Chiedono il “pizzo” per la restituzione di un autocarro rubato: arrestati dai carabinieri

Carabinieri-mitragliettaRoma, 30 gen – I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Marcianise (CE) hanno tratto in arresto con l’accusa di concorso in estorsione, violenza e resistenza ad un pubblcio ufficiale, il 23enne Alberto Antonucci e Salvatore Loffredo di 18 anni, entrambi pregiudicati di Arzano (NA).

L’attività investigativa è stata svolta dai carabinieri in seguito alla denuncia sporta negli uffici della stazione di Marcianise da parte di una persona di Pietravairano, la quale nella mattinata di ieri aveva lasciato per un brevissimo lasso di tempo il proprio autocarro carico di legna parcheggiato nei pressi della zona mercato di Marcianise dove veniva rubato. Le investigazioni svolte hanno consentito di verificare che la vittima, nel corso della giornata riceveva diversi contatti telefonici da parte dei malfattori, i quali avanzavano la richiesta di 1.500 euro per la restituzione della refurtiva.

I carabinieri di Marcianise, predisponevano pertanto idoneo servizio di osservazione e pedinamento, monitorando tutti i movimenti della vittima, chiamata ad incontrarsi in serata nella zona di Melito di Napoli per la consegna del denaro e la restituzione della refurtiva.

I militari, dopo avere individuato compiutamente i due soggetti quali responsabili dell’estorsione, procedevano al controllo, ma questi ultimi, al fine di sottrarsi alla cattura intraprendevano una violenta colluttazione. Tuttavia, il dispositivo messo in atto dai carabinieri consentiva di bloccare dopo pochissimi metri i due soggetti rendendoli inoffensivi.

Gli arrestati sono stati dapprima tradotti presso la compagnia carabinieri di Marcianise per lo svolgimento degli accertamenti di rito e successivamente accompagnati presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale.

Questi ultimi provvedimenti si aggiungono ai 10 provvedimenti restrittivi adottati dai carabinieri di Marcianise nei confronti di soggetti accusati di estorsioni attuate con la tecnica soprannominata del “cavallo di ritorno”.

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