Caso Provenzano: assoluzione definitiva per Mori e Obinu

Cassazione_PalazzoPalermo, 8 giu – Assoluzione definitiva per il generale Mario Mori e per il colonnello Mauro Obinu dall’accusa di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla procura generale di Palermo contro l’assoluzione in appello di Mori e Obinu.

Il 19 maggio del 2016, dopo poco più di tre giorni di camera di consiglio, la Corte d’appello di Palermo, presieduta da Salvatore Di Vitale, oggi Presidente del Tribunale di Palermo, aveva confermato la sentenza di assoluzione emessa in primo grado il 17 luglio 2013 nei confronti dei due imputati.

La procura generale, rappresentata in giudizio dal procuratore Roberto Scarpinato e dal sostituto Luigi Patronaggio, aveva chiesto la condanna dei due ufficiali dell’Arma a quattro anni e mezzo di reclusione per Mori e tre anni e mezzo per Obinu.

Secondo l’accusa, nell’ottobre del 1995, pur essendo a un passo dalla cattura di Bernardo Provenzano, grazie alle rivelazioni del confidente Luigi Ilardo, non fecero scattare il blitz che avrebbe potuto portare all’arresto del capo mafia garantendogli un’impunità che sarebbe durata fino al 2006.

La Corte d’Appello, però, aveva confermato in pieno l’assoluzione con la formula “perchè non costituisce reato”.

Come si legge nelle motivazioni, depositate nel novembre scorso, le azioni contestate sono “sussistenti” eppure “non idonee a dimostrare” che i due alti ufficiali dei Carabinieri, il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, “abbiano agito con la coscienza e la volontà di favorire il latitante Bernardo Provenzano, impedendone o ostacolandone la cattura”. Scriveva così il presidente della quinta sezione penale della Corte d’appello di Palermo Salvatore Di Vitale nelle oltre 300 pagine con cui motivava l’assoluzione dei due militari del Reparto operativo speciale dell’Arma.(Adnkronos)

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