Cattolica: alla sbarra 6 insospettabili per usura e spaccio di droga

carabinieri-riminiCattolica, 6 giu – Nella giornata odierna, i Carabinieri della Tenenza di Cattolica, dipendente dalla Compagnia di Riccione, al termine di una complessa attività d’indagine, deferivano in stato di libertà 6 persone per spaccio di sostanze stupefacenti ed usura aggravata.

L’impianto accusatorio, pienamente condiviso dalla locale Procura della Repubblica, trae origine dalle dichiarazioni di un cittadino di Cattolica, che chiedeva aiuto ai Carabinieri per un suo amico caduto nelle mani di un usuraio. L’attività d’indagine, incentrata soprattutto sull’ascolto di alcune persone informate sui fatti e sull’organizzazione di appositi servizi di osservazione, portava ad indagare sei persone per aver attuato in concorso tra loro un disegno criminoso finalizzato all’attività di spaccio di sostanze stupefacenti diretto ad ultra quarantenne del luogo.

Uno degli indagati è stato anche denunciato per il reato di usura aggravata ed esercizio abusivo dell’attività finanziaria. Quest’ultimo in particolare, un 54enne ex dipendente di una cooperativa comunale, in reiterate occasioni (circa una volta alla settimana) cedeva della cocaina per un ammontare di 150grammi ad una tossicodipendente della zona al fine di ottenere prestazioni sessuali.

L’uomo oltre a spacciare approfittava dello stato di bisogno e precaria situazione finanziaria di 10 persone residenti a Cattolica, facendosi promettere e consegnare interessi usurari fino alla misura del 240% annuo per somme di danaro, mai superiori a due-tre mila euro, date in prestito. Le vittime, alcune delle quali chiedevano i prestiti per acquistare a loro volta cocaina, oltre alla restituzione della somma in conto capitale erano costretti a pagare, dietro minaccia, in rate mensili interessi che variavano dal 10% al 20 %.

Nel corso della perquisizione locale presso l’abitazione del principale indagato si aveva modo di rinvenire della marijuana, della sostanza da taglio per la cocaina e numerose immagini, custodite nello smartphone dell’uomo, riproducenti gli incontri a scopo sessuale in cambio di cessioni di droga e immagini riproducenti il consumo di cocaina dell’uomo e di suoi clienti nella propria abitazione e in strutture ricettive.

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