Bari, spari a coppia di Bitonto: in manette suocero del ragazzo

Carabinieri_BariBari, 10 mar – È stata un’indagine lampo quella dei Carabinieri di Bari, che ha portato all’arresto del suocero del conducente dell’auto che, la notte scorsa, sotto i colpi di pistola, si era dato alla fuga, fino alle porte di Bari.

Per poco si è sfiorata la tragedia, tant’è che una 20enne che era in sua compagnia era finita in ospedale con una ferita di striscio al fianco.

A finire in manette è stato il 56enne bitontino C.C., volto noto alle Forze dell’Ordine. Per il momento l’accusa è di detenzione illegale di arma clandestina, ma gli investigatori stanno facendo approfonditi accertamenti, anche di natura balistica, per verificare il ruolo rivestito dall’uomo in relazione alla sparatoria di questa notte.

Era circa mezzanotte e mezza quando, nei pressi del campo sportivo di Bitonto, il 28enne C.C., con precedenti di Polizia, si trovava all’interno della sua utilitaria in compagnia di una 20enne incensurata di Giovinazzo (BA). Ad un certo punto, secondo il racconto dell’uomo, da un’auto di colore scuro sono partiti dei colpi di pistola all’indirizzo del veicolo.

In tutto sarebbero stati esplosi 5 colpi, di cui tre andati a segno sulla carrozzeria. A questo punto, la fuga ad alta velocità verso Bari, con l’auto scura alle calcagna, fino a quando, all’altezza dell’Hotel Parco dei Principi, a causa dello scoppio di un pneumatico, la folle corsa si è interrotta e l’auto che inseguiva si è dileguata.

L’uomo ha così chiamato il 118 che ha mandato un’ambulanza per il successivo trasporto al Policlinico di Bari della giovane che, presa di striscio ad un fianco da uno dei colpi, è stata medicata e dimessa con 15 giorni d prognosi.

Le indagini sono partite subito serrate, da parte delle Compagnie CC di Bari San Paolo e Molfetta (BA), coadiuvate dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Bari, che ha effettuato tutti i rilievi, soprattutto di tipo balistico, rinvenendo 5 bossoli cal. 7,65, un frammento di ogiva, nonchè frammenti di vetro.

Dal racconto delle due vittime del grave episodio, i sospetti degli investigatori si sono subito concentrati sul contesto familiare dell’uomo, in fase di separazione, che aveva iniziato a frequentare la giovane 20enne.

Messo alle strette, il suocero del 28enne ha ammesso di aver fatto uso, nella circostanza, di una pistola 7,65 e ha così condotto i Carabinieri nei pressi di un campo in “Contrada delle Rose” dove, su un albero, aveva nascosto la pistola, una “Zastava” cal.7,65, trovata priva di cartucce.

Il movente della spedizione punitiva sarebbe così riconducibile all’astio provato dall’uomo nell’ambito di dissidi familiari e relazioni interpersonali intrattenute dal genero.

È così scattato l’arresto con l’accusa di detenzione illegale di arma clandestina, ma proseguono serrate le indagini per verificare tutte le sue responsabilità.

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