Carabinieri tra i fornelli invece che sulla strada: sarebbero più di 5.000

carabiniere-cuciniereIl numero sale a 6.000 se si calcolano i militari impiegati nella contabilità, spesa, logistica, commissariato, appalti, infrastrutture etc. Roma, 22 apr – Buoni pasto di ammontare ridicolo (2,50 euro al giorno) che non permettono la scomparsa dei cosiddetti “punti di cottura” all’interno delle caserme dei carabinieri. Tuttavia, il dato su scala nazionale è fortemente sbilanciato: per una volta, tre regioni del sud (Campania, Lazio e Puglia) guidano la classifica delle più “virtuose”, cioè quelle con meno “punti di cottura”. Nel resto d’Italia il dato è piuttosto disarmante. Basta guardare la tabella seguente per rendersi conto di quanti militari dell’Arma sono sottratti quotidianamente alle proprie funzioni istituzionali.

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punti-cottura

A guidare la classifica con più carabinieri ai fornelli è la Lombardia con 348 unità in crescita, seguita a ruota dal Piemonte, Calabria, Veneto ed Emilia Romagna.

La denuncia arriva dal “Cobar” (Consiglio di Base di Rappresentanza) della Liguria.

«II militare – si legge pdfnella delibera – deve provvedere alla preparazione del pasto nonché alla sua consumazione nei trenta minuti di pausa che gli vengono concessi senza peraltro dimenticare che si trova comandato di servizio, per cui indossa l’uniforme ordinaria».

I rappresentanti liguri dell’Arma denunciano «numerose e diverse lamentele del personale interessato, che rappresenta evidenti elementi di sofferenza supportati in forma negativa dall’aspetto economico che viene concesso, per ogni pasto avente diritto e consumato, la somma di euro 2,50».

Ai carabinieri che fanno servizio in Liguria – si legge nel documento – le misere 2,50 euro a pasto non bastano proprio perchè «spesso capita di confrontarsi con un contesto territoriale a forte vocazione turistica provocando un considerevole innalzamento dei prezzi al consumo sui generi di prima necessità rispetto alla media nazionale. Inoltre, appare doveroso sottolineare come l’alto costo della vita si mantenga costante durante tutti i mesi dell’anno essendo il territorio ligure, per conformità climatica e orografica, meta turistica senza esclusione di continuità. A tale situazione non corrisponde, però, un adeguato vettovagliamento che faccia leva sul valore in denaro previsto per le razioni viveri rispetto al luogo ed altre realtà in cui la somma a pasto procapite corrisponde nettamente ad una cifra superiore che non consente ai militari di ottenere un dignitoso riconoscimento».

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