Carabinieri, servizi esterni: mancano i soldi e si ricorre ad espedienti per raddoppiare le statistiche

auto-carabinieri06Roma, 21 set – Tempo di crisi profonda e di spending review anche per i carabinieri ma…. i numeri prima di tutto. E’ questo che forse ha pensato il generale Antonio Girone , comandante interregionale “Pastrengo” (che ha responsabilità di coordinamento sui comandanti delle regioni Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta) quando ha emanato una circolare (la n. 110/2 datata 20103/2012 avente per oggetto “Servizi preventivi e coordinati a largo raggio”) dove sostanzialmente ordina di dividere in due tranches il normale servizio esterno della durata di sei ore. Il presunto motivo (e gli annessi problemi) di questo “frazionamento” viene denunciato dai delegati della rappresentanza militare di Lombardia e Liguria: al “solo scopo di raddoppiare apparentemente il numero dei servizi svolti”.

E’ quanto si legge in una pdfdelibera del 6 settembre scorso emanata dal Consiglio di Base di Rappresentanza della Legione Carabinieri Liguria che fa eco ad un’altra analoga emanata dai colleghi in servizio in Lombardia datata 16 luglio.

In sostanza, a quanto si apprende, i carabinieri di pattuglia nelle regioni anzidette sarebbero costretti, a metà turno, a rientrare in caserma per compilare un nuovo “ordine di servizio”, per dimostrare a livello statistico un dato doppio relativo ai servizi esterni rispetto alla reale “proiezione esterna in forma continuativa necessaria per vigilare il territorio del Comando interessato”. Tale pratica, ovviamente, lascerebbe scoperti i territori perlustrati per un periodo variabile dai 30 ai 50 minuti, necessari per far rientro in caserma, compilare un nuovo ordine di servizio (un documento molto dettagliato), imbarcare possibilmente un nuovo militare e ritornare nei luoghi assegnati.

Secondo i rappresentanti dei militari liguri, oltre alla temporanea mancata vigilanza del territorio, la disposizione relativa al frazionamento del turno comporta “un danno economico per quei militari che svolgendo un servizio esterno di durata inferiore a tre ore, non percepiscono l’indennità prevista per turni esterni”; “produce difficoltà di applicazione nei servizi consorziati” (cioè in presenza di due militari nella stessa pattuglia appartenenti a due comandi diversi) anche a causa “dell’ampia giurisdizione penalizzata dalla conformità del territorio che ostacola oggettivamente gli spostamenti di una pattuglia esterna tra un Comune e l’altro”. I colleghi della Lombardia sottolineano anche “un reale aggravio di spese e di attivita burocratica”.

I carabinieri liguri non mancano inoltre di sottolineare “preoccupazioni per il ritorno al servizio spezzato per i riflessi che comporta nell’organizzazione della vita privata dei Carabinieri”. Curiosamente, gli organi di rappresentaza di Liguria e Lombardia, denunciano una “reintroduzione” o “ritorno” al servizio spezzato, perchè, sempre secondo quanto si apprende, in passato tale pratica sarebbe stata abbastanza diffusa anche nel resto del territorio nazionale.

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