelleone) anche in quello delle Province di Bergamo (Fontanella e Romano di Lombardia), Cosenza (Paola), Catania (Paternò) e Torino.

Nell’ambito della stessa operazione, sono state deferite in stato libertà, per lo stesso reato, altre 8 persone (6 italiani e 2 stranieri), tutti residenti in provincia di Cremona, tranne uno domiciliato nel bergamasco, che hanno avuto un ruolo secondario nella commissione dei reati per i quali si è proceduto.

Gli arresti di oggi si aggiungono ai 9 arresti in flagranza di reato, già effettuati durante l’attività d’indagine, che ha visto effettuare anche, nel complesso, una trentina di sequestri di sostanza stupefacente per 300 grammi circa di cocaina, 30 circa di eroina e 100 circa di hashish.

L’indagine, convenzionalmente denominata ”Pantera”, dal soprannome di uno dei principali spacciatori, è nata nel novembre 2015 e si è conclusa a settembre 2016, ed è stata coordinata dal pm Laura Patelli.

Nel corso delle attività sono stati individuati diversi canali di rifornimento di sostanza stupefacente, del tipo cocaina, eroina e hashish, gestiti da cittadini italiani e nordafricani, che dalle province di Bergamo e Brescia facevano affluire nei comuni di Annicco e Azzanello cospicui quantitativi di droga destinati poi allo spaccio al dettaglio in ambito locale.

Gli incontri tra i pusher e gli assuntori avvenivano, previo contatti e colloqui tenuti sempre con linguaggio ”criptato”, per strada, in luoghi convenuti e non menzionati nei dialoghi, in prossimità di locali pubblici oppure in parchi o parcheggi.

Talvolta la droga veniva consegnata anche a domicilio, mentre solo i clienti di maggior fiducia erano ammessi a ritirarla direttamente presso l’abitazione dei pusher.

Variegato il gruppo degli assuntori identificati, circa un centinaio, e segnalati alla Prefettura: in maggioranza uomini, ma anche molte donne, di età compresa tra i 20 e i 50 anni, appartenenti a tutti i ceti sociali.(AdnKronos)

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