Cosenza, centri di accoglienza: operazione dei Carabinieri contro il caporalato. 14 misure cautelari

112-560Cosenza, 5 mag – I Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza stanno eseguendo una vasta operazione di contrasto allo sfruttamento dei rifugiati ospitati nei centri di accoglienza con l’esecuzione di 14 misure cautelari: 2 custodie cautelari in carcere, 4 arresti domiciliari, 8 obbligo di dimora.

Le misure sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari Tribunale di Cosenza, Salvatore Carpino, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di altrettanti soggetti accusati a vario titolo di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, abuso d’ufficio e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Le indagini, condotte dai militari della Compagnia Carabinieri di Cosenza, sono iniziate a settembre dell’anno scorso sotto la direzione di Marisa Manzini, procuratore aggiunto, e di Giuseppe Cava, sostituto procuratore, coordinati dal procuratore capo della Repubblica, Mario Spagnuolo.

Gli elementi raccolti dai Carabinieri hanno permesso di accertare che i rifugiati, principalmente senegalesi, nigeriani e somali, venivano prelevati da due centri di accoglienza straordinaria di Camigliatello Silano (Cs) e portati a lavorare in campi di patate e fragole dell’altopiano della Sila cosentina o impiegati come pastori per badare agli animali da pascolo.

In particolare, il presidente e due responsabili della gestione di un centro di accoglienza straordinaria risultano accusati di aver illecitamente reclutato i rifugiati a loro affidati per essere impiegati in nero come braccianti e pastori in numerose aziende agricole del luogo, in concorso con i titolari di quest’ultime.

I responsabili del Cas dovranno anche rispondere della manipolazione dei fogli presenza dei rifugiati, che venivano dati come presenti nel tentativo di ottenere i finanziamenti previsti dalla legge a sostegno della struttura di accoglienza.

Il fenomeno ha riguardato complessivamente una trentina di rifugiati che sono stati sfruttati in nero per somme oscillanti tra i 15 e i 20 euro per una giornata lavorativa di 10 ore.(AdnKronos)

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