Carabinieri: ecco i tagli “dolorosi” della spending review

carabinieri-chiusura-casermeRoma, 19 mar – La definizione sarà pure english, ma gli effetti sono tuttaltro che lievi. Stiamo parlando della cosiddetta “spending review”, i cui effetti non hanno ancora finito di propagarsi negli ambiti più vivi della Sicurezza italiana.

I tagli in questione ci vengono illustrati, con una sorta di «resoconto generale per certi versi ed analitico per altri», dal Cocer della Benemerita in una nota.

Il resoconto – spiega la nota «pone l’attenzione sulle spese di bilancio delle due Forze di Polizia, sull’impatto che avviene ad una comunità allorquando viene chiuso un presidio dell’Arma e sulla demotivazione che oggi vive il personale dell’Arma sia per quanto riguarda il blocco Stipendiale complessivo, sia per quanto riguarda il blocco del turn over sulle assunzioni, ma anche sulle manovre di chiusura o accorpamento di Uffici o Comandi. Le varie argomentazioni sono correlate tra di loro».

«La chiusura o l’accorpamento di un Comando o di un Ufficio reca al personale non pochi disagi, i quali affiancati al fatto che lo stesso è maltrattato dallo Stato che difende per il blocco complessivo economico, sull’impossibilità di avere un supporto operativo giovane e fresco e sulla tempistica nell’ usufruire in tempi celeri di risorse adeguate per gli investimenti, lo rende per certi versi demotivato, stanco e privo della giusta dignità conquistata con sacrificio negli anni. Vi è da dire che la razionalizzazione di una struttura come l’Arma non è indolore ma obbligatoria, per via del taglio orizzontale eseguito dalle varie Finanziarie redatte da Economisti privi della giusta esperienza proprio sul settore della Sicurezza globale. Forse l’unica razionalizzazione indolore è stata la nascita del Centro Nazionale Amministrativo di Chieti, oggi definito centro di eccellenza per le sue capacità gestionali nel campo degli stipendi, sulle pensioni e sulle attività di gestione matricolare di tutto il personale dell’Arma».

Accorpamento, Rimodulazione e Soppressione

INTERVENTI GIÀ ATTUATI

L’Arma dei Carabinieri sta perseguendo, da tempo, un rigoroso progetto di razionalizzazione delle diverse linee organizzative e di riduzione delle spese, in linea con gli indirizzi di “spending review” indicati dal Governo.

Tali risorse, quantificabili in circa 9.600 unità, sono state prioritariamente orientate a valorizzare le capacità operative con particolare riguardo delle Stazioni e delle Tenenze, ripianando le sofferenze organiche del dispositivo territoriale.

  • 2001 Centro Nazionale Amministrativo:- L’intervento è stato attuato prevedendo la possibilità di ricondurre, ad un’unica unità organizzativa, tutte le attività di gestione degli stipendi, delle pensioni, della documentazione matricolare e dell’assistenza fiscale, precedentemente svolte da 1.300 unità distribuite presso i 26 Servizi Amministrativi dislocati sull’intero territorio nazionale. Tali funzioni sono oggi assolte nell’unica sede di Chieti da circa 300 uomini.
  • Organizzazione Centrale-Comando Generale Roma:- Sono state soppresse nel triennio 2009/2012 ben 266 posizioni d’impiego.
  • Organizzazione Addestrativa:- Soppressione di 2 Scuole Allievi di cui Fossano (CN) e Benevento determinando il recupero complessivamente 486 unità organiche. Le Scuole attive sono attualmente 5.
  • Organizzazione Mobile e Speciale:- Soppressione dei Servizi amministrativi dei Reggimenti e dei Battaglioni, le cui funzioni sono state assorbite dai Servizi amministrativi dei comandi Legioni, consentendo il recupero di 1.014 unità
  • Organizzazione Territoriale:- Soppressione dei Raggruppamenti Tecnico Logistico Amministrativi dei Comandi Interregionali, consentendo il recupero di 1.083 unità.

Altri interventi

  • Servizio Aereo: recuperate 178 unità e 51 elicotteri.
  • Servizio Navale: recuperate 234 unità e144 mezzi navali con la relativa chiusura di 82 siti.
  • Reparto Carabinieri Presidenza della Repubblica e Reggimento Corazzieri: recuperate 49 unità dal 2012
  • Nuclei cinofili: recuperate 87 unità. E riduzione dei presidi a 21.
  • Incarichi Speciali: recuperate 55 unità sui Comandi Artificieri, 107 unità tra i Tiratori scelti e 60 unità nell’ambito dei Subacqui.

