Carabinieri, Rappresentanza militare: rischi nei centri di accoglienza non più fronteggiabili

profughi-carabinieriRoma, 9 giu – «E’ con sempre crescente preoccupazione che anche il Cobar Sardegna, organismo deputato a rappresentare i carabinieri nell’isola, deve prendere atto dell’allarme determinato dai recenti avvenimenti, che hanno visto protagonisti degli immigrati ospitati in alcuni centri di accoglienza italiani».

E’ quanto afferma il delegato del Cocer Carabinieri Gianni Pitzianti.

«L’ultimo, sfociato nel sangue e che ha visto coinvolto anche un militare dell’Arma – prosegue Pitzianti -, lascia chiaramente intendere quanto questa situazione stia diventando, col tempo e a causa di alcune scelte oggettivamente inadeguate, sempre più esplosiva al punto da far temere che, tra non molto, possa degenerare in fatti di gravità sempre crescente, dovuti, non di rado, ai più disparati e futili motivi legati alla stessa convivenza forzata o alle condizioni alloggiative».

«L’assurda politica di decentrare in piccoli centri sempre maggiori numeri di extracomunitari, anche di diverse nazionalità ed etnie, sta comportando preoccupanti derive. Ciò va ad aggravarsi ulteriormente se si considera l’inadeguato rapporto degli organici delle forze dell’ordine chiamate a gestire, oltre all’ordinario, anche situazioni operative assolutamente fuori della loro portata, sia per carenza di mezzi che di personale. A tale proposito basti citare i casi di vari centri di accoglienza allestiti in piccoli comuni, a presidio dei quali vi sono stazioni carabinieri con effettivi solo due militari e che, in caso di allarme, potrebbero ricevere rinforzi non prima di due ore. Situazioni queste, che si teme possano col tempo aggravarsi anche a causa della sempre crescente preoccupazione e conseguente insofferenza manifestata dalle popolazioni locali, che si sentono sempre meno tutelate dallo Stato».

«E’, pertanto, con viva voce unitamente ai delegati del Cobar Sardegna – conclude Pitzianti – richiede al Governo, una soluzione immediata che risolva le problematiche legate a questo fenomeno, segnatamente quelle del personale dell’Arma, sempre più esposto a crescenti situazioni di rischio. Oramai non più fronteggiabili con mezzi e strategie ordinarie.»

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