Carabinieri, operazione “Red gold”: rubavano rame in mezza Sicilia, 9 arresti

Palermo, 18 giu – A pochi giorni dall’”Action Day”, iniziativa promossa da Europol, alla quale hanno aderito 12 stati membri dell’Unione Europea compresa l’Italia, finalizzata a dare impulso alle attività di prevenzione e contrasto dei furti di rame, i Carabinieri della Compagnia di Cefalù (PA), al termine di una lunga e complessa attività investigativa, hanno dato esecuzione a 10 misure cautelari (di cui 9 arresti domiciliari e un obbligo di dimora nel Comune di Palermo) emesse dal GIP del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta di quella Procura della Repubblica e sulla base delle risultanze investigative dell’Arma, nei confronti di:

  1. Antonino Alvarez, palermitano di 24 anni, arresti domiciliari;
  2. Salvatore Renda, palermitano di 29 anni, arresti domiciliari;
  3. Giuseppe Giuliano, palermitano di 29 anni, arresti domiciliari;
  4. Francesco Briamo, palermitano di 40 anni, arresti domiciliari;
  5. Pietro Lo Casto, palermitano di 37 anni, arresti domiciliari;
  6. Carmelo Di Stefano, palermitano di 56 anni, arresti domiciliari;
  7. Marco Algeri, palermitano di 46 anni, arresti domiciliari;
  8. Damiano Algeri, palermitano di 26 anni, arresti domiciliari;
  9. Davide Ferrante, palermitano di 24 anni, arresti domiciliari;
  10. Girolamo Alvarez, palermitano di 62 anni, obbligo di dimora nel comune di Palermo;

individuati quali appartenenti ad un sodalizio criminale responsabile di numerosi furti di rame ed in abitazione in diverse province della Sicilia (Palermo, Trapani, Agrigento, Enna e Caltanissetta).

L’indagine è stata avviata nei primi mesi del 2017 dalla Stazione Carabinieri di Finale di Pollina, a seguito di una ripetuta serie di furti del prezioso “oro rosso” perpetrati, lungo la fascia costiera tra i comuni di Cefalù, Finale di Pollina e Campofelice di Roccella, in danno di società operanti nel settore della distribuzione dell’energia e per i quali, dai primi accertamenti, venivano individuati Salvatore Renda ed Antonino Alvarez, quali potenziali esecutori dei citati episodi delittuosi.

Partendo da tale spunto investigativo, l’Aliquota Operativa della Compagnia di Cefalù ha sviluppato, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria e con quel comando Stazione, prolungate indagini tecniche, supportate da servizi di osservazione, pedinamenti e riscontri sul territorio che, in breve tempo, consentivano di delineare l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale, composto da dieci persone (tutte originarie di Palermo e con precedenti specifici), dedito alla commissione dei reati contro il patrimonio.

La loro esperienza in materia di furti di rame li aveva portati a “brevettare” una canna da pesca con una tronchesina sull’estremità, opportunamente costruita per raggiungere i cavi dell’alta tensione e tranciarli. L’indagine ha consentito di far luce su ulteriori 50 furti di rame (la maggior parte effettuati sui tralicci della pubblica illuminazione) e la conseguente ricettazione di circa 6 tonnellate di oro rosso (per un valore di oltre 300.000 euro), nonché sei furti in appartamento e altri quattro ai danni di due ipermercati Leroy Merlin di Palermo a seguito dei quali erano stati ricettati attrezzi agricoli e refurtiva varia per circa 200.000 euro.

Furti di rame: fenomeno preoccupante

Il fenomeno dei furti di rame è talmente vasto e preoccupante che, il 24 febbraio 2012, il Ministro dell’Interno, unitamente a varie altre società, tra cui ENEL, Ferrovie dello Stato, Telecom Italia s.p.a., hanno sottoscritto un protocollo di intesa per la costituzione dell’Osservatorio Nazionale sui furti di rame con l’obbiettivo di “monitorare il fenomeno e mantenere alto il livello di attenzione delle istituzioni preposte alla tutela dei beni e della sicurezza del cittadino”.

La Sicilia, in particolare, in base ai dati elaborati dal Viminale ha guadagnato il primo posto a livello nazionale raggiungendo, da sola, il 20% dei furti di rame effettuati.

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Carabinieri, operazione "Red gold": rubavano rame in mezza Sicilia, 9 arresti
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1 Commento

  1. Mazza Jean Jules dice

    Quanto è prezioso il lavoro d’investigazione da parte dei nostri amati carabinieri perché come semplice cittadino posso esprimermi affettuosamente, gratitudine è simpatia possa il buon Dio benedirvi è benedire il lavoro che svolgete non soltanto per garantire la legalità ma anche per tutelare la sicurezza di ogni cittadino è cittadina di questa nostra nazione ma mi rendo conto quanto sia difficile lavorare per voi nel marasma non solo della maleducazione è dell’illegalità ma anche alla sordità dei politici è governi che si susseguono senza che pongono almeno un’attenta riflessione. Grazie ai nostri carabinieri Dio vi benedica è vi protegga!

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