PROVVEDIMENTI IN CORSO DI ATTUAZIONE

  • sono state accorpate 31 stazioni (di cui 7 erano Stazioni ripiegate a causa di gravi carenze infrastrutturali e 24 connotate da uno sfavorevole rapporto carico operativo/canoni di locazione passiva). Per 4 Stazioni è già pervenuto l’assenso del Ministero della Difesa e si procederà all’accorpamento, per 5 Stazioni è stato richiesto l’assenso Ministeriale.
  • Altre 32 Stazioni sono in corso di ulteriori approfondimenti;
  • sono stati soppressi 2 presidi presso scali ferroviari e aeroportuali (ove già operano reparti della P.S), mentre per altri 2 è stato richiesto l’assenso Ministeriale per procedere alla soppressione;
  • 6 compagnie sono state rimodulate in Tenenze, per 2 già è pervenuto l’assenso ministeriale e si procederà alla relativa attuazione, mentre per altre 2 Compagnie è stato richiesto l’assenso ministeriale alla rimodulazione in Tenenza;
  • 1 compagnia è stata soppressa, le cui competenze sono state trasferite a quella confinante.

TAVOLO TECNICO PRESSO IL DIP. P.S.

«E’ da precisare – scrivono i delegati Cocer – che tutte le relazioni approvate dal Gruppo di Lavoro, dovranno essere trasmesse per il preventivo parere (per quanto attiene l’Arma), sia ai Comandi Interregionali e di Legione, oltre che ai Prefetti e ai Sindaci delle Località interessate. Nell’ambito di un tavolo tecnico attivato presso il Dipartimento della Polizia di Stato per approntare interventi mirati sulla fattibilità e convenienza di una razionalizzazione e duplicazione dei Comandi dell’Arma e della Polizia di Stato, si è posta l’attenzione su 228 Comuni (sede di duplicazione Arma/PS) evidenziando nella fattispecie 45 centri su cui fondare le basi di una riorganizzazione sulla sicurezza è precisamente:

  • soppressione di 6 Compagnie (Voghera(PV), Cividale del Friuli (UD), Lugo (RA), Bassano del Grappa (VI), Carrara (MS e Ozieri (SS). Detta soppressione viene anche stabilità per l’onerosità delle infrastrutture anche in evidente deterioramento strutturale;
  • trasferimento di 3 Compagnie (Sarzana (SP), Crema(CR), San Candido (BZ); Detto trasferimento al fine di
  • accorpamento di 9 Stazioni (Ventimiglia Alta(IM), Duino (TS), San Martino Spino (MO), Brennero (BZ), Civitanova Marche Alta (MC), Chiusi (SI), Piombino Porto Vecchio (LI), Trestina (PG), Orvieto Scalo (TR). Mantenimento dell’attuale dispositivo in 6 Comuni (Trevisglio(BG), Casale Monferrato (AL), Porto Tolle (RO), Pescia (PT), Melfi (PZ) e Pisticci (MT).
  • riconfigurazione in Tenenza della Compagnia di Muggia (TS);
  • accorpamento di altre 8 Stazioni (san Pietro al Natisone (UD), San candido (BZ), LAvezzola (RA), Brisighella (RA), Lugo (RA), Fossola (MS), Ardara (SS), Ittireddu (SS)».

«Le ipotesi sopra delineate, consentono di stimare il possibile recupero di 276 posizioni di .impiego. Vi è anche da dire che dovranno essere effettuati dei mirati potenziamenti, a favore di quei Reparti che acquisiranno il territorio e la logistica di quei Reparti soppressi».

«A margine dei lavori del citato G.d.L. – spiegano sempre i carabinieri – è stato inoltre rappresentato che l’Arma ha avviato anche autonomi provvedimenti di razionalizzazione del dispositivo territoriale attraverso la riconfigurazione in Tenenza di 2 Compagnie sedi di Commissariato di PS (Sansepolcro (AR) attuata il 20 gennaio e Gaeta (LT) attuata il 24 febbraio c.a.».

I processi di razionalizzazioni attuati sono finalizzati a mantenere adeguato il livello di efficienza del dispositivo territoriale, dove si concentra l’81% della forza organica complessiva dell’Arma.

Impatto sulle Comunità in relazione alle manovre di razionalizzazione dell’Arma dei Carabinieri

«Gli Italiani anche quest’anno si sono espressi in varie indagini demoscopiche. Il loro gradimento massimo va ai Carabinieri e a tutte le forze di Polizia, nonostante da 7 anni i bilanci delle Forze di Polizia si sono drasticamente assottigliati. Ne è palese dimostrazione la resistenza ostinata di ogni singola comunità che vede soppresso o ridimensionato il presidio dei Carabinieri che protegge quel territorio. Si crea in quei cittadini un vacuum, un senso di abbandono dello Stato, di cui spesso leggiamo negli atti di sindacato ispettivo di tanti Parlamentari, che si rendono porta voci di questo disagio e chiedono di non rinunciare al presidio fisico, visibile, concreto delle nostre città e delle nostre contrade. Pertanto come si possono unire i concetti di razionalizzazione e abbandono del territorio? Come può uno Stato ordinare una sicurezza più oculata sul territorio se nello stesso tempo taglia le risorse economiche per attuarla? Più che essere i portavoce delle Comunità colpite da una razionalizzazione, molti Parlamentari dovrebbero lottare nelle sedi competenti affinchè la Sicurezza sia l’ultimo pilastro da indebolire con manovre economiche eseguite senza criteri specifici e tecnici».

