Caserta: 20 arresti in tutta Italia in operazione antimafia dei Carabinieri

carabinieri-caserta-arrestoCaserta, 11 feb – Nella mattinata odierna, nell’ambito di un’articolata indagine coordinata da questa Procura della Repubblica, i Carabinieri del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo di Caserta hanno eseguito, nelle provincie di Caserta, Napoli, Avellino, Frosinone, Alessandria, Perugia e Pordenone, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 20 soggetti affiliati alle articolazioni criminali capitanate da Antonio Bifone e Filippo Petruolo, rispettivamente esponenti apicali per i comuni di Portico di Caserta (CE) e Macerata Campania (CE) per conto del più noto “clan Belforte” di Marcianise (CE), ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, incendio doloso e porto abusivo di armi, usura, estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti, reati tutti commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

L’indagine trae le sue origini tra la fine dell’anno 2004 e l’inizio del 2005, periodo in cui si verificarono due atti intimidatori incendiari, accaduti a distanza di pochi giorni, nei confronti di due militari dell’Arma dei Carabinieri che stavano svolgendo indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di quel clan e che avevano già portato al sequestro di armi da guerra riconducibili alla citata consorteria criminale.

L’attività, svolta dal 2006 ad oggi, ha già portato all’arresto di 44 persone nell’anno 2009, per traffico internazionale di sostanze stupefacenti ed alla cattura di 4 latitanti (Antonio Corvino, Nicola Russo e Kassoum Bamba e dello stesso Antonio Bifone – che il 25.10.2005 si era sottratto alla cattura da parte del personale del Commissariato di P.S. di Marcianise, ingaggiando con questi anche un conflitto a fuoco – e che venne individuato ed arrestato a Ghedi (BS) mentre stava lasciando l’Italia per recarsi in Germania.

Nel provvedimento cautelare il Gip ha ritenuto la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza in ordine:

  • alle illecite attività che il clan esercitava sul territorio di competenza, ossia le zone di Macerata Campania, Portico di Caserta e aree limitrofe evidenziando come il Antonio Bifone fosse stato in quel periodo il mandante dei due sopra menzionati atti intimi datori contro i Carabinieri;
  • alla individuazione delle attività estorsive ed usuraie in danno di commercianti autoctoni, in particolare attività estorsive rivolte agli esercizi commerciali presenti sulla via Nazionale Appia, realizzate attraverso atti intimidatori, mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco all’indirizzo delle vetrine;
  • al traffico di sostanze stupefacenti nelle zone di diretta competenza ed il rifornimento delle medesime sostanze per i gestori delle piazze di spaccio di Caserta, Santa Maria CapuaVetere, Aversa e comuni viciniori;
  • al tentato omicidio, mediante accoltellamento avvenuto a Napoli il 4.10.2005, di un imprenditore casertano (responsabile di aver denunciato Antonio Bifone del reato di usura), individuando quale mandante il Bifone e quali esecutori materiali i seguenti componenti del clan “Amato” – egemone sul territorio di Santa Maria Capua Vetere e gemellato, da vincoli anche di parentela, con quello “Bifone”.

Flipboard

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.