Caserta, furbetti del cartellino al museo di Succivo: 2 arresti e 13 indagati

furbetti-museoCaserta, 7 mar – Furbetti del cartellino, ancora. Questa volta ad essere accusati dei reati di falsa attestazione della relativa presenza in servizio e di truffa ai danni di ente pubblico sono due dipendenti del Museo archeologico atellano di Succivo (CE), raggiunti in queste ore da un’ordinanza di misura cautelare ai domiciliari eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Marcianise.

Il provvedimento è il frutto delle indagini coordinate dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli Nord. Insieme ai due dipendenti risultano indagate altre 13 persone in servizio nello stesso museo.

L’indagine – basata su intercettazioni telefoniche, video riprese e servizi di osservazione – ha avuto inizio nel mese di gennaio 2016 e ha consentito di raccogliere un grave quadro indiziario nei confronti dei due dipendenti pubblici per reiterate condotte fraudolente di assenteismo: condotte seguite «nell’ambito di una generalizzata situazione di assenze arbitrarie dalla sede di lavoro, messa in atto da alcuni dipendenti del museo», spiegano gli inquirenti.

Secondo l’ipotesi accusatoria, avvalorata dal provvedimento del GIP del Tribunale di Napoli Nord, è risultato che uno degli indagati, dopo essersi recato a lavoro, senza far rilevare la sua assenza mediante il sistema marcatempo, si è allontanato per diverse ore.

Inoltre, in altre circostanze, a mezzo di attestazioni mediche ritenute false, avrebbe trascorso la maggior parte delle giornate all’interno di un centro scommesse, dedicandosi a tutti gli effetti a questa seconda “attività lavorativa”.

«Il contesto di diffuso malcostume e di generalizzata e prolungata inerzia da parte dei dirigenti preposti al controllo»emerso dagli accertamenti investigativi – evidenziano gli inquirenti – è stato definito dal Giudice per le indagini preliminari come «sconcertante e sconfortante perché basato sulla piena consapevolezza dei dirigenti circa le condotte illecite poste in essere dai dipendenti del Museo, nonché caratterizzato dall’inerzia nei confronti di tali condotte».


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