Demotivazione del Personale

«Il personale dell’Arma dei Carabinieri nonostante gli straordinari successi ottenuti di anno in anno sul fronte della criminalità di basso e alto livello, vive questi anni di spending review con grande sofferenza. Demotivato dai tanti Decreti inconcepibili e dalle tante Leggi restrittive, da un lato esegue sempre con grande disciplina il suo operato di Militare addetto alla Sicurezza ma dall’altro vede la sua specificità calpestata oltremodo.

Il Carabiniere ha sofferto le restrizioni economiche più di quanto abbiano accusato altri operatori del pubblico impiego. Infatti al blocco degli aumenti stipendiali che forse potevano anche essere digeriti, si sono aggiunte altre situazioni altamente negative, quali:

  • il Blocco dei Contratti;
  • accorpamento del contratto normo-economico triennale;
  • il Blocco degli avanzamenti nel grado;
  • il Blocco di alcune indennità come l’assegno di funzione;
  • la rivisitazione del sistema pensionistico;
  • il Blocco perenne della previdenza complementare;
  • il Turn Over;
  • la razionalizzazione degli Uffici/Comandi».

«Tali restrizioni – sottolineano inoltre i delegati Cocer -, hanno posto l’essere Carabiniere in uno stato di “abbandono” da parte dello Stato che con una mano gli toglie quello che gli spetta e con l’altra mano lo spinge a dover fare ancor più energicamente il suo dovere. Solo il fatto di far parte di una grande famiglia, accompagnato da una disciplina Militare e aggiunta alla professionalità di Operatore della Sicurezza, non ha fatto demordere dal compiere il proprio dovere tanti Carabinieri, che oggi stringendo i denti e accantonando i problemi familiari, versano la propria vita in favore della sicurezza pubblica. Problemi familiari che si riversano nelle tante separazioni e nei tanti suicidi che hanno visto l’Arma di oggi protagonista in un dato drammatico ma che per molti è solo un dato statistico. Oggi un “Uomo Carabiniere” vede sfumare molti aspetti della sua specificità e cioè:

  • quello di finire la propria carriera, proprio in quell’Ufficio/Comando, ove da tempo ha prestato servizio, contribuendo a farlo crescere nel tempo e che adesso viene smantellato;
  • quello di essere trasferito, dopo una sofferta specializzazione o dopo tanti anni di servizio, in un Comando o Ufficio che non esiste più;
  • quello di non avere certezza sulla sua pensione
  • quello di non avere riconosciuto il secondo pilastro del sistema previdenziale, per la mancata creazione della previdenza complementare, la quale avrà risvolti seriamente negativi per gli arruolati dopo il 1° gennaio 1996;
  • quello di avere congelato, già dal 2010, gli aumenti stipendiali, l’avanzamento nel grado, l’Assegno di Funzione;
  • quello di non avere una giusta e significativa speranza di carriera per via dell’irrisolto problema del riordino dei gradi;
  • quello del non rinnovo dei Contratti;
  • quello di non vedersi affiancato da Giovani Carabinieri per via del blocco delle assunzioni e del relativo transito degli VFP4.

Ad oggi, a causa del blocco parziale del turn over, la forza effettiva dell’Arma registra un deficit organico di 12.600 unità a fronte di una forza prevista dalle Leggi di 117.920 unità».

Conclusioni

«Avendo a volte assistito, negli anni, proprio ai lavori di razionalizzazione, indetti dallo Stato Maggiore dell’Arma, posso garantirvi che ogni chiusura o soppressione veniva e viene sentita dai vari Comandanti Generali e dai vari Collaboratori presenti ai vari tavoli tecnici, come una pugnalata nel cuore. Molto si è fatto per cercare di accontentare il personale a riversare le loro aspettative ad altri Comandi e sicuramente qualcuno sarà rimasto insoddisfatto».

«Per altri versi ci sembra giusto l’accorpamento eseguito su varie Stazioni al fine di dare ancor più concretezza operativa.

D’altro canto i Carabinieri sono e saranno sempre attori di un film, il cui copione è talvolta scritto da interlocutori che poco o nulla hanno cognizione del tema “sicurezza”. Registi e scrittori impresentabili alla società, con varie sfaccettature raffigurabili forse da film come il giorno della civetta, il Prefetto Dalla Chiesa o i Giudici Falcone e Borsellino. La speranza è nel futuro, la speranza è nel cambiamento, con la consapevolezza che gli scrittori e i registi, che si avvicendano ad ogni elezione popolare o non, capiscano finalmente che in un paese dove nulla è più sicuro,dove i valori decrescono e dove i furbi si arricchiscono, avere uomini e donne che credono nella bandiera Italiana, che credono nei valori sociali ed umani e per tali sono pronti a sacrificare i loro cari ed anche la propria vita, è segno di civiltà, è segno di patriottismo è segno di sicurezza, la quale parola deve essere coltivata e preservata come un albero secolare e non tranciata come una siepe spinosa.».

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